martedì 20 ottobre 2015

Ius Soli e altro: Il continuo saccheggio dell’Italia





Ius Soli e altro: Il continuo saccheggio dell’Italia
 
di Federico Dal Cortivo

Con il primo via libera della Camera allo Ius Soli, si diventerà cittadini italiani solo per il fatto di essere nati sul suolo nazionale, eliminando così lo Ius Sanguinis, con cui si diventa cittadini per discendenza.
Questo a breve distanza dalla decisione di privatizzare le Poste Italiane.
Si compiono così due atti solo apparentemente distaccati, ma invece profondamente legati alla stessa logica mondialista: distruggere tutto quello che resta di quella che fu la Nazione italiana come l’abbiamo sempre conosciuta fino a ieri, saccheggiandone il tessuto economico e distruggendone poi la compattezza etnica-storica e culturale.
Alla Camera il voto compatto del centrosinistra, vera mosca cocchiera dei poteri sovranazionali, con 310 “SI” ha permesso di stravolgere quello che era regola da sempre in Italia, astenuti i grillini e contrario il centro destra, fatta eccezione per Renata Polverini, già “pasionaria” sindacalista e ora deputato di Fi.
I punti chiave, parlano di finestre aperte anche ai bambini stranieri, frequenza della scuola ed altre baggianate simili che hanno permesso alla sinistra di chiamarlo “Ius Soli temperato”.
Ma il passaggio focale rimane quello che da il “diritto” a diventare cittadini italiani ai figli di coloro che abbiano un genitore residente in Italia da almeno 5 anni, poi aggiungiamoci pure l’obbligo di frequenza scolastica, ma la sostanza non cambia.
Adesso per gli stranieri ci vogliono 10 anni per acquisire la nostra cittadinanza.
A breve avremo migliaia di “cosiddetti nuovi italiani”, nell’arco di qualche decennio il volto stesso dell’Italia cambierà radicalmente se non interverranno fattori nuovi, con un impatto disastroso su tutto il sistema sociale, sanitario, scolastico, del lavoro, culturale, già oggi pesantemente compromesso dai tagli per pagare il debito pubblico contratto con banche private straniere e dalle continue riforme liberiste.
Gli ultimi arrivati accamperanno diritti su diritti, senza averne alcun merito storico, ma in forza di un pezzo di carta nel quale ci sarà scritto “cittadino italiano” al pari di chi per generazioni lo è stato veramente ed ha contribuito dall’Unità d’Italia a formare la Nazione.
E già mancava proprio ancora un tassello al piano elaborato nei circoli esclusivi come il Council on Foreign Relations, Trilateral Commission, Bilderberg Group, BCE, FMI che da anni lavorano incessantemente per distruggere ogni forma di Stato nazionale, di appartenenza a una comunità, di orgoglio etnico e religioso, di rigore dei costumi, d’indifferenza alle promesse del benessere.(1)
Il tassello è quello del “Melting Pot”una grossa insalatiera dove amalgamare popoli di razze e religioni diverse, per creare un’ utopistica e futura società omogenea e indifferenziata, d’individui, lo scopo? L’homo economicus” così come lo definiva il pensatore tradizionalista Julius Evola, un mero consumatore, soggetto alle leggi del mercato, alle mode, alle libertà individuali più strane, massa docile indifferenziata, facile da governare da chi detiene il potere economico e finanziario, essendo stato spogliato, e questo discorso vale anche per gli stranieri che si riversano sulle nostre coste, da ogni riferimento etnico, culturale, storico e religioso, e dalle radici stesse della propria terra.
Illuminante a tal fine quanto ebbe a dichiarare il Procuratore dell’Aquila Bruno Tarquini nella Relazione inaugurale dell’anno giudiziario 1999: “Negli ultimi tempi il flusso migratorio ha assunto dimensioni rilevanti… che si è indotti a ritenere fondata la tesi di chi sostiene che si tratti di una vera e propria invasione dell’Europa, voluta e finanziata da centrali operative internazionali, allo scopo di determinare col tempo l’ibridazione dei popoli e delle religioni, onde possono realizzarsi più facilmente e più compiutamente progetti di dominio universale”.(2)
Ida Magli, antropologa, voce sicuramente fuori dal coro del politicamente corretto, chiarisce in modo chiaro le origini ideologiche che sostengono l’invasione: “.... Sono state abolite tutte le forme che potevano anche lontanamente essere considerate analogiche al razzismo, ma tanto più quelle che, essendo giuste e naturali, non avrebbero potuto essere condannate.
Prima fra tutte il possesso del proprio territorio, della propria casa, da parte dei diversi popoli d’Europa, individuando come stranieri gli abitanti di un altro territorio….
Il concetto di diversità è stato abolito in quanto che erroneamente ritenuto implicito in quello di razzismo, e dunque contro qualsiasi evidenza e contro l’uso della ragione e della logica, nessuno deve vedere delle diversità fra un individuo e l’altro, tanto meno fra un popolo e l’altro…
Le razze esistono ed è perlomeno stupido, oltre che non scientifico, negarlo.
La matura ha provveduto a fornire carnagioni, capelli, struttura osseo, adatte al territorio poco soleggiato del Nord così come ha provveduto a quelle adatte al sole del Sud…
I figli somigliano ai genitori, i parenti si somigliano fra loro, i membri di un popolo pure.Punto e basta. Sono simili, pur in una immensa varietà, anche le caratteristiche psichiche, intellettuali, caratterologiche dei membri di un popolo…
Nell’estrema individualità dei “Geni” si riconoscono infallibilmente i tratti culturali di ogni Popolo… soltanto la Tedeschità può produrre un Bach o un Wagner, così come soltanto l’Italianità può produrre un Dante o un Michelangelo.
Nell’intento d’impedire qualsiasi forma di razzismo e giungere a formare ovunque popolazioni miste, si è forzato l’ingresso in Europa, ma soprattutto in Italia di moltissimi stranieri...(3)
Ma il saccheggio, in questo caso economico, non si ferma nemmeno un giorno.
La notizia della partenza della fase di privatizzazione delle Poste Italiane, è stata annunciata in pompa magma da Francesco Caio, noto come Mr. Agenda Digitale, attuale AD del gruppo Poste Italiane Spa e da Fabrizio Pagan, capo della segreteria tecnica del Ministero dell’economia.
Per quest’ultimo si tratta di “una privatizzazione storica” che “porterà sul mercato un campione nazionale”, mentre Caio c’informa, bontà sua, …che ”in questo modo il Paese sarà portato al centro dell’attenzione degli investitori stranieri e che ha una valenza economica e finanziaria ma anche di politica industriale…”.
Sempre secondo Caio, le piazze di Londra e New York hanno mostrato molto interesse all’operazione.
Bene, bravo verrebbe da urlare al Sig. Caio, paracadutato alle Poste Italiane nel 2014 dal governo Renzi.
Peccato che ogni volta che si parla di privatizzazioni a perderci sono solo gli italiani e la Nazione in generale.
Poste italiane viene da anni di bilanci in utile, anche se un servizio come quello postale dovrebbe essere essenzialmente pubblico e votato all’interesse collettivo e non a fare cassa, ma certamente nemmeno ad essere come lo avevano trasformato i vari governi del dopoguerra in “un sostegno all’occupazione” (clientelare a fini elettorali) e terreno esclusivo dei ”sindacati gialli di Cgil Cisl e Uil”.
Da qui è stato facile portare acqua al mulino di coloro che volevano un cambio in chiave liberista .
Il primo passo fu la trasformazione in Spa, che avvenne nel febbraio del 1998.
Una scena oramai familiare oggi, quando dei settori controllati dello Stato sono ritenuti inefficienti, invece di eliminare le sacche di mala gestione e inefficienza lasciando inalterata la proprietà e funzione del servizio, le sirene del liberismo iniziano a tessere le lodi del libero mercato, dell’efficienza e della redditività, e così interi settori passano gradualmente di mano.
E siccome l’Italietta di Renzi e dei suoi scendiletto di Wall Street e Londra non ha certo la voglia né tantomeno la capacità di opporsi ad eventuali scalate, che sicuramente ci saranno da parte di quell’“investitori internazionali” di cui tanto si riempie la bocca Mr. Caio, apprestiamoci cari italiani a vedere tra qualche tempo crescere la presenza straniera tra gli azionisti di Poste Italiane, con un possibile passaggio di mano, nel nome ovviamente dell’efficienza e del libero mercato.
 
