sabato 4 luglio 2026

GUERRA CLIMATICA AMERICANA

 

La guerra del clima è già cominciata

L' intervista che segue al Generale Mini è stata realizzata in tempi non sospetti (noi la pubblicammo per la prima volta nel 2012), in essa si parla di cambiamenti climatici, di tsunami e di terremoti e il Gen. Mini non ha nessuna difficoltà ad ammettere nella maniera più chiara che tali eventi possono essere creati artificialmente e che rappresentano ormai l' ultima frontiera degli armamenti delle superpotenze e in special modo degli Stati Uniti.

Ma chi è Fabio Mini ? Sono attendibili le sue parole ?

...Dopo gli studi presso l'Accademia militare di Modena e la Scuola di Applicazione di Torino, si è laureato in Scienze strategiche per poi perfezionarsi in scienze umanistiche presso l'Università Lateranense e in Negoziato internazionale presso l'Università di Trieste.

Tra i vari incarichi è stato portavoce del capo di Stato maggiore dell'Esercito italiano e, dal 1993 al 1996, ha svolto la funzione di addetto militare a Pechino. Ha inoltre diretto l'Istituto superiore di stato maggiore interforze (ISSMI). Generale di corpo d'armata, è stato capo di Stato maggiore del Comando NATO per il Sud Europa e a partire dal gennaio 2001 ha guidato il Comando Interforze delle Operazioni nei Balcani. Dall'ottobre 2002 all'ottobre 2003 è stato comandante delle operazioni di pace in Kosovo a guida NATO, nell'ambito della missione KFOR.Commentatore di questioni geopolitiche e di strategia militare, scrive per Limes, la Repubblica e l'Espresso, è membro del Comitato Scientifico della rivista Geopolitica ed è autore di diversi libri......... ( fonte: Biografia Fabio Mini Wikipedia )

Dunque l' uomo è tutto fuorché un coglione che non sa pesare le parole o peggio non sa ciò che dice. Mini sa perfettamente cosa dice e sa perfettamente come dirlo. Dobbiamo dunque presumere che quanto è contenuto in questa intervista sia vero, dalla prima parola all' ultima...e francamente è agghiacciante

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Intervistatrice: Buongiorno Generale Fabio Mini, una cortesia si può presentare, per cortesia, da solo: lei di che cosa si occupa e che cosa fa?


Gen. Mini: Beh sono un generale in cosiddetta ausiliaria, noi generali non andiamo mai in pensione: transitiamo dal servizio attivo a uno stato intermedio in cui siamo a disposizione dell'amministrazione e poi passiamo nella Riserva, che comunque sono tutti eufemismi per la pensione quindi sono un generale in pensione e mi occupo di collaborazione e diffusione su temi strategici, scrivo libri, faccio conferenze, do qualche consiglio a qualcuno che non li vuole e che non li vuole comunque ascoltare, ma io ci provo lo stesso, e mi sono impegnato anche un po' nel campo, così, del sostegno umanitario: ho fondato insieme ad amici un'associazione che si chiama Peace Generation.

Intervistatrice: Ecco senta generale quando lei era attivo, mi sembra che sia più attivo anche adesso, ma quando era attivo in che settori soprattutto lavorava dal punto di vista militare?

Gen. Mini: Dal punto di vista militare ho avuto tre grandi branche; una branca è stata quella di interesse, una branca è stata quella della comunicazione: io ho fatto il portavoce del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito così come dello Stato Maggiore della Difesa. La seconda branca è stata quella logistica: mi sono occupato anche di contratti, contrattistica in questa maniera; la terza è quella che mi ha preso più la parte sostanziale della vita operativa è stata quella appunto operativa: ho comandato le unità dei Vespri Siciliani, ho comandato tutti i tipi di unità bersaglieri, vengo dai bersaglieri, e poi ho comandato il contingente internazionale, la forza internazionale di pace in Kosovo, che è KFOR. Ho fatto il Capo di Stato Maggiore della NATO in Sud Europa, quindi ho avuto parecchi incarichi; sono stato in Cina per tre anni come addetto militare, sono stato in America per altri due anni come integrato in una unità americana e così ho avuto moltissime esperienze.

Intervistatrice: C'è un suo articolo molto interessante sul numero di Limes che intitolava "Il clima dell'energia, il tempo che farà, le guerre dei tubi, l'Italia a rischio". Ecco il titolo che lei ha dato è "Owning the weather: la guerra ambientale globale è già cominciata"; vorrei cominciare con questa frase che lei ha scritto: "la guerra ambientale in qualunque forma è proibita da leggi internazionali. Le Nazioni Unite fin dal 1977 hanno approvato la convenzione contro le modifiche ambientali" e poi sotto c'è scritto: "la guerra ambientale è oggi definita come l'intenzionale modificazione di un sistema ecologico naturale come il clima i fenomeni meteorologici gli equilibri dell'atmosfera della ionosfera della magnetosfera le piattaforme tettoniche etc..., allo scopo di causare distruzioni fisiche, economiche, psicosociali nei riguardi di un determinato obiettivo geofisico o una particolare popolazione". Di cosa stiamo parlando, generale? Di cosa stiamo parlando ieri, di cosa stiamo parlando oggi e di cosa stiamo parlando del futuro?

