sabato 15 marzo 2014

SESSO E COCAINA


 La Guardia di Finanza di Fiumicino ha arrestato Federica Gagliardi trovata in possesso di 24 kg di cocaina.
Federica Gagliardi è stata assistente di un Assessore della giunta Veltroni, poi candidata per far numero nelle liste dell’Italia dei Valori di Di Pietro, accompagnatrice del consigliere comunale di  Roma per A.N. Orsi al quale Alemanno ritirò poi le deleghe perché coinvolto in un giro di prostitute e cocaina, poi ancora è stata nello staff di Renata Polverini futura presidente della regione Lazio e, infine, al culmine della sua carriera politica (politica per modo di dire!!), accompagnatrice di Silvio Berlusconi alla riunione del G8 del 2010 in Canada e alla relativa cena con i capi di Stato (!!),  ma anche durante i viaggi a Panama e in Brasile.
Proprio per la sua costante presenza accanto a Berlusconi nelle cerimonie ufficiali di quel periodo fu soprannominata la “Dama Bianca”.
Qualcuno penserà (o troverà comodo dire) che si tratta della classica mela marcia, ma non è così!
Gianpaolo Tarantini, organizzatore di festini con escort nella residenza romana di Silvio Berlusconi e in Sardegna, oltre ad essere coinvolto nello scandalo della sanità pugliese,  è stato condannato a 2 anni e 2 mesi per detenzione e spaccio di cocaina data alle numerose ragazze ed escort della sua (si fa per dire) scuderia.
L’olgettina Marystell Polanco, assidua frequentatrice dei festini di Arcore assieme ad altre “escort” che vivevano in via dell’Olgiata negli appartamenti pagati da Berlusconi, è stata denunciata perché nel suo appartamento e in un garage del suo convivente Carlos Ramirez De Luca sono stati sequestrati complessivamente 12 kg di cocaina.
Anche Sabina Began, detta l’Ape Regina delle “olgettine”, ha frequentato per un certo periodo un trafficante di cocaina albanese.
Come si vede le mele marce abbondano e, stranamente, frequentano tutte lo stesso cestino o ambiente.
Magari sarebbe il caso di fare una bella indagine a fondo e......senza guardare in faccia a nessuno!
Adriano Rebecchi
Nazionalpopolari del Verbano-Cusio-Ossola e Novara 
                                                                                                                                                                           

giovedì 13 marzo 2014

IL MERCATO DELLE DONNE




 eDITORIALE
Il mercato delle donne
di Ida Magli
il Giornale | 07.03.2014
  Oggi si è inceppato l'iter della nuova legge elettorale di fronte a una questione, quella dell'immissione delle quote femminili che, in base anche al clima sociale e politico formatosi negli ultimi tempi, si riteneva fosse ormai un dato pacificamente acquisito. Sono passati molti anni dalle prime accesissime battaglie in proposito e non dovrebbe più essere necessario fermarsi a spiegare come il sistema brutale del «rendere giustizia» ai gruppi svantaggiati, come è stato fatto negli Stati Uniti d'America per i neri e le donne, fissando in partenza le quote a loro riservate nelle sfide politiche, nei concorsi universitari, nelle borse di studio, ecc., pur essendo in apparenza il più semplice e diretto, abbia portato a conseguenze così pesantemente negative da indurre in molti casi gli stessi gruppi «protetti» a rinunciarvi. Conseguenze negative ovviamente per l'abbassamento del prestigio, implicito per coloro che «vincono» in base alle quote riservate.

 Per quanto riguarda l'Italia, però, dove il sistema delle quote arriva soltanto oggi e soltanto nella lotta politica, l'analisi bisogna svolgerla tenendo conto non soltanto delle ricadute negative sperimentate in altri Paesi, ma anche e soprattutto del fatto che le donne ormai sono «arrivate». Arrivate con le proprie forze, senza l'aiuto di nessuno, senza quote, a volte anche dileggiate per la loro volontà di partecipazione alla vita sociale, accollandosi, sia pure brontolando, il famoso «doppio lavoro», quello di casa e quello di fabbrica o d'ufficio. Accettare l'idea delle quote sarebbe un passo indietro, come confessare di essere una specie da proteggere, distruggendo così anni di conquiste che le donne sono riuscite a raggiungere da sole. In molti campi hanno costretto ai margini gli uomini diventando maggioranza o facendosi apprezzare più degli uomini. Nella scuola di ogni ordine e grado, per esempio, l'Istat ci dice che le insegnanti di ruolo sono l'82%; nella medicina di base e in diverse specialità cliniche le donne sono numerosissime e stimate per la loro disponibilità e competenza più degli uomini. Nel campo del giornalismo la situazione è sotto gli occhi di tutti: le inviate da ogni parte del mondo affollano i telegiornali.