1) Sergio Gozzoli – Sulla Pelle dei Popoli - Edizioni L’Uomo Libero n.27
2) Le radici ideologiche dell’invasione. G.Valli - Edizioni L’Uomo Libero n.52
3) Ida Magli - Come ti addormento il popolo: l’equivoco del razzismo - Edizioni L’Uomo Libero n.67
 
19/10/2015

                                                                                                      

giovedì 15 ottobre 2015

LA STRATEGIA DELL’INGANNO GLOBALE

LA STRATEGIA DELL’INGANNO GLOBALE: tra “rivoluzioni democratiche” fasulle, “migrazioni epocali indotte” e guerriglieri del “califfato a stelle e strisce”… nel timore di un’affermazione dell’identità fascista!


ingannoUn fatto lampante dovrebbe ormai essere chiaro a tutti coloro che con mente aperta e senza paraocchi osservano la realtà sociale odierna, ovvero come il mondo si trovi in preda ad una crisi politica e morale senza precedenti, un collasso globale di tali dimensioni da non avere paragoni storici. Spesso però, l’osservatore medio, soffermandosi quasi sempre solo in superficie, tende a considerare tale disastro  come il frutto di eventi drammatici impensabili. Fatti contingenti, che hanno generato una involontaria “reazione a catena” dagli effetti imprevedibili, provocati da una serie di congiunture negative fortuite. Questo, di solito, risulta essere il pensiero più comunemente diffuso nell’opinione pubblica,  divisa tra la paura degli eventi incombenti giudicati (erroneamente!) ineluttabili (come gli “esodi biblici di intere popolazioni” e le problematiche attinenti la “crisi economica”), e la volontà di tutelare le proprie vite, sperando in provvidenziali soluzioni “a buon mercato”.
Ma la Verità, come sempre, non è mai figlia delle apparenze. L’osservatore medio, infatti, a volte non per suo demerito personale, risulta diseducato scientificamente alla elevazione Morale. Egli non indaga in modo approfondito, poiché spesso non vuole, o perché magari non ha gli strumenti culturali per andare oltre le verità ufficiali di comodo. Non si pone davanti ai Valori Veri della Vita, quelli dello Spirito, (ai quali, del resto, come ripetiamo, non è stato educato!) in relazione ai quali potrebbe e dovrebbe valutare e giudicare fatti, idee e uomini. Solamente in relazione ad essi, infatti, è possibile comprendere che i drammi di questa nostra epoca non sono frutto di “eventi imprevedibili” o “cause di forza maggiore”, bensì il frutto avvelenato di una strategia incredibilmente fredda e preordinata. Una strategia che vede i suoi primordi nelle concezioni Massoniche o paramassoniche “fiorite” globalmente sull’onda di sconvolgimenti politici e sociali inveratisi principalmente negli ultimi tre secoli. D’altra parte nulla è migliore, ai fini del raggiungimento di scopi inconfessabili, che il nasconderli sotto concetti di grande apparente levatura morale quali “libertà”, “uguaglianza”, “fraternità” ( vedi qui ). In nome di questi presunti “valori positivi”, nel mondo, sono state commesse le più atroci efferatezze mai immaginate da mente umana. Eppure, la forza del convincimento e lo stimolo materialista che sottende, ha ottenuto, questa volta sì, l’impensabile: la rinuncia dell’Uomo, in nome dell’ “avere”, al proprio “Essere”, alla propria elevazione rispetto al creato. Questi ultimi anni, hanno visto il dipanarsi di una matassa terribile: nei paesi musulmani si sono verificate le cosiddette “primavere arabe”, che solamente i burattini politicanti (ovvero gli esecutori politici del piano preordinato di cui sopra; trattasi di plutocrati di varia origine: statunitensi, europei, orientali) definiscono arbitrariamente ed  in modo totalmente falso “rivoluzioni democratiche”. Ciò che hanno prodotto tali presunte “rivoluzioni democratiche” è riassumibile nei disastri e nelle guerre civili permanenti che sconvolgono la Libia, la Siria, l’Iraq, l’Afganistan, ed in misura meno apparente l’Egitto, drammi niente affatto conseguenze di una problematica interna a quei martoriati paesi, ma sviluppi voluti, studiati, e scientificamente eterodiretti e messi in pratica (alcuni riferimenti qui e qui). Ora, codeste sedicenti “rivoluzioni primaverili”, come già osservato in precedenti articoli, sono chiaramente provocate dall’esterno, finanziate e armate da stranieri (dal cosiddetto “occidente democratico”), inverate per mezzo di milizie per lo più mercenarie al soldo dei plutocrati. Tali disastri politici “preconfezionati” sono finalizzati alla destabilizzazione globale, e dunque alla maggiore possibilità per i “forti” di fagocitare i “deboli” ed estendere così egemonie economiche, sfruttare nuove forme di schiavitù, allargando il proprio “spazio vitale”. Altrettanto studiata risulta la destabilizzazione economico-sociale, escogitata dal governo statunitense (qui e qui) e realizzata con la complicità attiva dei “governi” della cosiddetta Unione Europea, creata a mezzo di forzati esodi migratori dei cosiddetti profughi, vere e proprie “mandrie umane” spinte in perfetto stile “cow-boys”, verso “pascoli” giudicati “più verdi”!  Va osservato infatti che tra questi migranti non vi sono solo profughi, e ciò risulta evidente. Essi sono strumenti, come del resto tutto ciò che è inerente a questo dramma, atti all’indebolimento ed alla riduzione a completa sottomissione, anche formale, delle “zone” interessate secondo un piano preordinato. Questo piano risulta addirittura a fondamento della cosiddetta UE, in quanto presente nei progetti di uno dei “padri ideali” di tale vergognosa congrega pluto-massonica, tale Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi (Cfr qui). Nei vaneggiamenti di questo massone, sono presenti i punti fondamentali del meticciato culturale che si sta attualmente realizzando sotto i nostri occhi. Il quale senz’altro precede quello etnico, che pure vuole essere attuato, al fine di pervenire a tavolino ad una specie di razza-schiava e senza precise identità culturali e storiche, un agglomerato umano culturalmente, politicamente e socialmente “debole e poco dotato in intelligenza”. La UE rivela così il suo autentico volto,  fondata sul razzismo più vergognoso e sull’assoggettamento e distruzione dei popoli! Tutto ciò è stato già debitamente predisposto, pubblicamente! La stessa UE ha istituito persino un premio, intitolato a tale mente criminale, il Kalergi per l’appunto, di cui è stata insignita (fatalità!) anche la “Signora” Merkel! Un premio conferito a chi si distingue particolarmente fra coloro che portano avanti i progetti di codesto “padre” infame.