Gen. Mini: Il senso dell'argomento fondamentale è questo, che poi è anche la mia tesi: la guerra è cambiata, cioè non ci possiamo più tenere attaccati al concetto di guerra tradizionale quando c'era uno che sparava contro un altro. E' cambiata non soltanto perchè gli interlocutori della guerra o anche i cointeressati alla guerra sono moltissimi; è cambiato perchè i sistemi d'arma sono cambiati: non ci sono più soltanto fucili o missili adesso ci sono anche altri tipi di arma. Una arma fondamentale che nella guerra moderna o in questa guerra globale ha assunto una rilevanza fondamentale è proprio l'arma psicologica o comunque l'arma dell'influenza che può essere esercitata con tutto quindi l'ambiente inteso come sistema ecologico, nel quale noi viviamo e dal quale noi dipendiamo, è diventato un attore principale, non è soltanto una cornice, è un attore principale della guerra, può essere addirittura un obiettivo ma può essere anche uno strumento e questo è il concetto fondamentale.

Intervistatrice: Ecco senta, io vado sempre avanti con il suo articolo, a pagina 82 lei scrive: "Tutti fingono di credere che le devastanti esplosioni delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki siano state le prime ed ultime della storia militare, eppure tutti sanno che da allora ci sono già state più di 1.000 esplosioni nucleari nel sottosuolo, nelle profondità degli oceani, in superficie e nello spazio e queste possono provocare per esempio degli tsunami". Che cosa voleva dire qui generale?

Gen. Mini: Volevo dire che quando si pensa che un certo sistema d'arma come l'ordigno nucleare, con le leggi con le convenzioni internazionali, è stato limitato è vero che è stato limitato però si sono sviluppate altre utilizzazioni anche dello strumento nucleare ed oltre lo strumento nucleare anche di quello magnetoelettrico.

Intervistatrice: Quindi io posso con le... mi scusi se la interrompo: quindi io posso con un esplosione, un esperimento, creare un sisma anche in qualche modo voluto.

Gen. Mini: Ma assolutamente vero, nel senso che questo non è ormai una fantasia o una illazione, sono cose ormai che sono tecnicamente e scientificamente provate. Quello che manca è la prova che qualcuno deliberatamente lo abbia già fatto, però se si vanno a vedere quali sono le linee di frattura o le faglie che ci sono nella crosta terrestre e si può immaginare che se uno agisce in un punto, per esempio in mezzo al pacifico con una esplosione controllata nucleare o anche soltanto non nucleare o anche soltanto convenzionale, bene il riverbero delle onde sismiche che produce questa esplosione può arrivare e alimentare e provocare addirittura lo tsunami; ma adesso lo tsumani è una forma così che tutti quanti conoscono ma i terremoti in genere possono essere in questo senso...

Intervistatrice: Ecco scusi, io la interrompo sempre perchè... negli ultimi anni io ho fatto delle ricerche e ho sempre visto proprio facendo delle tabelle di raffronto che dove c'erano state delle esplosioni sotterranee, io ho seguito anche alcune esplosioni che venivano fatte dai francesi nel Sahara, poi Mururoa, poi in India e in Pakistan, poi a breve distanza venivano fuori dei terremoti quindi a volte erano sperimentazini quindi si può anche pensare che si possano creare al di là dei terremoti anche dei sisma, anche delle frane, delle valanghe, delle inondazioni, cioè degli scienziati in questo caso molto bravi ma in negativo possono in qualche modo condizionare l'ambiente e quindi l'economia anche di un Paese.

Gen. Mini: Ma assolutamente sì cioè questa è una capacità tecnica, tecnico operativa, che esiste. Adesso io ripeto non ho prova provata che ci sia stato un cosiddetto esperimento o nucleare o convenzionale che abbia provocato un reale terremoto, però la parte tecnica c'è ed io sono anche abbastanza pessimista dal punto di vista militare perchè in 45 anni di carriera militare in giro per il mondo ne ho viste di tutti i colori su quello che riusciamo a combinare, cosa riesce a combinare la fantasia umana, bene io sono veramente pessimista nel fatto di dire che probabilmente c'è qualcuno che ci ha già provato a fare di queste cose; non so dove non so quando ma certamente non nei casi, io penso e spero, nei casi che lei ha seguito perchè in genere quando si fanno queste operazioni si sa benissimo qual è il danno, la conseguenza che si vuole provocare, e non si vuole certo far risalire all'attore o a colui che lo ha provocato percui se lei ha seguito degli esperimenti che erano già stati preannunciati o annunciati questi probabilmente sono o casuali, le conseguenze sono o casuali oppure non volute. Però chi è che vuole farlo veramente ha la capacità tecnica di farlo, lo può fare.

Intervistatrice: Ecco lei ha citato un esempio molto interessante: negli anni '40 un professore australiano, vuole raccontare questa cosa che lei ha seguito, che faceva questi esperimenti, ai nostri ascoltatori?

Gen. Mini: Mah insomma questo è un professore israeliano che si è messo a fare... era australiano, più che altro neozelandese, faceva questi esperimenti, vedeva quali erano le incidenze di questi fenomeni e si è accorto che si potevano provocare...

Intervistatrice: ...delle onde anomale, no, mi diceva?