 Gli esempi naturalmente potrebbero continuare, ma mi fermo qui: c'è una strana passione di alcuni uomini nel battersi per rivendicare i diritti delle donne nel campo dell'unico Potere che sta loro a cuore, quello maschile per definizione, quello politico, imponendo le quote, la parità. Diffidiamo: sembrano voler dire «gestiamo noi le donne, prima che i posti se li prendano da sé e ci superino». No, fermiamoli noi. Fermiamo tutti, uomini e donne che vogliono imporre le quote, che sono solo il miglior modo per continuare a pensare che le donne siano inferiori.

Ida Magli


                                                                                                                                                     

martedì 11 marzo 2014

INDULTO, AMNISTIA E REATI D'OPINIONE

Indulto, Amnistia e reati d’opinione!

Scritto da Andrea Miglioranzi   

Indulgere – da cui indulto – vuol dire addolcire,mitigare una qualche pena o sanzione.
Amnistiare – da cui amnistia – significa invece dimenticare, condurre all’oblio.
In Diritto, l’indulto si limita a elidere (in tutto o in parte) la pena inflitta e ha come necessario presupposto l’accertamento della responsabilita’ e, dunque, la celebrazione del processo in tutte le sue fasi.
Al contrario l’amnistia, estinguendo il reato, rende superfluo l’accertamento della responsabilita’ e, quindi, il processo!
Nel rapporto del CSM del 9 novembre scorso si fa chiaro, se non esplicito riferimento ad una amnistia generale, in quanto la macchinosa e lenta burocrazia della Giustizia, si troverebbe a celebrare migliaia di processi inutili con un dispendio di risorse economiche a dir poco impressionante .
Le cifre impietose recitano addirittura 8 su 10!
Seppur questo sia vero, lor signori togati e non del CSM, come intendono tener conto delle c.d. pene accessorie e dell’affermazione di responsabilita’ penale del reo?
Lungi da me far morale, ma quello che colpisce e’ l’insensibilita’ per le vittime dei reati. E per i loro parenti!
Se l’amnistia, infatti, libera i tavoli dei giudici da reati anche gravi come truffa, furto, violenza, inquinamento, edilizia, di reati contro l’economia come l’aggiotaggio, falsi materiali e cosi via, di contro viene malevolmente da pensare che il Centrosinistra, aspiri al primato di un azzeramento dei processi che, a sua volta, comporti la registrazione di un basso tasso di pendenze, da esibire come trofeo nel futuro!
Sarebbe, pero’, uno squallido scalpo di uno Stato che abdica ad un potere fondamentale sul quale poggia la Pace Sociale e la mortificazione della gente per il dispregio che la magistratura sarebbe in grado di consumare per gli interessi primari di una Societa’ sana, in quanto tali protetti dalle sanzioni penali.
Concludo ricordando che l’indulto concesso da questo governo, ha visto bene di farne beneficiare anche a coloro che si sono resi protagonisti di reati ripugnanti, ma si e’ben guardato di includere tra i beneficiari stessi, coloro che sono stati colpiti dalla c.d. Legge 205/93 che colpisce i reati d’opinione!
Complimenti!!!

                                                                                                                                          

venerdì 7 marzo 2014

VENDOLA - RIVA E L'ILVA

...E' NOI VIVREMO D'INTRALLAZZO...LA FATIA LA FA STO C....!








                                                                                                                                                     