Ad oggi, il piano di destabilizzazione globale si sta “arricchendo” di un ulteriore preoccupante sviluppo. La Federazione Russa, già nel mirino degli USA che foraggiano da tempo la crisi Ucraina, fomentata allo stesso modo dai soliti “demoprimaverili”, isolata da sanzioni economiche e minacciata dalla Banca mondiale SWIFT ( l’istituto, ovviamente privato, che permette le transazioni bancarie internazionali e il cambio di valuta monetaria), quindi colpita con gli stessi metodi mai abbandonati della Guerra Fredda, sta reagendo. All’interno dello Stato Russo, sebbene vi sia una situazione “ibrida” di permanenza di burocrazie ex-sovietiche (con le loro propaggini plutocratiche) e “nuova democrazia”, la situazione culturale è in fermento. Il nazionalismo panrusso e le radici profondamente Cristiane, come non sono state cancellate durante gli anni del comunismo sovietico (che non ci è riuscito nemmeno con le decine di milioni di morti mietuti!) oggi stanno trovando nuova linfa. Putin, uomo della burocrazia, sta astutamente stimolando questi fermenti culturali, ben sapendo come essi costituiscano il solo argine all’invadenza “demo-pluto-massonica” occidentale e avendo ben presente chi si celi dietro le quinte  delle “primavere” di ogni colore che si è ritrovato a fronteggiare nel “giardino di casa propria”. Egli ha così messo fine agli indugi ed è intervenuto con un discorso decisamente intelligente alle “Nazioni unite” (Cfr. qui). Dunque la Russia vuole proteggere i propri interessi, anche nel mediterraneo, contro l’invadenza degli Stati Uniti e dei suoi satelliti. La mossa di Putin, che sfrutta pragmaticamente le paure sapientemente instillate negli Europei dagli stessi governi della UE e che ha buon gioco proprio a causa del disastro in atto  realizzato appositamente dagli Stati Uniti, è tesa a riprendere il dominio economico, oltre che politico, della propria zona di influenza, difendendola dall’allargamento delle evidenti mire atlantiche. In questa disputa, esclusivamente economica ed egemonica, accanto a Putin gioca un ruolo attivo ed importante un attore silenzioso, la Cina, possibile sede di nuovi moti “demoprimaverili” islamici e che, in tal senso, almeno dai tempi delle “proteste spontanee” di piazza Tien An Men, ha “mangiato la foglia” sull’origine di  tali manifestazioni dirette dagli USA in casa d’altri.  Putin, con una mossa plateale, ha messo Barack Obama con le spalle al muro, inchiodando il governo Usa alle proprie responsabilità e intervenendo direttamente in Siria ed Iraq, smascherando pubblicamente la politica dell’America che fomenta disordini politici e “guerre civili” nelle aree in cui vuole espandere la propria influenza, obbligandola a non ostacolarlo, almeno non  ufficialmente. Ma, anche in questo caso, ciò che si vede non rappresenta in toto la realtà dei fatti e qualcuno lo nota bene (Cfr. qui). Putin sa benissimo che i gruppi operanti in Siria ed Iraq, tutti e senza nessuna distinzione di sigle, sono armati, addestrati e foraggiati dalla CIA e della NATO (Turchia, Sauditi, Qatar). Dunque sa benissimo che colpendo tali gruppi, colpisce la NATO. Lo stesso dicasi per Obama, il quale “prende atto” della linea espressa dal presidente russo all’ONU senza colpo ferire. Cosa significa? Forse che le potenze in ballo vogliono scontrarsi usando quale pretesto la crisi internazionale siriana? Chiaramente ciò non avverrebbe in modo diretto, ma già ora tale strategia è comunque in atto. Dunque si respira sempre più aria di “Guerra fredda”; ma senza lo spauracchio di un ormai inesistente “contagio sovietico”, qual è allora il vero obiettivo ideologico di una simile pianificazione distruttrice a livello intercontinentale, che dall’Europa  va alla Russia, passando per il mediterraneo ed il medio-oriente musulmano? Chi è il “nemico”, l’obiettivo di questa strategia in atto? … noi rispondiamo senza esitazioni, la concezione politica del Fascismo di Benito Mussolini! Assurdo? No, per nulla. Siamo abituati in Italia e nel resto  d’Europa ad una continua, ossessiva e martellante propaganda antifascista ed i motivi del perché di un tale accanimento apparentemente ingiustificato a 70 anni dalla fine del Regime mussoliniano, li abbiamo succintamente affrontati (qui). Una notizia recente, però, non ha fatto alcun “rumore”, pur risultando paradigmatica rispetto alla strategia dell’inganno di cui stiamo scrivendo. I cosiddetti “guerriglieri” dell’Isis, in Libia, hanno diffuso propaganda anche a mezzo la Rete internet accusando chi non è con loro, di essere “servi” , allo stesso modo di chi lo fu di Mussolini (Cfr qui)!
L’Isis, dunque, fa apertamente propaganda antifascista, per motivare le proprie truppe! … ma perché? Che cosa c’entrano Mussolini ed il Fascismo? La domanda è legittima, ma ben sapendo chi sta dietro il cosiddetto Isis – nato “casualmente” nel cosiddetto Iraq “libero” degli anglo-americani, liberato si intende dal governo del partito baath di Saddam Hussein – la risposta risulta assolutamente fondamentale per comprendere perché, in ultima analisi, tale formazione di sedicenti “guerriglieri del califfato” esiste ed opera. Possiamo brevemente aiutarci con alcuni sillogismi: l’Isis, creazione della CIA, lotta contro il Baath siriano (nato, teniamo ben a mente la data, nel 1940), che rappresenta un socialismo panarabo di ispirazione nazional-patriottica, a suo tempo assai diffuso in Egitto, Libia, Siria, Iraq, parzialmente influenzato in alcuni tratti ideologici dal Fascismo che negli Anni 30 dalla Libia, in quel frangente “Quarta Sponda” dell’Italia Fascista, aveva diffuso la propria propaganda in tutto il medio-oriente allora occupato da inglesi e francesi; l’Isis è armato dalla Nato; gli aggrediti in Siria sono sostenuti dalla ex URSS; globalmente molti dei gruppi cosiddetti “dissidenti democratici”  presenti in vari stati del mondo, sostenendo il Baath in funzione anti-egemonica statunitense, di fatto si ritrovano a sostenere la politica dell’ex-URSS oggi Russia; così gli USA finiscono col perpetuare la Guerra Fredda, sebbene in altre forme. Per inciso, in riferimento alla realtà italiana che ci riguarda più direttamente, notiamo da tempo che il variegato mondo del neofascismo dalle cento sigle e mille gruppi, mimetizzato ideologicamente nel “socialismo nazionale”, si schiera formalmente con l’ex-URSS (pur venendo foraggiato anche dagli USA, secondo la vecchia strategia del “doppio standard” evocata anche da Putin) e di conseguenza con il Baath; in tal modo l’inserimento della linea socialista nazionale in tale scenario risulta essere sempre propedeutico al vecchio pretesto dei neofascisti di voler evolvere politicamente il Fascismo, che viene trasformato in un ibrido bifronte-biforcuto: social – “Tribale” (razzial-tradizionista),  ovvero nazistoide che non disdegna ufficiosamente gli aiuti “atlantici” oppure “comunitarista eurasiatico” più sensibile alla campana nazionalista russa, con al centro sempre l’economicismo pseudo marxisteggiante  ( Qui e qui), rinunciando così all’originalità più autentica ed all’universalità dell’ideale mussoliniano ( lo Stato Etico Imperiale Fascista) ma fomentando in tal modo modo a livello ideale la logica del bipolarismo dei “due blocchi egemonici”, di cui il neofascismo da sempre rappresenta essenzialmente ed esclusivamente una espressione artificiale. Il risultato di tali maneggi, ad ogni latitudine, resta comunque uno: la Guerra Fredda prosegue permanentemente; nelle forme, magari, in modo differente ma sempre con i medesimi obiettivi strategici ed economici, che a livello ideale si risolvono anche nello snaturamento del Fascismo con relativo “disinnesco ideologico”, in quanto esso risulta essere concretamente l’unica seria alternativa politica globale e totale al materialismo plutocratico, l’unica idea in grado di minacciarne l’egemonia mondiale.