Gen. Mini: ...potevano fare delle onde anomale, lui le ha provocate: al largo di Aukland lui ha provocato delle onde anomale, dei piccoli tsunami; in realtà erano soltanto fenomeni di onde che venivano, che montavano per conto proprio, e lui c'è riuscito in maniera controllata in maniera limitata ma c'è riuscito e ci è riuscito talmente bene che poi è sparito per un periodo dalla circolazione ma nel frattempo era stato contattato dagli Stati Uniti i quali sempre da un punto di vista tecnico-scientifico volevano vedere quali erano le possibili applicazioni di questo tipo di nuova, parliamo degli anni '40 subito dopo la guerra, di questa nuova arma in una eventuale difesa o comunque offesa contro un eventuale nemico. Lui sembra che non abbia aderito alla parte militare di questo progetto, sembra, ma ovviamente i dati che lui aveva erano a disposizione di tutti anche perhè lui, quella volta, lavorava in Australia per conto della Università della Neozelanda ma chi gestiva i fondi dati a questo progetto erano Gran Bretagna e Stati Uniti.

Intervistatrice: Senta Gen. Mini lei, nel suo articolo, che tra l'altro posso dirlo a chi ci sta ascoltando, noi stiamo consigliando a tutti di leggerlo, proprio anche a quelli che da anni lavorano su queste cose e molte volte anche incontrando delle diffidenze. Lei parla anche di questo centro in Alaska che conosciamo tutti, HAARP, il quale lavora sulle onde ad alta frequenza, questo è finanziato... e su questo si è sempre pensato che potesse influire sul clima; ecco vogliamo parlare... lei ne parla nel suo articolo.

Gen. Mini: Sì ne parlo perchè in effetti è una di quelle evoluzioni della ricerca sulle onde a bassissima frequenza e altissima frequenza, sono i due estremi, per la loro capacità praticamente di superare gli ostacoli, di non essere influenzati dalla curvatura terrestre, di non essere influenzati da ostacoli di varia natura... è quello quindi di modificare, di poter modificare l'assetto anche atomico delle cose. Bene questi generatori ovviamente di queste onde elettromagnetiche particolari, ovviamente chi è che li gestisce dice che sono per tutt'altra natura che non hanno questo tipo di capacità...

Intervistatrice: ...sì qualcuno diceva che volevano creare una specie di scudo per difendere la terra dal discorso dell'ozono mi pare... c'erano delle motivazioni che nessuno credeva poi tra l'altro...

Gen. Mini: Sì francamente diventano anche poco credibili. Sa che cos'è, mantengono una certa dose di credibilità perchè nessuno sa veramente di che cosa si tratta percui se una fonte autorevole dice, come un governo, dice "no, noi non stiamo facendo questi esperimenti per questo ma lo facciamo per motivi difensivi e non turbiamo, alteriamo l'equilibrio ecologico di nessuno, tutti quanti tendono a crederci; soltanto che negli ultimi 15 - 20 anni ormai questo livello di fiducia sulla parola incomincia a scadere un po' insomma, ecco queste onde elettromagnetiche hanno la capacità di interferire e quindi di addirittura di provocare delle alterazioni meteorologiche focalizzate in determinati punti che poi possono montare per conto proprio...

Intervistatrice: Ecco, Generale Mini, tra l'altro noi abbiamo raccolto negli anni, negli ultimi anni, delle proteste da parte per esempio di Paesi come la Russia, come la Cina ma anche altri Paesi che lamentavano, a parte che anche i russi sanno condizionare molto bene il clima anche loro hanno delle possibilità insomma in questo senso di creare dei fenomeni meteorologici, accusavano proprio che certe situazioni meteorologiche di aridità, di siccità o di eccessiva pioggia o di eccessivo freddo, come sta succedendo adesso in Cina, potessero essere provocate artificialmente; avevano fatto una denuncia nazionale, internazionale, dicendo c'è qualcuno dietro tutta questa operazione per creare problemi alla situazione economica di un paese. Lei che cosa risponde di fronte a questo? Lei non ha le prove però a livello, così, di momento...

Gen. Mini: A livello così di momento proprio di riflessione, di una riflessione....

Intervistatrice: Certo, non è tanto fuori di norma insomma questa cosa...

Gen. Mini: Non è al di fuori della norma, come ripeto, anche questo campo, cioè, è un campo in cui la parte tecnica è molto avanzata; ora quando si parla che, si pensa che il programma Owning the Weather 2015, voglio dire... no 2025 addirittura, è partito nel 1999; oggi siamo nel 2008 quindi sono già passati 10 anni e questo obiettivo di possedere il tempo meteorologico entro il 2025 a fini militari, questo è il programma perchè è finanziato dall'aeronautica militare statunitense non è finanziato da McDonald che vuole vendere gli hamburger, quindi questo è un programma che sta andando avanti e se tanto mi dà tanto, se l'obiettivo finale è al 2025, nel 2008 noi abbiamo già qualche risultato lo dobbiamo avere altrimenti chi è che investe i soldi avrebbe già chiuso i rubinetti dei fondi. Qundi ci sono già adesso delle capacità pratiche che possono essere sfruttate io dubito molto a livello di riflessione che ci sia qualcuno che intenzionalmente stia dirigendo queste armi contro un altro obiettivo. Dubito molto non perchè credo che gli uomini siano buoni, dubito molto che ne abbiano acquisito la capacità, però ho messo anche in evidenza nell'articolo la teoria, ma anche le supposte prove, che uno scienziato tecnico militare americano dà di queste cose e lui, secondo lui, i russi... lui attribuisce ai russi...

