Il camaleontismo della Meloni
La Presidente del Consiglio ha celebrato in questi giorni il record di durata del suo Governo (è infatti diventato il terzo più longevo della storia repubblicana) elencando tutti i successi conseguiti e tutte le promesse mantenute.
Probabilmente la Meloni ha una scarsa considerazione della memoria e dell'intelligenza degli Italiani, quindi ci permettiamo di fare una breve carrellata sulle sue giravolte e promesse mancate.
Premettiamo che è inevitabile che una volta al governo le cose si vedano in una prospettiva diversa, ma anche in politica una certa coerenza non guasterebbe.
Mercati – Oggi la Meloni elogia i mercati finanziari per “la fiducia che danno al suo governo” e dice che è la prova ”del cambio di passo sui conti pubblici dell'Italia”, ma una volta non la pensava così infatti,
a partire dalla crisi finanziaria del 2008, era solita accusare i “mercati finanziari” di “essere i responsabili di molte delle difficoltà economiche dell'Italia”, oggi invece visto che le fanno comodo li elogia.
Agenzie di Rating – La Meloni ha trionfalmente accolto la promozione che le principali Agenzie di Rating hanno dato del suo governo, ma la sua considerazione di queste Agenzie una volta era ben diversa infatti, in un suo post del 2012, aveva scritto che quelle Agenzie “erano pagliacci camuffati da inquisitori”.
Spread – Oggi la Meloni continua a ripetere gongolante che la “discesa” dello Spread (differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi) dimostra che il debito italiano è più affidabile di quello tedesco, però quel Centrodestra del quale è stata anche Ministro, era solito dire che “lo spread era un imbroglio, un'invenzione” e la stessa Meloni aveva detto che “lo spread è usato come arma contro la democrazia italiana.
Tasse – La Meloni ha sempre promesso che “la riduzione delle tasse è uno dei punti centrali della mia politica”, invece la pressione fiscale in Italia che nel 2023 era al 41,2%, nel 2024 è salita al 42,5% e per l'anno che si sta per chiudere è prevista ancora in aumento al 42,8%.
Clamoroso poi il filmato del 2019 nel quale la Meloni fingeva di fare benzina e tuonava che “le tasse sul carburante erano scandalose e che le accise esistenti andavano progressivamente abolite”, invece non solo non le ha abolite anzi, ha aumentato quelle sul gasolio per autotrazione.
Inflazione - Nel discorso di insediamento del suo Governo la Meloni aveva dichiarato che “l'inflazione andava fermata per proteggere il potere d'acquisto delle famiglie”. L'inflazione sta lentamente calando in tutta Europa, ma in Italia il carrello della spesa continua ad aumentare e il potere d'acquisto delle famiglie non è ancora tornato ai livelli del 2021, anche a causa degli stipendi e salari che in termini reali sono ancora inferiori dell'8,8% rispetto a quelli del 2021 e continuano ad essere tra i più bassi in Europa.
Crescita – Per il triennio 2025-27 l'Italia avrà una crescita complessiva del 2%, contro una media Europea del 3,9%, cioè è il Paese che cresce di meno rispetto ai 27 dell'Unione Europea.
Migrazioni – Il cavallo di battaglia della Meloni per le vittoriose elezioni del 2022 era stato quello della “attivazione di un blocco navale lungo le coste del Nord Africa”, attivazione inapplicabile perché è previsto solo in uno stato di guerra. Allora la Meloni ha lanciato il tanto reclamizzato “Piano Mattei per l'Africa” per fermare le migrazioni verso l'Italia e l'Europa da quel continente, le migrazioni però non sono affatto diminuite anzi, stanno aumentando, infatti secondo i dati del Ministero dell'Interno, al 28 novembre 2025 sono sbarcati in Italia 63.260 migranti, contro i 61.811 dello stesso periodo del 2024. Per non parlare poi dei costosi hot-spot in Albania, dove al momento sono ospitati solo una trentina di persone, che tengono impegnati quasi 200 addetti delle Forze dell'Ordine e della Sanità italiani.
Questi i freddi dati della realtà che ben rendono l'idea del camaleontismo della Meloni, cioè il suo opportunismo nel cambiare opinione e comportamento secondo le circostanze.
Adriano Rebecchi Martinelli