Quella che può sembrare a prima vista una teoria strampalata in realtà ruota attorno al concetto dell’universalità della concezione fascista mussoliniana che, contro le facili apparenze e le previsioni dei benpensanti, trova ancor oggi concreti riscontri politici e su cui giova approfondire brevemente, proprio alla luce dei sillogismi precedentemente esposti, al fine di rendere palese lo scopo antifascista quale vero obiettivo politico ultimo non dichiarato degli interventi occidentali portati a segno nella martoriata Africa Settentrionale fino al medio oriente. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che Bush Jr., attaccando Saddam Hussein nel 2003, chiese di coalizzare la lotta contro i “Fascisti islamisti” e che proprio contro tali presunti “Fascisti islamisti” l’Isis si sta affermando. Esattamente ai tempi di Bush Jr., il politologo Sergio Romano scrisse un articolo interessante sull’uso strumentale del “fascismo”, fatto pro o contro il Partito Baath e la sua pretesa panaraba (Cfr qui). Ovviamente Romano, da antifascista, si affretta a condannare il Partito Panarabo e il Fascismo di Mussolini che lo ha ispirato. Condanna senza appello, perché tale partito incarnerebbe, secondo lui, tutte le caratteristiche negative, non demoliberali, che risultano irrinunciabili per gli “Occidentali figli dell’America”. Tale condanna mostra a parer nostro una grande miopia, anche culturale, poiché manifesta la volontà di “livellare” ogni cultura, anche quelle profondamente diverse come quelle arabe, all’archetipo anglo-americano liberal-democratico, presunta panacea di tutti i mali nonché auto proclamato stadio ultimo della politica nella storia umana. Tale arbitrio sottinteso però rivela, oggi in modo ancor più evidente, quel che è lo scopo ultimo della strategia dell’inganno fin qui osservata: la distruzione globale della CIVILTA’ per come essa è intesa nella cultura umanistica classica mediterranea, dunque per come intesa in senso LATINO. Il Partito “Baath”, che letteralmente significa “Risorgimento” (SIC!), chiaramente non è un partito Fascista strictu sensu. Ma i suoi fondatori SIRIANI (cristiani e mussulmani) hanno sintetizzato una concezione politica Laica, ma allo stesso tempo Spiritualistica, che concepiva un’idea di Stato identitario Arabo, Nazionale e Sindacale, gerarchicamente ordinato e guidato da un Partito unico. Principi ideali chiaramente ispirati dal Fascismo Italiano. Paradigmatico, in tal senso, che il fondatore del Baath, nel 1940, un Cristiano di nome Michel Aflaq, avesse studiato a Parigi, istruendosi politicamente su vari autori, tra cui quelli Socialisti del tempo, ma soprattutto abbeverandosi a Mazzini, e poi, Mussolini. Appare chiaro alla luce di ciò come non rappresentasse una fatalità che il suo partito si chiamasse “RISORGIMENTO”!
Dunque è innegabile che il Baath nasce con una evidente influenza ITALIANA. I Baathisti,  sebbene abbiano nel tempo  “annacquato” i loro postulati ideali, tradendone anche in parte lo spirito originale, scivolando pragmaticamente in alleanze negatrici della loro identità panaraba (come quella di Hussein con gli USA, ad es.), venendo anche infiltrati dalla plutocrazia internazionale (che poi gli si è ritorta contro), costituivano comunque e costituiscono potenzialmente ancora di per sé un pericolo da combattere. Perché rappresentano ancora la testimonianza di “riflesso” di una concezione politica unificante ed armonica (dunque non livellatrice), essenzialmente mediterranea, profondamente  italiana, innegabilmente ROMANA, suscettibile ancora una volta di espansione. Chiaramente al momento lo è solo in potenza, poiché, non esistendo più il CENTRO gravitazionale e irradiante di tale nuova concezione Imperiale (l’ITALIA FASCISTA, per l’appunto!), il Baath in tanti decenni è scivolato verso la propria parcellizzazione (baath siriano, iracheno, etc.) e successiva implosione, inverata non solo per demeriti “esterni”. Un fattore che ha generato nel tempo l’ingresso dalla porta principale nella “partecipazione ai blocchi” egemonici contrapposti, sostenendo alternativamente l’uno (USA) o l’altro (URSS) schieramento al tempo della guerra fredda. Ecco come risulta che è il concetto stesso di “irradiazione” della “Concezione Imperiale Fascista” ad essere attaccato; nella dottrina del Fascismo sta scritto ufficialmente che:
… l’impero non è soltanto un’espressione territoriale o militare o mercantile, ma spirituale o morale. Si può pensare a un impero, cioè a una nazione che direttamente o indirettamente guida altre nazioni, senza bisogno di conquistare un solo chilometro quadrato di territorio. Per il Fascismo la tendenza all’impero, cioè all’espansione delle nazioni, è una manifestazione di vitalità; il suo contrario, o il piede di casa, è un segno di decadenza: popoli che sorgono o risorgono sono imperialisti, popoli che muoiono sono rinunciatari.
Una visione del mondo che se sviluppata potrebbe generare davvero un nuovo “architrave politico mondiale” o se si preferisce il termine un “ASSE”, forte di un concreto comune retaggio di Civiltà, su cui potrebbero poggiare la Prima, la Seconda e la Terza “Roma”, ovvero l’Urbe (e dunque l’area Euro-mediterranea); Costantinopoli-Istanbul, ovvero il Medio-oriente mussulmano e Mosca. 
Dunque, dietro all’attuale “Guerra fredda” evolutasi, dietro al piano Kalergi attuato dalla euro-plutocrazia del “nuovo ordine mondiale”, esiste una chiara strategia di assoggettamento globale a “elites” pluto-massoniche che stanno perseguendo un piano abominevole di schiavizzazione mondiale, a mezzo dell’annullamento identitario e culturale, della pulizia etnica, con lo scopo si disinnescare l’unica alternativa possibile al disordine morale e politico imperante: il FASCISMO.
Sta a noi prenderne consapevolezza, scegliere di riconquistare attivamente il nostro destino all’ombra della Civiltà Fascista o rimanere spettatori inermi, inerti e dunque vittime predestinate di una minoranza pescecanesca, fautrice di un mondo abominevole comunque destinato a crollare!
ILCOVO