Intervistatrice: ...Bearden mi pare...

Gen. Mini: ...esatto sì, ma quello che si può attribuire ai russi si può attribuire agli Stati Uniti in maniera maggiore oggi, perchè gli hanno superati in molti campi, ma si può attribuire anche ai cinesi i quali intanto si stanno organizzando e attrezzando per questo; percui se lui pensa che ci siano stati già negli anni '70 degli episodi di utilizzazione di queste onde elettromagnetiche per produrre puntuali fenomeni atmosferici sul territorio degli Stati Uniti, io penso che se lui, e lui è uno scienziato... tra l'altro scrive dappertutto è accreditato dalla organizzazione degli scienziati americani insomma, non dovrebbe essere un millantatore o un fesso. Percui prendendo anche... facendo la tara a quello che lui dice, dal punto di vista tecnico-scientifico già esiste questa capacità e questa possibilità; speriamo soltanto che non abbiano ancora raggiunto un livello tale, soprattutto di determinazione e dico da un certo punto di vista, di stupidità e cattiveria, da impiegarlo realmente pensando di far fuori un obiettivo o un nemico circoscritto senza allargare i danni ad altri che possono anche non essere nemici e possono anche...

Intervistatrice: ...quindi diciamo, per concludere, noi possiamo concludere con quest'immagine su cui io voglio proprio la sua chiusura: io posso provocare, dal punto di vista climatico, una siccità in un paese quando ho l'intenzione di far, come si può dire, andare via una popolazione che in qualche modo mi possa essere di peso la faccio, non so, diventano dei profughi da un'altra parte perchè in quel Paese ci sono materie prime che m'interessano.

Gen. Mini: Questo è un fatto che non si può...

Intervistatrice: ...questa è una guerra...

Gen. Mini: Questo è un fatto che non si può assolutamente escludere ed è una guerra.

 

 


 

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giovedì 25 giugno 2026

La fiera delle illusioni!

 


La fiera delle illusioni!

Giorgia Meloni si avvia a festeggiare il primato di Governo più longevo nella storia della Repubblica Italiana, ma il suo Governo si avvicina a quella data piuttosto acciaccato.

Tra le cause principali la vittoria del “NO” nel Referendum sulla Riforma della Giustizia, la delusione procuratagli dagli eccessi dei sui amici Trump e Netanyahu, l'uscita di scena dell'altro suo amico Orban e la mancata uscita dell'Italia dalla procedura d'infrazione europea per “debito eccessivo”.

A questo punto la Presidente del Consiglio ha reagito grintosamente annunciando una serie di provvedimenti che dovrebbero rilanciare l'Italia e rispondere ai tanti bisogni del popolo italiano, dall'intervento sulle “accise” di benzina e gasolio al “piano casa”, dal contrasto al “lavoro povero” alla “sicurezza”, dagli “incentivi per le assunzioni” a quelli per gli “investimenti”.

Accise : la Meloni aveva costruito i suoi successi elettorali anche sulla promessa dell'abolizione delle accise ma si sta limitando solo a piccoli sconti provvisori e dell'abolizione non se ne parla!

Piano casa : Il Governo ha annunciato l'ambizioso progetto di rendere disponibili 100.000 nuovi alloggi entro i prossimi 10 anni, con uno stanziamento di 10 miliardi di euro, progetto che prevede il recupero e la ristrutturazione di 60.000 immobili attualmente inutilizzati e fatiscenti, la costruzione di nuovi alloggi a canone calmierato e una più veloce “liberazione” degli immobili occupati abusivamente.

Un Piano ambizioso che si scontra però con la realtà degli Enti interessati che non solo faticano a costruire nuove case ma riescono a mala pena a gestire il patrimonio esistente.

Lavoro povero : Il Governo Meloni in questi anni ha sempre rifiutato l'introduzione in Italia del “salario minimo”, che è in vigore in 22 delle 27 Nazioni dell'Unione Europea, ma non poteva continuare a ignorare l'emergenza del lavoro povero e quindi ha tirato fuori dal cilindro il “salario giusto” ma, considerato che salari e stipendi italiani sono tra i più bassi in Europa, quale potrà mai essere il “salario giusto” per gli oltre 3 milioni di lavoratori che pur avendo un impiego vivono in povertà.

Sicurezza : Il Governo con il quarto “decreto sicurezza” ha promesso l'assunzione di altri 27.000 addetti alle varie Forze dell'Ordine, ma si tratta in gran parte della sostituzione di quelli che vanno in pensione.

Incentivi per le assunzioni e gli investimenti :

In buona parte sono semplicemente la proroga o l'aumento degli incentivi già in essere.

Come si vede sono provvedimenti essenzialmente propagandistici e che si scontrano con la realtà di un'Italia che ha il secondo debito pubblico più alto in Europa (peggio di noi solo la Grecia), che ha oramai esaurito i 194 miliardi di fondi europei del PNRR che ci hanno dato ossigeno in questi 5 anni, che fa fatica a crescere con un PIL previsto allo 0,6%, il più basso di tutta l'Unione Europea dove il Pil crescerà dell'1,1% e, infine, con un rapporto Debito/Pil che è aumentato al 137,1% e che è previsto salirà al 138,5%.