giovedì 6 marzo 2014

Satira SPETTACOLI INTELLIGENTI TELEVISIVI - Ercolina Milanesi -


Satira

SPETTACOLI INTELLIGENTI TELEVISIVI

Gli americani hanno le “bombe intelligenti” ma noi, per non essere inferiori alla Grande Mela, abbiamo ideato spettacoli televisivi di una stragrande intelligenza che denota la grande cultura posseduta dagli italiani.
Le male lingue criticano spesso a vanvera ed esprimono opinioni a casaccio, tutti sputa sentenze, ma ciò che ci offrono le varie televisioni Rai e Mediaset: “Il grande fratello” e “L’Isola dei famosi” sono il non plus ultra che si possa vedere nel mondo.
Con quanta ansia si attendono queste meraviglie. Nelle famiglie si fa a gara per sedersi sulla poltrona più comoda, dolciumi e beveraggi a portata di mano e ammettiamolo pure un bel pacchetto delle sigarette preferite, alla faccia di chi vieta il fumo.
Allo scoccare dell’inizio dello spettacolo silenzio assoluto poiché non si deve perdere neppure una sillaba di ciò che dicono questi bravi, ottimi personaggi che tanta gioia danno al nostro cuore e ci fanno vivere i loro momenti.
Prendiamo ad esempio “Il Grande fratello”: come sono carini, educati, istruiti questo gruppetto che vive all’unisono una grande avventura. Che felicità devono provare vivere sempre insieme, mangiare insieme, insomma fare tutto di tutto ciò che permette la convivenza in una piccola casa. Quando giocano come bambini, perché sono dei bambinoni, fanno una tenerezza che commuove, sono, veramente, da invidiare. Anche quando litigano, ma lo fanno per scherzo s’intende, sono adorabili; se, poi, senza volerlo sfugge una parolina piuttosto osè, non sono criticabili affatto perché è il nuovo gergo della lingua italiana. A chi non è mai successo di dire la famosa parolina di Cambronne quando si è un pochino nervosetti? E quando si lasciano andare a qualche effusione di affetto (non dico amore perché troppo educati lasciarsi andare a gesti troppo intimi davanti alle telecamere, se mai lo fanno di notte a telecamere spente) in famiglia si lasciano andare a gridolini di eccitazione, quasi di invidia.
Davvero un bello spettacolo questo “Grande fratello” che spero non abbia mai fine perché il popolo lo vuole, lo adora e guai a chi ha il coraggio di non ripeterlo ogni anno.
E la pubblicità che ne deriva per alcuni, in special modo chi vince subito scritturato per qualche show ed interviste ben pagate, come la mettiamo? Ai posteri l’ardua sentenza, però meglio dire a coloro che seguono questo programma.
E “L’Isola dei famosi” non è forse uno spettacolo da far invidia a tutti ? Pensare che questi famosi (perché poi famosi non so spiegarlo, ma se  lo dicono lo saranno davvero ) che vivono come Robinson Crosuè su un’isola deserta, devono procacciarsi il cibo per non morire di fame, ripararsi dalle piogge sotto le fresche frasche e passare ore ed ore sotto il sole cocente in succinti bikini, senza trucco alcuno ( e questa è una fregatura perché al naturale possono dare delusione ) buttarsi in mare per rinfrescarsi non sono forse degli eroi? Ammettiamolo che un po’ di pena la fanno per i sacrifici che devono compiere per….tanti, tanti euro. Ecco che pure io sto diventando una invidiosa dalla lingua biforcuta.
Logico che, ogni tanto, scappi una litigatina, tipo quella vista al telegiornale: donne che si accapigliavano, si stazzonavano, volavano sberle, per non dire il turpiloquio che usciva da quelle belle boccucce, tipo…mi censuro da sola, altrimenti il mio editore mi elimina.
Però son certa che al pubblico è piaciuta quella bella litigata che ha dimostrato quanto noi donne ( chiedo venia al mio sesso, ma è la verità) quando partiamo, partiamo in tromba e guai a chi ci vuole dividere perché si troverebbe ad essere il capro espiatorio.
Riflessione: ma se sull’isola devono vivere da soli come mai vi è una telecamera che li riprende e ci ha rallegrato non poco nelle baruffe chiozzotte femminili ?
Meglio non indagare e vivere nell’illusione che tutto ciò che varie televisioni ci propongono sia oro colato.
Confessione: sono una gran bugiarda !
La TV ci propone dibattiti dei “ molto onorevoli asini”, programmi deficienti come “Il Grande Fratello” e “L’Isola dei famosi”, un connubio di microcefali che parlano sgrammaticato, dialettale, volgare e vi sono pure degli spettatori che li seguono e ciò mi addolora non poco e non vorrei passare per una montata, penso solo ai nostri letterati, al divino Dante che, son certa, oltre a rivoltarsi nella tomba, sarà felice di non vivere in questa epoca dove la cultura è divenuta pura utopia !

                                                                                                                                                                                 

martedì 4 marzo 2014

FLIK E FLOK A SEBASTOPOLI...?



 FLIK E FLOK A SEBASTOPOLI...?

Arriveranno i bersaglieri in Crimea al seguito delle truppe UEiste della Nato ?
Eh...,mica è una cavolata pensarlo.