lunedì 12 ottobre 2015

I VIDEO DEL RNCR-RSI CONTINUITA' IDEALE (PUGLIA) - ITALIA -

                                                                                                                                         
                                                                                                                                           
                                                                                                                                                    
 
                                                                                                                                                                                                                                                                                   
                                                                                                                                                         
                                                                                                                                    
                                                                                                                                              


                                                                                                                                                         
                                                                                                                                               

                     
                                                                                                                                                                 
                                                                                                                                                  
                                                                                                                                            
                                                                                                                                                  
                                                                                                                                               
                                                                                                                                    
                                                                                                                                        
                                                                                                                                    
                                                                                                                                     
                                                                                                                                
                                                                                                                                            
                                                                                                                                  

   

venerdì 9 ottobre 2015

CASO FORTETO - Ercolina Milanesi -

Caso Forteto, una delle pagine più nere e immorali della sinistra italiana

di ERCOLINA MILANESI

Quella del “Forteto” è una delle più allucinanti vicende italiane. Per decenni, tra le colline del Mugello si è consumata una storia di orrori, abusi, violenze, potere e ideologia sulla pelle di ragazzi e bambini, sotto gli occhi distratti delle istituzioni, in alcuni casi addirittura complici.

FORTETO-ABUSI

Il Forteto è l’incarnazione di una folle sperimentazione sociale nata alla fine degli anni ’70 nella tempesta della contestazione ideologica all’autorità, della liberazione sessuale e delle prime teorie gender fondate sui postulati della neutralità uomo-donna.
La vicenda è raccontata in un libro inchiesta di due giornalisti toscani, Francesco Pini e Duccio Tronci, dal titolo emblematico: “Setta di Stato”.

Forteto viene fondata nel 1978 da Luigi Rodolfo Fiesoli, poi conosciuto come il “Profeta”, sessantottino di Prato inquietante e carismatico.
La comunità, che si struttura come cooperativa agricola, diventa subito un modello per la sinistra toscana; il simbolo realizzato dell’opposizione ai valori della società borghese e della famiglia tradizionale, un’esperienza concreta di nuove relazioni tra i sessi, un riferimento ideale per politici e intellettuali.
Pur non essendo una struttura d’accoglienza, al Forteto vengono inviati in affidamento disabili fisici e psichici, minori con problemi d’inserimento; il modello educativo appare, ai tanti esperti, funzionale e valido.

LA PRIMA CONDANNA
Eppure, fin dall’inizio, circolano strane voci sulle pratiche adottate in quella comunità: si parla di abusi sessuali, violenze e intimidazioni. Il “Profeta” imponeva l’omosessualità come mezzo per la purificazione, e il rifiuto della famiglia d’origine come strumento di liberazione individuale.
Arrivano le prime denunce di genitori picchiati dai figli su ordine di Fiesoli e di ex seguaci riusciti a fuggire dai violenti condizionamenti psicologici e sessuali. Nel 1978 un coraggioso magistrato toscano, Carlo Casini, apre l’inchiesta; Fiesoli ed il suo braccio destro Luigi Goffredi vengono arrestati e nel 1985 condannati in via definitiva per “libidine violenta, corruzione di minorenne e maltrattamenti”. Non sono provate le spedizioni punitive contro genitori e fuoriusciti ma confermati gli abusi sessuali su due disabili affidati e violenze psichiche contro un ragazzo di quindici anni.

In un paese civile la storia finirebbe qui: i due sarebbero in galera e Forteto sarebbe chiusa. Ma nella Toscana rossa la storia continua, incredibilmente.
Nonostante la condanna di Fiesoli, i giudici minorili ricominciano ad affidargli “direttamente” ragazzi minorenni e bambini; il primo (un bimbo down di tre anni) dopo appena sei mesi dall’arresto con il processo in corso. Goffredi riesce persino ad avere due bambini in adozione dopo la sua condanna.
Per decenni gli abusi sessuali e le violenze psicologiche continuano sotto l’occhio distratto delle Istituzioni preposte a proteggere quei ragazzi.
Tutti sapevano che anche i meccanismi di affidamento erano irregolari. All’interno della comunità venivano create “famiglie funzionali”, nuclei fittizi che servivano per ottenere l’affidamento del bambino ma che poi veniva seguito da uno dei “discepoli”. Nessuno controllava.
I racconti dell’orrore che uscivano da quel luogo non distoglievano i giudici minorili, gli psicologi dell’infanzia, gli assistenti sociali dagli elogi sperticati al modello educativo del Forteto.

NUOVE CONDANNE
Nel 2000 arriva una condanna contro lo Stato italiano addirittura dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per le gravi anomalie riscontrate nelle procedure di affidamento al Forteto.
Nel 2002 Bruno Vespa dedica, al caso Forteto una puntata di Porta a Porta; dichiarerà di non aver mai subito così “tante pressioni quotidiane sistematiche e sconcertanti” per impedire che l’inchiesta andasse in onda.
Poi, nel 2012 nuove denunce e un nuovo processo concluso nel giugno 2015 con la condanna di Fiesoli a 17 anni, Goffredi a 8 e di altre 14 persone della cooperativa a pene fino a 8 anni, per violenze sessuali e maltrattamenti ai danni di ragazzi e bambini affidati.

Il libro di Pini e Tronci raccoglie un elenco infinito di racconti di orrori consumati in quella comunità, ricostruisce la storia ed elenca nomi e cognomi di politici, magistrati, intellettuali che hanno coperto o sono stati irresponsabilmente superficiali.

UN FIORE ALL’OCCHIELLO
La comunità del Forteto era un fiore all’occhiello delle cooperative rosse toscane e tappa obbligata di tutti i leader della sinistra italiana in campagna elettorale, sia locali che nazionali: da D’Alema a Bersani, fino a Renzi. Antonio Di Pietro, eletto al Mugello, andò oltre; firmò la prefazione ad un libro sull’esperienza comunitaria descrivendolo come uno spazio “di amore reale che trova suggerimenti nel Vangelo e in un’attenta osservazione dell’altro”.
D’altronde la Comunità era anche un serbatoio di tessere e voti.

La Regione Toscana (da sempre governata dalla sinistra), fin dal 1980 quando acquistò per 300 milioni di lire la prima fattoria che poi assegnò a Fiesoli, ha continuato ininterrottamente a finanziare la cooperativa nonostante le denunce e le condanne; milioni di euro in contributi di cui l’ultimo nel 2014, di 700 mila euro. Un fiume di denaro pubblico non solo alla cooperativa ma anche alla Fondazione, presieduta da Goffredi, che organizzava cicli didattici per le scuole e corsi per educatori; un condannato per abuso ai minori che insegnava come educare i minori.

Fiesoli e Goffredi hanno continuato fino in tempi recenti ad essere invitati nei convegni pubblici per parlare dell’esperienza del Forteto, a scrivere libri pubblicati da importanti case editrici.
Nelle loro testimonianze educative nessun accenno all’omosessualità minorile imposta come pedagogia, alle violenze, alla pedofilia e alla zoofilia (secondo alcune testimonianze) indotte come azioni terapeutiche.

Uno dei primi fuoriusciti dalla comunità la definì un luogo “dove il sesso agisce da parafango per la pazzia”.

L’ULTIMA VERGOGNA
Qualche giorno fa l’ultima vergogna. In Parlamento, una mozione unitaria delle opposizioni (da Forza Italia al M5S, da Sel alla Lega a FdI) ha chiesto il commissariamento della cooperativa e l’Istituzione di una Commissione d’inchiesta per accertare i livelli di complicità e connivenze. La mozione è stata bocciata dal Pd.
Chissà cosa sarebbe successo se Forteto fosse stata una parrocchia e Fiesoli un sacerdote cattolico. Ma il pedofilo, quando è di sinistra, va protetto.

Il caso Forteto rimane tuttora una delle pagine più nere e immorali della sinistra italiana.


di ERCOLINA  MILANESI


                                                                                                                         

giovedì 8 ottobre 2015

MOLTO INTERESSANTE ED ISTRUTTIVO. (Ercolina Milanesi)

MOLTO INTERESSANTE ED ISTRUTTIVO. LA MERKEL LI VUOLE E SE LI TENGA. GERMANIA, UNA "EPIDEMIA" DI STUPRI DA PARTE DEI MIGRANTI.