A tutto quanto sopra bisogna poi aggiungere le criticità dovute alla difficile situazione internazionale, stravolta dalla demenziale politica dei “dazi” e dalle avventure guerresche del sempre più delirante Presidente Usa Trump, dal quale la Meloni sembra ora voler finalmente prendere le distanze (anche se con troppo ritardo!), mentre l'Italia è finita ai margini in Europa per i tentennamenti sulle scelte di fondo, per le negative amicizie con i Partiti anti-europeisti, per il rifiuto alla sospensione del Trattato commerciale con Israele proposto da altri Paesi europei e per il parere contrario che l'Italia ha dato sull'abolizione di quel “diritto di veto” che paralizza le principali scelte dell'Unione Europea, che tuttora devono essere prese all'unanimità.

Secondo i suoi sostenitori quella della Meloni è una intelligente presa di coscienza della realtà e un deciso cambio di passo ma, dietro al fumo propagandistico, c'è solo l'ennesima “fiera delle illusioni” e la volontà di mantenere comunque il potere, anche con il ricorso ad una nuova Legge elettorale “porcata” che introdurrebbe un forte “premio di maggioranza”, che consentirebbe di governare anche contro la maggioranza del popolo italiano.

Adriano Rebecchi Martinelli



sabato 6 giugno 2026

Fondi europei PNRR

 


Fondi europei PNRR

IL 30 giugno 2026 FINITA la festa!


Il 30 giugno  termine ultimo e inderogabile per la conclusione, il collaudo e la rendicontazione di tutti i progetti finanziati con i fondi europei del PNRR ed entro quella data gli interventi in esecuzione devono essere completati pena la revoca dei fondi.

L' Italia è la Nazione che ha ricevuto la quota maggiore dei fondi europei, 194 miliardi di euro, dei quali 72

miliardi a fondo perduto, cioè non sono da restituire e 122 miliardi come finanziamenti a tassi agevolati che sono da restituire nell'arco di 10-20 anni.

Il nostro Paese è però ancora in ritardo su molti progetti, come più volte segnalato dalla Corte dei Conti.

I ritardi maggiori riguardano Sanità e salute, edilizia popolare e abitativa, trasporti e infrastrutture, gestione idrica e rischio idrogeologico, digitalizzazione e settore agricolo.

Adesso è in atto una forte accelerazione per ricuperare il tempo perduto a causa delle solite inefficienze

della Pubblica Amministrazione, della complessità burocratica e autorizzativa, delle difficoltà degli Enti

locali a gestire la relativa mole di lavoro, degli errori di progettazione iniziale per opere non immediatamente

"cantierabili", della carenza nelle istruzioni operative.

Al momento circa il 92% delle risorse del Piano è stato programmato e destinato agli interventi, però dei circa 550.000 progetti finanziati quelli completati o in via di definizione superano di poco il 75% e, per una parte dei progetti conclusi, manca ancora il collaudo.

Per non perdere i finanziamenti il Governo italiano ha predisposto diverse misure di salvaguardia e strumenti finanziari che prevedono lo "stralcio" dei progetti in ritardo o non conclusi e la loro ricollocazione su altre

fonti di finanziamento, così da garantire la conclusione delle opere senza perdere il contributo europeo.

Comunque l'Italia ha fallito l'obiettivo principale del PNRR, i cui fondi dovevano servire principalmente

per sostenere la produttività e la crescita del nostro Paese, cosa che non è avvenuta.


martedì 19 maggio 2026

Continuano a voler tenere nascoste le verità....

 

Continuano a voler tenere nascoste le verità....


da Il Fatto quotidiano.

Parma ricorda i repubblichini: lapide staccata. Caos in Comune, Vignali tace

La stele che ricorda i caduti di Salò è stata staccata dal muro del cimitero da un ventenne: in aula si torna a parlare dell'opportunità di ricordare la Rsi, il sindaco preferisce non rispondere. I consiglieri del Pd abbandonano la seduta, gli antifascisti fermati dalla polizia municipale

 
La lapide chiesta dai nostalgici (e lontani parenti) repubblichini e accettata (di buon cuore) dal sindaco di
Parma Pietro Vignali, è stata staccata dal muro dove l’amministrazione comunale l’aveva voluta.  Non è stata danneggiata, ma semplicemente tolta. Quel che è servito per scatenare il putioferio in consiglio comunale dove il centrosinistra ha chiesto al sindaco spiegazioni su quella stele, ma lui, Vignali, ha abbassato il capo e fatto rispondere il suo vice.

Vignali, si sa, quando l’argomento e l’interlocutore non lo appassionano preferisce tacere. A niente è servito, da parte dei suoi avversari politici, ricordargli che alla città è stata conferita la medaglia d’oro della Resistenza e ancor prima è passata agli annali per le barricate contro i fascisti dell’agosto 1922. Contro tutto e tutti, il 2 giugno scorso, insieme alle commemorazioni per la festa della Repubblica e dell’Unità d’Italia, ha dato il suo assenso perché venisse posata una
lapide a ricordo dei caduti della Repubblica sociale italiana.