Nel 1853 lo zar Nicola I attaccò l'impero ottomano rivendicando la tutela dei "luoghi santi" (guarda caso).
Sembra storicamente accertato che non si aspettasse l'intervento armato di Francia ed Inghilterra a fianco dei turchi.
Figuriamoci poi di quello del Regno di Sardegna che non sapeva neppure cosa fosse.
L'errore gli costò caro : si ritrovò (questo interessa oggi) con la fortezza ed il porto di Sebastopoli assediati per annientare la flotta russa.
L'Europa degli imperi si era compattata,in quel 1855,tra corpi di spedizione militari ed appoggio politico di Prussia ed Austria.
Nel settembre di quell'anno Sebastopoli cadeva,poco dopo terminava la guerra di Crimea con il nuovo zar Alessandro II che le aveva buscate di brutto dagli europei (mi si perdonino errori,omissioni e sintesi eccessiva).
Oggi,a distanza di 160 anni,ci (ri)troviamo quasi nella medesima situazione.
Lo zar Putin,per "tutelare" i luoghi sacri alla Madre Russia,usa Sebastopoli per muovere le truppe minacciando sfracelli.
Oddio,non è che abbia tutti i torti : l'Ucraina ha visto una rivoluzione armata, fomentata e foraggiata da UEisti ed americani ,rovesciare un governo ed un presidente legittimamente eletti.
Con,ovvio contorno dati i precedenti storici,inizio di minacce concrete ai russofoni presenti sul territorio ed innesco di probabilità di guerra civile.
Oggi l'impero vero è uno,quello Usa,ed Obama ha subito minacciato Putin e la Russia qualora si attenti all'integrità dell'Ucraina. L'Europa balbettante aspetta ordini da Washington,intanto ammonisce lo zar facendo la faccia feroce.
Cosa farà Putin ? Metterà in sicurezza la Crimea e la parte ucraina di territorio russofono inviando le truppe a protezione di una reale volontà popolare ?
Oppure cercherà una soluzione politica che limiti i danni del passaggio dell'Ucraina sotto la bandiera UEista ?
Non lo possiamo sapere in questo momento,non sono decisioni facili per l'unico capo di stato realmente non assoggettato ai padroni stelle e strisce a cavallo tra Occidente ed Oriente.
In caso di accordo "pacifico" Putin perderà,oltre l'Ucraina,pure la faccia.
E,con il tempo,si ritroverà a Mosca gli UEisti in piazza.
Se opterà per la difesa militare dei russi ucraini rischierà un intervento della Nato.
Ed allora davvero potremmo rivedere i bersaglieri sotto Sebastopoli.
Flik e Flok....di corsa in Crimea.

Grazie per l'attenzione.
Vincenzo Mannello
                                                                                                                                

sabato 1 marzo 2014

FUORI GLI SVIZZERI DALL'ERASMUS



Questo il grido di battaglia lanciato al parlamento UEista di Strasburgo da Laszlo Andor,commissario al lavoro ed affari sociali. Gli studenti svizzeri,dal nuovo anno accademico,verranno esclusi di fatto dagli atenei europei aderenti all'UEismo.
Così la Svizzera inizierà a pagare la scelta popolare di aver "contingentato" l'immigrazione ed i permessi di lavoro.
Si sa bene che i referendum popolari sono assolutamente malvisti da Bruxelles,ci mancherebbe altro.
Quando mai la istituzione stessa è stata sottoposta all'approvazione del "popolo (cosiddetto)sovrano" ?
Qualcuno ricorda uno solo dei "trattati" (Roma,Maastricht,Schengen...) sottoposto alla scelta definitiva dei cittadini di una singola nazione o della intera comunità ?
Io,bieco populista e dalla chiara "deriva fascista", so di certo una cosa : per il Parlamento Europeo,nel 2009,NON abbiamo votato il 60% degli aventi diritto.
Quindi,a rigor di logica "democratica",lor signori sono una minoranza al potere : una dittatura economica,politica e sociale del nuovo secolo che,per sintesi,merita di essere definita UEismo.
Potevano quindi gli euroburocrati ed i lacchè politici accettare che un popolo decidesse,a maggioranza,cosa imporre al proprio governo per il bene della Svizzera ?
Per giunta in un Paese non aderente ma facente parte dello "spazio economico europeo". Gli eurobanchieri,visti gli intrallazzi che non conoscono confini,ancora non sanno che pesci prendere sul movimento dei capitali pertanto hanno delegato i politici a prendere misure contro gli studenti elvetici...per euro e franchi si vedrà dopo.
La Svizzera,forse vera ed unica nazione rispettosa (con i referendum) della volontà popolare,è da secoli modello di convivenza tra le varie componenti che la abitano. Tutta l'Europa,unita o meno,dovrebbe prendere esempio da come si governa una nazione.
E,visti i tempi,da come si possa non ridurla alla fame.
Certo sembra molto più facile agire al contrario,obbligare 8.000.000 milioni di svizzeri ad assoggettarsi al gioco UEista,iniziando dai giovani studenti.
Sarà difficile per gli elvetici resistere ma sono certo che la Svizzera sarà ancora al proprio posto quando la Unione Europea e l'Ueismo crolleranno di schianto.
In fin dei conti ha traversato indenne due Guerre Mondiali,cosa volete siano le minacce di Strasburgo ?

Grazie per l'attenzione.
Vincenzo Mannello