Anche se lo stupro è avvenuto a giugno, la polizia ha taciuto per quasi tre mesi, fino a quando i media locali non hanno pubblicato un articolo a riguardo. Secondo un commento editoriale espresso nel quotidiano Westfalen-Blatt, la polizia si rifiuta di rendere pubblici i crimini commessi dai migranti e profughi perché non vuole conferire legittimità agli oppositori delle migrazioni di massa.
Una 13enne musulmana è stata violentata da un altro richiedente asilo in un centro di accoglienza a Detmold, una città situata nella parte centro-occidentale della Germania. La ragazzina e la madre avevano abbandonato il loro paese di origine per sfuggire a una cultura di violenza sessuale.
Circa l'80 per cento dei profughi/migranti accolti a Monaco sono uomini (...) il prezzo per fare sesso con una donna richiedente asilo ammonta a 10 euro. – L'emittente radiotelevisiva pubblica della Baviera (Bayerischer Rundfunk).
La polizia della città bavarese di Mering, dove una 16enne è stata stuprata l'11 settembre, ha avvisato i genitori di non permettere ai loro figli di uscire da soli. Nella città bavarese di Pocking, gli amministratori del Wilhelm-Diess-Gymnasium hanno avvertito i genitori di non fare indossare abiti succinti alle loro figlie, al fine di evitare "malintesi".
"Quando gli adolescenti musulmani si recano nelle piscine all'aperto, sono turbati nel vedere le ragazze in bikini. Questi giovani, che provengono da una cultura dove non si approva che le donne mostrino la pelle nuda, seguiranno le ragazze e le infastidiranno senza rendersene conto. Naturalmente, questo genera paura". – Un politico bavarese citato da Die Welt.
Durante un raid in una struttura di Monaco che ospita rifugiati la polizia ha scoperto che gli addetti alla sicurezza erano implicati in un traffico di droga e armi e chiudevano un occhio sulla prostituzione.
Nel frattempo, gli stupri delle donne tedesche da parte dei richiedenti asilo sono sempre più dilaganti.
Sempre più donne e ragazze ospiti dei centri di accoglienza per profughi, in Germania, vengono stuprate, molestate sessualmente e costrette alla prostituzione dagli uomini richiedenti asili, secondo quanto asserito dalle organizzazioni di assistenza sociale tedesche.
Molti degli stupri avvengono nelle strutture che ospitano uomini e donne dove, a causa della mancanza di spazio, le autorità tedesche costringono i migranti di entrambi i sessi a condividere i dormitori e i servizi igienici.
Le condizioni per le donne e le ragazze presenti in queste strutture sono talmente pericolose che le donne vengono definite "selvaggina", occupate a respingere gli assalti dei predatori maschi musulmani. Ma gli assistenti sociali affermano che molte vittime tacciono, per paura di rappresaglie.
Allo stesso tempo, un numero crescente di donne tedesche di tutta la Germania viene violentato dai richiedenti asilo provenienti dall'Africa, dall'Asia e dal Medio Oriente. Molti di questi crimini sono minimizzati dalle autorità e dai media tedeschi, a quanto pare per evitare di alimentare sentimenti contrari all'immigrazione.
Il 18 agosto, una coalizione composta da quattro organizzazioni di assistenza sociale e di gruppi per i diritti delle donne ha inviato una lettera di due pagine ai leader dei partiti politici del parlamento regionale dell'Assia, uno stato federato della Germania centro-occidentale, informandoli di come la situazione delle donne e dei minori sia peggiorata all'interno dei centri di accoglienza. La lettera diceva:
"L'afflusso sempre più crescente dei rifugiati ha complicato la situazione per le donne e le ragazze ospiti nel centro di Giessen (HEAE) e nelle strutture succursali.
"Il fatto di fornire alloggio in grandi tende, la mancanza di servizi igienici separati maschili e femminili, di locali in cui non ci si può chiudere a chiave, la mancanza di rifugi sicuri per le donne e le ragazze – tanto per citare solo alcuni fattori spaziali – aumenta la vulnerabilità delle donne e dei minori dentro queste strutture. Questa situazione gioca a favore di quegli uomini che assegnano alle donne un ruolo subordinato e trattano le donne che viaggiano sole come se fossero 'selvaggina'.
"Di conseguenza, si verificano numerosi stupri e molestie sessuali. Stiamo ricevendo sempre più segnalazioni di casi di prostituzione coatta. Va sottolineato che questi non sono episodi isolati.
"Le donne e le ragazzine raccontano di essere state violentate o molestate sessualmente. Pertanto, molte donne dormono vestite. E raccontano anche di non usare i servizi igienici di notte, per paura di essere stuprate o derubate. Anche di giorno, attraversare l'accampamento è una situazione terribile per molte donne.
"Molte donne – oltre a fuggire dalla guerra – scappano per evitare i matrimoni forzati o le mutilazioni genitali. Queste donne che affrontano rischi particolari, scappano da sole o con i loro figli. Anche se sono accompagnate da parenti maschi o da conoscenti, questo non sempre garantisce loro una protezione dalla violenza, perché ciò può portare a specifiche dipendenze e allo sfruttamento sessuale.
"La maggior parte dei profughi di sesso femminile ha vissuto una serie di esperienze traumatizzanti nel loro paese di origine e durante la fuga. Esse sono vittime di violenze, rapimenti, torture, stupri ed estorsioni – a volte per anni.
"Essere arrivate qui sane e salve e poter muoversi senza paura, è un dono per molte donne. (...) Vi invitiamo pertanto (...) a unirvi al nostro appello per creare urgentemente delle strutture protette (abitazioni o appartamenti muniti di serrature) per donne e minori che viaggiano da sole...
"Queste strutture devono essere attrezzate in modo tale che gli uomini non vi abbiano accesso, ad eccezione degli operatori del soccorso e del personale addetto alla sicurezza. Inoltre, le camere da letto, i salotti, e cucine e i servizi igienici devono essere interconnessi in modo da formare un'unità completamente autonoma e che può essere raggiunta solo attraverso un accesso dotato di serratura e monitorato".
Dopo che diversi blog (si veda qui, qui e qui) hanno richiamato l'attenzione sulla lettera il LandesFrauenRat (LFR) Hessen, un gruppo di pressione che si batte per i diritti delle donne, ha reso pubblico il documento politicamente scorretto sul proprio sito web, per poi rimuoverlo all'improvviso il 14 settembre, senza spiegarne il motivo.
In Germania, il problema degli stupri e delle molestie sessuali nei centri di accoglienza dei profughi è un problema a livello nazionale.
In Baviera, le donne e le ragazze ospiti della struttura di Bayernkaserne, una ex base militare a Monaco, ogni giorno rischiano di essere stuprate e indotte alla prostituzione coatta, secondo i gruppi per i diritti delle donne. Sebbene la struttura disponga di dormitori femminili, le stanze sono prive di serrature e gli uomini controllano l'accesso ai servizi igienici.
Circa l'80 per cento dei profughi/migranti accolti a Monaco è costituito da uomini, secondo l'emittente radiotelevisiva pubblica della Baviera (Bayerischer Rundfunk), che ha riportato la notizia che il prezzo per fare sesso con una donna richiedente asilo ammonta a 10 euro. Un assistente sociale ha definito così la struttura: "Noi siamo il più grande bordello di Monaco".
La polizia continua a dire di non essere in possesso di alcuna prova che nel centro si commettono stupri, anche se in un raid è stato scoperto che gli addetti alla sicurezza erano implicati in un traffico di droga e armi e chiudevano un occhio sulla prostituzione.
Il 28 agosto, un 22enne eritreo richiedente asilo é stato condannato a un anno e otto mesi di carcere per tentata violenza sessuale ai danni di una donna curda irachena di 30 anni in un centro di accoglienza della città bavarese di Höchstädt. Il giovane ha avuto una riduzione della pena grazie agli sforzi dell'avvocato della difesa, che ha convinto il giudice del fatto che la situazione dell'imputato nella struttura era disperata: "Da un anno, egli se ne sta con le mani in mano senza pensare a niente".
Il 26 agosto, un 34enne richiedente asilo ha tentato di stuprare una donna di 34 anni nella lavanderia situata in un centro di accoglienza a Stralsund, una città nei pressi del Mar Baltico.
Il 6 agosto, la polizia ha rivelato che una 13enne musulmana era stata violentata da un altro richiedente asilo in una struttura di Detmold, una città situata nella parte centro-occidentale della Germania. La ragazzina e la madre avevano abbandonato il loro paese di origine per sfuggire a una cultura di violenza sessuale; e a quanto pare, lo stupratore era un loro connazionale.