Nel silenzio era stata dunque appesa e altrettanto nel silenzio è stata tolta dal cimitero della
Villetta. Nel frattempo, però, le polemiche che si sono scatenate tra i due eventi sono state tutt’altro che discrete. Manco a dirlo, le reazioni positive erano giunte dall’associazione nazionale delle famiglie caduti e dispersi della Rsi con un comunicato stampa diffuso nei giorni scorsi.

“Lo scoprimento di una lapide dedicata ai caduti della Rsi nel cimitero di Parma è apparsa a taluni come un fatto sconcertante. E in effetti è piuttosto sconcertante che si sia dovuto attendere ben 66 anni dalla fine della seconda guerra mondiale per concretizzare un normale atto di cristiana pietà nei confronti di chi non è più tra noi. Se poi qualcuno ritiene opportuno innaffiare perennemente la pianta dell’odio anche verso chi è caduto, magari tragicamente, ne prendiamo atto con rammarico, ma perfettamente consci di aver operato conformemente a quanto ci indicava la nostra coscienza”.

Di tutt’altro tenore quanto dichiarato dal
comitato antifascista di Parma. “La Rsi, con sede a Salò fu uno stato fantoccio creato dai tedeschi, che il 10 settembre 1943 avevano occupato militarmente Nord e Centro Italia, a capo del quale misero Mussolini, da loro stessi liberato il 12 settembre. La Rsi si distinse particolarmente nella feroce repressione antipartigiana al fianco e per conto dei nazisti. La pietà umana non può essere confusa con i fatti, la storia, le idee. Le idee non sono certo uguali, sono ben diverse: libertà, democrazia, progresso sociale e uguaglianza sono i valori dell’antifascismo codificati nella Costituzione del ’48. Così pure diversi sono i fatti storici, fatti di cause, il nazifascismo, e di effetti, la resistenza partigiana, ben distinti e non sovrapponibili. La pietà umana sia per tutti i morti, il ricordo pubblico, la commemorazione e la celebrazione no. Nessuna onorificenza e nessuna commemorazione per i fascisti nessuna strada e nessuna lapide”.

Poi l’
epilogo, almeno fino allo stato attuale, quattro giorni dopo la posa. Un giovane del luogo, un ventenne, si è armato degli strumenti da lavoro necessari ed è andato a rimuovere la piastra togliendo i ganci che la fissavano al muro. Non l’ha danneggiata, è stato attento in questo. E successivamente si è anche autodenunciato, dichiarandosi un antifascista.

E, sicuramente, è riuscito nell’intento di far parlare della lapide.  Nel pomeriggio il consiglio comunale si è interrogato sulla necessità di avere entro le mura cittadine una lapide del genere. A farlo è il capogruppo del
Pd, Giorgio Pagliari, chiedendo al sindaco – presente in aula – una chiara e netta presa di distanza dalla tanto discussa stele, già celebrata sui siti internet dai giovani dell’estrem,a destra.

Il sindaco
Pietro Vignali, però, ha il capo chino e non rivolge lo sguardo all’assemblea, facendo cenno al suo vice di rispondere al posto suo: “Rispondo io – annuncia il vice, Pietro Buzzi – così come concordato”. Ma le minoranze di centrosinistra volevano sentir parlare il sindaco e a quel punto hanno lasciato l’aula mentre dal pubblico cominciavano a piovere insulti e locandine con impresse mani fatte di sangue “a memoria dei caduti che ci hanno difeso dagli invasori”.

“Questo è uno sfregio alla democrazia, i partigiani sono morti per niente”. Partigiani, antifascisti e familiari delle vittime del fascismo insorgono quindi contro l’amministrazione: “Il sindaco viene tutti gli anni all’
Anpi e poi fa queste cose – dice amareggiata Gianna Montagna, figlia di Walter Montagna, parmigiano del sasso e figura di spicco dell’Oltretorrente – io mi vergogno, queste cose infangano tutto quanto è stato fatto dai nostri padri”.

In un’aula consiliare semivuota – il centrosinistra all’Aventino e i “riottosi” portati fuori a forza dalla Polizia municipale – il vicesindaco ha dato quindi le sue ragioni: “La lapide è stata pagata totalmente dall’associazione dei repubblichini – ha messo le mani le mani avanti Buzzi – e questo non è revisionismo, ma pietà per i morti e, nel 150esimo dell’Unità d’Italia, abbiamo cercato di avere una matura visione storica e un doveroso segno di rispetto”.

Così si è chiusa la puntata di una polemica che andrà avanti. Almeno fino a quando Vignali non prenderà la parola per spiegare le sue ragioni.

