Fondi europei PNRR
IL 30 giugno 2026 FINITA la festa!
Il 30 giugno termine ultimo e inderogabile per la conclusione, il collaudo e la rendicontazione di tutti i progetti finanziati con i fondi europei del PNRR ed entro quella data gli interventi in esecuzione devono essere completati pena la revoca dei fondi.
L' Italia è la Nazione che ha ricevuto la quota maggiore dei fondi europei, 194 miliardi di euro, dei quali 72
miliardi a fondo perduto, cioè non sono da restituire e 122 miliardi come finanziamenti a tassi agevolati che sono da restituire nell'arco di 10-20 anni.
Il nostro Paese è però ancora in ritardo su molti progetti, come più volte segnalato dalla Corte dei Conti.
I ritardi maggiori riguardano Sanità e salute, edilizia popolare e abitativa, trasporti e infrastrutture, gestione idrica e rischio idrogeologico, digitalizzazione e settore agricolo.
Adesso è in atto una forte accelerazione per ricuperare il tempo perduto a causa delle solite inefficienze
della Pubblica Amministrazione, della complessità burocratica e autorizzativa, delle difficoltà degli Enti
locali a gestire la relativa mole di lavoro, degli errori di progettazione iniziale per opere non immediatamente
"cantierabili", della carenza nelle istruzioni operative.
Al momento circa il 92% delle risorse del Piano è stato programmato e destinato agli interventi, però dei circa 550.000 progetti finanziati quelli completati o in via di definizione superano di poco il 75% e, per una parte dei progetti conclusi, manca ancora il collaudo.
Per non perdere i finanziamenti il Governo italiano ha predisposto diverse misure di salvaguardia e strumenti finanziari che prevedono lo "stralcio" dei progetti in ritardo o non conclusi e la loro ricollocazione su altre
fonti di finanziamento, così da garantire la conclusione delle opere senza perdere il contributo europeo.
Comunque l'Italia ha fallito l'obiettivo principale del PNRR, i cui fondi dovevano servire principalmente
per sostenere la produttività e la crescita del nostro Paese, cosa che non è avvenuta.

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