Anche se lo stupro è avvenuto a giugno, la polizia ha taciuto per quasi tre mesi, fino a quando i media locali non hanno pubblicato un articolo a riguardo. Secondo un commento editoriale espresso nel quotidiano Westfalen-Blatt, la polizia si rifiuta di rendere pubblici i crimini commessi dai profughi e migranti perché non vuole conferire legittimità agli oppositori delle migrazioni di massa.
Il capo della polizia Bernd Flake ha ribattuto dicendo che il silenzio era finalizzato a tutelare la vittima. "Noi continueremo con questa politica [di non informare l'opinione pubblica], quando i reati sono commessi nelle strutture temporanee per profughi", egli ha detto.
Durante il fine settimane del 12-14 giugno, una ragazza di 15 anni ospite di un centro di accoglienza di Habenhausen, un quartiere della città settentrionale di Brema, è stata ripetutamente violentata da altri due richiedenti asilo. La struttura è stata descritta come una "casa degli orrori" a causa della spirale di violenza perpetrata da bande rivali di giovani provenienti dall'Africa e dal Kosovo. Il centro, che ospita complessivamente 247 richiedenti asilo, ha una capacità di accogliere 180 persone, e una caffetteria con 53 posti a sedere.
Nel frattempo, gli stupri sulle donne tedesche da parte dei richiedenti asilo sono dilaganti. Qui di seguito alcuni casi di stupro commessi solo nel 2015.
L'11 settembre, una 16enne è stata violentata da uno sconosciuto "uomo dalla pelle scura che parlava un tedesco stentato" nei pressi di un centro di accoglienza della città bavarese di Mering. L'aggressione è avvenuta mentre la ragazza si stava recando dalla struttura alla stazione ferroviaria.
Il 13 agosto, la polizia ha arrestato due richiedenti asilo, di 23 e 19 anni, per aver stuprato una 18enne tedesca dietro una scuola di Hamm, una città del Nord Reno-Westfalia.
Il 26 luglio, un ragazzino di 14 anni è stato molestato sessualmente nel bagno di un treno regionale, a Heilbronn, una città situata nella parte sudoccidentale della Germania. La polizia sta cercando un uomo "dalla pelle scura" tra i 30 e i 40 anni e "dall'aspetto arabo". Lo stesso giorno, un 21enne tunisino richiedente asilo ha stuprato una ragazza di 20 anni, nel quartiere di Dornwaldsiedlung a Karlsruhe. La polizia ha taciuto sul crimine fino al 14 agosto, quando un giornale locale ha reso pubblica la notizia.
Il 9 giugno, due somali richiedenti asilo, di 20 e 18 anni, sono stati condannati a sette anni e mezzo di carcere per aver violentato una 21enne tedesca a Bad Kreuznach, una città della Renania-Palatinato, il 13 dicembre 2014.
Il 5 giugno, un somalo di 30 anni richiedente asilo chiamato "Ali S" è stato condannato a quattro anni e nove mesi di carcere per aver tentato di stuprare una 20enne di Monaco. Ali aveva già scontato una condanna a sette anni per violenza sessuale, e cinque mesi dopo il suo rilascio aveva colpito ancora. Nel tentativo di proteggere l'identità di Ali S., un quotidiano di Monaco ha fatto riferimento a lui chiamandolo con il nome più politicamente corretto di "Joseph T.".
Il 22 maggio, un marocchino di 30 anni è stato condannato a quattro anni e nove mesi di carcere per aver tentato di stuprare una 55enne a Dresda. Il 20 maggio, un 25enne senegalese richiedente asilo è stato arrestato dopo una tentata violenza sessuale ai danni di una ragazza tedesca di 20 anni, nella piazza Stachus, nel cuore di Monaco.
Il 16 aprile, un iracheno di 21 anni richiedente asilo è stato condannato a tre anni e dieci mesi di carcere per aver stuprato una 17enne al festival della città bavarese di Straubing, nell'agosto 2014. Il 7 aprile, un 29enne richiedente asilo è stato arrestato per la tentata violenza sessuale ai danni di una ragazzina di 14 anni, nella città di Alzenau.
Il 17 marzo, due afgani richiedenti asilo, di 19 e 20 anni, sono stati condannati a cinque anni di carcere per lo stupro "particolarmente aberrante" di una 21enne tedesca a Kirchheim, una città nei pressi di Stoccarda, il 17 agosto 2014.
L'11 febbraio, un eritreo di 28 anni richiedente asilo è stato condannato a quattro anni di carcere per aver violentato una 25enne tedesca a Stralsund, sul Mar Baltico, nell'ottobre 2014.
L'1 febbraio, un somalo di 27 anni richiedente asilo è stato arrestato per aver tentato di stuprare una donna nella città bavarese di Reisbach.
Il 16 gennaio, un immigrato marocchino di 24 anni ha violentato una 29enne a Dresda.
Decine e decine di altri casi di stupro e tentata violenza sessuale – casi in cui la polizia sta cercando specificatamente stupratori stranieri (la polizia tedesca spesso li chiama Südländer ossia "meridionali") – restano irrisolti. Qui di seguito è riportata una lista parziale di episodi commessi nell'agosto 2015.
Il 23 agosto, un uomo "dalla pelle scura" ha tentato di violentare una donna di 35 anni a Dortmund. Il 17 agosto, tre uomini "meridionali" hanno cercato di stuprare una 42enne a Ansbach. Il 16 agosto, un uomo "meridionale" ha violentato una donna a Hanau.
Il 12 agosto, un uomo "meridionale" ha stuprato una 17enne a Hannover. Lo stesso giorno, un altro uomo "meridionale" ha mostrato i genitali a una donna di 31 anni a Kassel. La polizia ha detto che un episodio simile si era verificato nella stessa zona l'11 agosto.
Il 10 agosto, cinque uomini "di origine turca" hanno tentato di violentare una ragazza a Mönchengladbach. Lo stesso giorno, un uomo "meridionale" ha stuprato una 15enne a Rintein. L'8 agosto, un altro uomo "meridionale" ha violentato una 20enne a Siegen.
Il 3 agosto, un "nordafricano" ha stuprato una bambina di 7 anni, in pieno giorno, in un parco di Chemnitz, una città della Germania orientale. L'1 agosto, un uomo "meridionale" ha tentato di violentare una 27enne nel centro di Stoccarda.
Intanto, i genitori sono stati avvertiti di tenere d'occhio le loro figlie. La polizia della città bavarese di Mering, dove una 16enne è stata violentata l'11 settembre, ha avvisato i genitori di non permettere ai loro figli di uscire da soli. La polizia ha inoltre consigliato alle donne di non recarsi da sole alla stazione ferroviaria essendo quest'ultima nelle vicinanze di un centro di accoglienza per rifugiati.
Nella città bavarese di Pocking, gli amministratori del Wilhelm-Diess-Gymnasium hanno avvertito i genitori di non fare indossare abiti succinti alle loro figlie, al fine di evitare "malintesi" con i 200 profughi musulmani ospitati in alloggi di emergenza in un edificio vicino alla scuola. La lettera diceva:
"I cittadini siriani sono per lo più musulmani e parlano arabo. I profughi hanno la loro cultura. Poiché la nostra scuola si trova proprio accanto la struttura in cui essi risiedono, le vostre figlie dovrebbero indossare abiti modesti per evitare malintesi. Camicette e top scollati, pantaloncini corti o minigonne potrebbero creare malintesi.
Un politico locale citato dal quotidiano Die Welt ha detto:
"Quando gli adolescenti musulmani si recano nelle piscine all'aperto, sono turbati nel vedere le ragazze in bikini. Questi giovani, che provengono da una cultura dove non si approva che le donne mostrino la pelle nuda, seguiranno le ragazze e le infastidiranno senza rendersene conto. Naturalmente, questo genera paura".
L'aumento dei reati sessuali in Germania è alimentato dalla preponderanza di uomini musulmani nel mix di profughi/migranti che entrano nel paese.
Dove sono le donne?
Dei 411.567 rifugiati/migranti che sono entrati nell'Unione Europea via mare nel 2015, il 72 per cento è costituito da uomini. Sopra, alcune delle centinaia di migranti che sono arrivati a Monaco il 12 settembre 2015.
Una cifra record di 104.460 richiedenti asilo è arrivata in Germania ad agosto, facendo salire, nei primi otto mesi del 2015, il numero complessivo a 413.535. Il paese prevede di accogliere quest'anno 800.000 arrivi tra profughi e migranti, una cifra che si è quadruplicata rispetto al 2014.
Almeno l'80 per cento dei migranti e profughi arrivati è musulmano, secondo una recente stima fornita dal Consiglio centrale dei musulmani in Germania (Zentralrat der Muslime in Deutschland, ZMD), un gruppo musulmano di copertura, con sede a Colonia.
Anche i richiedenti asilo sono prevalentemente di sesso maschile. Dei 411.567 migranti e rifugiati che finora quest'anno sono entrati nell'Unione Europa via mare, il 72 per cento è costituito da uomini, il 13 per cento da donne e il 15 per cento da bambini, secondo i calcoli dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Le informazioni sull'identità sessuale di chi arriva via terra non sono disponibili.
Secondo le statistiche tedesche sulla migrazione, dei richiedenti asilo arrivati in Germania nel 2014, il 71,5 per cento di quelli di età compresa tra i 16 e i 18 anni era costituito da uomini; lo stesso dicasi per il 77,5 per cento di coloro che avevano tra i 18 e i 25 anni, così come per il 73,5 per cento di chi aveva tra i 25 e i 30 anni. I dati per il 2015 non sono ancora disponibili.