Antonella Beccaria e Massimo Paradiso




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lunedì 11 maggio 2026

PROCESSO ALLA DEMOCRAZIA

 PROCESSO ALLA DEMOCRAZIA 



 
Partiamo da un dato di fatto provato ed  incontrovertibile, una vera e propria legge naturale: in natura la qualità è inversamente proporzionale alla quantità.
Ne consegue che è statisticamente provato che il giusto, l’intelligente, il bene, l’opportuno e il conveniente risiedono nelle minoranze e mai nelle maggioranze perché le seconde hanno una probabilità molto maggiore di sbagliare.
Un vecchio professore, pieno di anni, di esperienza e di acume diceva:” Quando troppa gente mi da ragione, allora sono quasi sicuro di essere in errore”
In democrazia le decisioni più importanti sono prese dalle maggioranze e quindi, per quanto dianzi dimostrato, dai meno preparati, dai meno intelligenti e dai meno capaci e questo ci sembra il modo migliore per prendere decisioni sbagliate per la comunità.
E’ altrettanto vero che in pratica la maggioranza decide solamente su chi comanderà e che i politici di professione se ne infischiano del concetto di democrazia ed applicano una oligarchia che fa capo a gruppi economici ed ideologici che, una volta al potere, fanno interessi che sono particolari e non generali.
In Italia 70 anni di democrazia hanno ampiamente dimostrato quanto andiamo dicendo con gli scandali, le ruberie, la corruzione ed i comportamenti paramafiosi che hanno devastato il Paese e non hanno invece fatto fare quelle leggi e quelle riforme che sarebbero state necessarie per ben governare!
Ma tutto ciò rimane un’aberrazione, un falso ed una presa per i fondelli in cui nessuno è quello che dice di essere e nessuno fa quello che ha promesso di fare!
Sarebbe allora più logico e soprattutto più onesto riconoscere i limiti intrinsechi della democrazia quanto quelli della possibilità della sua realizzazione pratica e non affidarsi ad essa per il governo delle nazioni.
A questo punto i democratici insorgono dicendo che se non c’è la democrazia, allora c’è la dittatura che è molto peggio,
A parte che, come in tutte le forme di governo il bene o il male non dipende dalla forma, ma sempre dalla natura di chi comanda e noi possiamo citare dittatori ottimi come Benito Mussolini che tanto di buono e di bene ha fatto per l’Italia ed agli italiani come dimostrano non le chiacchere, ma la mole di leggi e di riforme realizzate nei venti anni di suo governo, resta il fatto che le dittature presuppongono un dittatore che non sempre è presente e disponibile in quanto per esserlo si debbono avere delle qualità di personalità, di capacità di comando e di intelligenza strategica che non sono sempre alla portata di qualcuno.
Ma la ragione per la quale i democratici si sbagliano ( ed appartenendo ad una maggioranza si capisce bene il perché sempre in ragione che in natura la qualità è inversamente proporzionale alla quantità ) è che la dittatura NON è l’unica alternativa alla democrazia.
Noi riteniamo che l’alternativa più valida alla democrazia sia invece la MERITOCRAZIA.!
Partiamo con un esempio per non perderci subito nella teoria.
Il generale Josef Radetzky che fu governatore del Lombardo Veneto per conto dell’impero austriaco, aveva poteri assoluti e governò bene quelle terre tanto da lasciare un’eredità di ottima amministrazione e di progresso economico tra le più fiorenti d’Italia.
Egli non aveva bisogno di elargire favori a nessun politico ed a nessun faccendiere per conservare la sua carica che gli era stata affidata dall’imperatore per le sue qualità e le sue capacità e quindi il suo unico scopo era quello di dimostrare che la sua amministrazione era corretta e la migliore possibile tramite i risultati positivi ottenuti.
Se il governo delle nazioni, delle regioni e dei comuni fosse attribuito a persone scelte tramite una selezione meritocratica, così come pure avvenisse per i parlamentari, allora non dovremmo assistere allo scambio di favori per ottenere i voti e gli incarichi e si trancerebbe alla base uno dei principali motivi del malgoverno.
D’altronde quando uno di noi deve decidere da quale medico farsi curare, o quale ingegnere assumere per costruirsi la casa od a quale avvocato affidare una causa importante, la prima informazione che assume è se e quanto quella persona sia capace ed esperta.
Non si vede perché non debba usare lo stesso metodo per amministrare la cosa pubblica ed il governo del Paese.
Si potrà discutere su quale possa essere il metodo migliore per raggiungere tale obiettivo, ma l’importante è di incamminarsi sulla strada giusta, nella giusta direzione e con  un preciso traguardo da raggiungere anziché insistere a rimanere in una condizione come la democrazia  virtuale in cui ci troviamo che non può che dare frutti avvelenati!
Un  grande statista del passato, il Tayllerand soleva dire: ” La democrazia è l’arte di contare i nasi anziché i cervelli “

Alessandro Mezzano

giovedì 30 aprile 2026

Elenco soldati Fascisti uccisi a partire dal 25 aprile 1945 -

 


Oggetto: Elenco soldati Fascisti uccisi a partire dal 25 aprile 1945 - 
Elenco rifatto perché il precedente non era correttamente leggibile
 
 
Località                                Nome                          Reparto                                Data morte     
       
Antrona Piana                    Melis Ignazio               Appuntato GdF                          15/08/45                
Baveno                               Vitale Carmine            Maggiore Btg."M"                      25/04/45                 
   "  "                                   Lora Lamia                  Maggiore Div.Monterosa           12/05/45                        
  "   "                                   Bellotti Giorgio            Milite Gnr                                   13/05/45                      
  "   "                                   Pezzullo Mario            Milite Gnr                                   24/05/45                     
Cambiasca                        Buzzi Giovanni            Sergente Gnr                            10/05/45                    
  "   "                                  Colombo Arturo            Brigata Nera                             10/05/45                     
  "   "                                  Montanari Pietro          Brigata Nera                              10/05/45                     
  "   "                                  Revelli Lorenzo            Milite Gnr                                  10/05/45                    
  "   "                                  Cappelli Giuseppe        Brigata Nera                             15/05/45                       
  "   "                                  Pozzi Emilio                  Brigata Nera                             15/05/45                    
  "   "                                  Pozzi Giovanni             Colonnello Brigata Nera           15/05/45                       
  "   "                                  Falzone Franco            Milite Gnr                                  19/05/45                      
  "   "                                  Genta William               Milite Gnr                                  19/05/45                      
Domodossola                   Bellotti                          Maresciallo P.S.                        25/04/45                       
  "   "                                 Bronzi                           Capitano Gnr                            25/04/45                        
  "   "                                 Faraboni                       Comandante Carcere               25/04/45                       
  "   "                                 Spinelli                         Capitano P.S.                            25/04/45                   
  "   "                                 Marta Giulio                 Milite Gnr                                   27/05/45                      
Gravellona Toce              Quirini Cesare              Milite Gnr                                   06/05/45                          
  "   "                                 Giacona Giacomo        Maresciallo Gnr                         08/05/45                     
  "   "                                 Florian Eurio                 Milite Gnr                                  10/05/45                     
Madonna del Sasso        Cavallero                       Brigata Nera                             30/04/45                     
  "   "                                Besana Francesco        Brigata Nera                             12/05/45                      
Mergozzo                        Corsini Oliviero             Tenente Paracadutista              17/05/45                    
Pieve Vergonte               Canapa Francesco       Brigata Nera                              09/05/45                      
  "          "                        Conti Angelo                  Brigata Nera                              09/05/45                     
  "          "                        De Meo Giuseppe         Brigata Nera                              09/05/45                     
  "          "                        Di Giovanni Carlo          Brigata Nera                              09/05/45            
  "          "                        Francia Pietro                Brigata Nera                              09/05/45                       
  "          "                        Micale Giovanni             Brigata Nera                              09/05/45
  "          "                        Perlini Vittorio                Brigata Nera                              09/05/45 
  "          "                        Princigalli Giovanni        Brigata Nera                             09/05/45
  "          "                        Serafini Amelio              Brigata Nera                              09/05/45
  "          "                        Tesoro Alfredo               Brigata Nera                              09/05/45
  "          "                        Tesoro Giuseppe           Brigata Nera                              09/05/45
Quarna                           Lubelli Giovanni            Milite Gnr                                   05/05/45
Stresa                             Arborio Emilio               Maresciallo B.N.                        14/05/45
Verbania-Pallanza          Scotti                            Milite Gnr                                    25/04/45
    "                                  Zingrilli Domenico        Milite Gnr                                    26/04/45 
    "                                  Della Guardia Antonio  Milite Gnr                                    27/04/45
    "                                  Ferrini Strambi G.        Colonnello B.N.                           04/05/45
    "                                 Cardano Gianfranco     Legione E.Muti                            09/05/45 
    "                                 Seschleifer Alfredo        Camicia Nera                              09/05/45  
    "                                 Soldati Orfeo                 Camicia Nera                              09/05/45
    "                                 Grisoni Aldo                  Sergente B.N.                              11/05/45
    "                                 Rota Ernesto                 Camicia Nera                              11/05/45
    "                                 Rota Oliviero                 Camicia Nera                              11/05/45 
 Verbania-Unchio           Balzani Arnaldo             Milite Gnr                                    19/05/45
    "              "                  Malatesta Aldo               Milite Gnr                                   19/05/45
    "              "                  Casadei Elio                  Milite Gnr                                   19/05/45
    "              "                  De Sirio Michelangelo   Milite Gnr                                   19/05/45
    "              "                  Minguzzi Arrigo             Milite Gnr                                   19/05/45 
    "              "                  Morandi Mario               Milite Gnr                                   19/05/45  
    "              "                  Orioli Ettore                   Brigata Nera                              19/05/45
    "              "                  Rubboli Carlo                Milite Gnr                                   19/05/45 
    "              "                  Sacchetto Maurizio       Milite Gnr                                   19/05/45
    "              "                  Sacchini Mario              Brigata Nera                              19/05/45   
    "              "                  Zaghini Mario                Milite Gnr                                   19/05/45 
    "              "                  Zanotti Giuliano            Milite Gnr                                   19/05/45
    "              "                  Belienghi Giulio            Capitano Gnr                              21/05/45  
    "              "                  Camerini Remo            Brigata Nera                               21/05/45
    "              "                  Corti Angelo                 Brigata Nera                               21/05/45 
    "              "                  Monfardini Elpidio        Brigata Nera                               21/05/45
    "              "                  Ferro Guido                 Maggiore Gnr                             21/05/45
    "              "                  Seveso Luigi                Brigata Nera                               21/05/45 
Verbania-Fondotoce      Rovellini Francesco     Milite Gnr                                    27/05/45 
    "              "                  De Cristo Domenico    Sergente Gnr                              02/11/45 
 
 
 
Il totale dei militari Fascisti uccisi nel Vco a partire dal 25 aprile è di 68.
A parte inviamo anche elenco dei 37 civili Fascisti uccisi dopo il 25 aprile 1945.
Questi numeri sono per difetto perché ad essi vanno aggiunti i 19 morti Fascisti sepolti come "Ignoti" nei vari cimiteri della Provincia. 
 
Adriano Rebecchi Martinelli
Federazione  Continuità Ideale della RSI del Verbano-Cusio-Ossola