ERCOLINA MILANESI




                                                                                                                                             

domenica 4 ottobre 2015

ROMA, MILANO, FIRENZE, STAZIONI TRASFORMATE IN BIDONVILLE

ROMA, MILANO, FIRENZE, STAZIONI TRASFORMATE IN BIDONVILLE PAKISTANE, GENTE MALATA, GENTE CHE DEFECA IN STRADA

di ERCOLINA  MILANESI -

Dormono sui cartoni, per terra. Sdraiati su quell’asfalto che diventa incandescente di giorno. Non hanno acqua ne’ cibo, non hanno bagni. Ce n’e’ solo uno, ed e’ a pagamento. L’ombra poi e’ poca, perche’ pochi sono gli alberi. E allora si sta stretti, tutti vicini, in 500 che di sera diventano 300, ad aspettare che qualcosa succeda.
Sono gli ‘invisibili’ accampati nei pressi della Stazione Tiburtina, a Roma: la maggior parte sono clandestini che provengono dai barconi che approdano – trascinati da navi italiane – nel Sud Italia. Si tratta di etiopi ed eritrei, ma anche di ghanesi, sudanesi, senegalesi, altri vengono dai centri di accoglienza che hanno poi deciso di abbandonare fuggendo, altri ancora sono gli sgomberati di alcuni campi abusivi della capitale.
Attendono un pullman che li porti via, verso una nuova vita: in Germania, Austria, o comunque nel Nord Europa, fanno capire. Ma è una pura follia, pensieri demeziali inculcati a questa gente da chi li ha ingannati prima in patria, poi in Italia al loro arrivo.
Molti per non dire tutti non hanno i documenti, e le cose per loro si complicano ancora di più. Oltre al fatto che Berlino ha sospeso temporaneamente il trattato di Schengen fino al 15 giugno per il G7, in ogni caso la polizia tedesca da inizio anno ha stretto al massimo le maglie dei controlli alle frontiere sia nelle stazioni che sulle strade. Ogni giorno vengono fermati e rispediti in Italia non meno di 400-500 clandestini. Lo stesso stanno facendo gli austriaci, i francesi, gli inglesi, gli spagnoli, i polacchi: frontiere chiuse ai clandestini in arrivo dall’Italia.
E allora questi accampati come fosse una bidonville pakistana stanno fermi li’, a Largo Mazzoni, via Pietro l’Eremita e via Cupa, dove c’e’ un centro di accoglienza. In piena città, che poi sarebbe anche la capitale d’Italia.
La Croce Rossa Italiana, con un medico, infermieri e mediatori culturali, e un camper ormai fisso, provvede a dare loro i pasti e li assiste da un punto di vista sanitario.
I farmaci sono forniti dalla Asl Rm ovviamente a spese dello Stato italiano e cioè dei contribuenti che se però non pagano il ticket non possono fare gli esami del sangue, ad esempio.
“Queste persone – spiegano dalla Croce Rossa – presentano malattie dermatologiche, hanno ustioni provocate dalla nafta dei barconi o ferite da arma da fuoco non curate. Qui proseguiamo anche le terapie iniziate dopo gli sbarchi. Abbiamo circa 60 pazienti al giorno”. Quello che non dicono è che queste persone potrebbero essere portatrici di ben altre malattie. E non si sta parlando di scabbia, benchè a centinaia l’abbiano.
La situazione è a dir poco insostenibile. E lo stesso orrore sta avvenendo a Milano, a Firenze, a Genova, ovunque in Italia. E nessuno dica che si tratta di “un’emergenza” perchè questi disgraziati vengono prelevati a meno di due miglia dalla costa libica, in acque nazionali libiche e quindi potrebbero essere – i barconi – agganciati e rimorchiati in pochi minuti di nuovo a riva.
Si potrebbero costruire campi profughi in Libia, si potrebbe pretendere – dalla Ue – l’esborso del denaro, oramai siamo oltre il miliardo di euro, che l’Italia ha speso e continua a spendere, si potrebbe coinvolgere davvero le Nazioni Unite e fermare in un colpo solo questa invasione apocalittica.
Invece il governo Renzi non fa nulla di nulla. E l’Italia intera sta precipitando verso una bidonville pakistana.


         ERCOLINA MILANE


 

giovedì 1 ottobre 2015

EUROPA, SVEGLIATI !

Blog politicamente scorretto contro la dittatura del pensiero unico, coordinato dall' avvocato Edoardo Longo.

EUROPA, SVEGLIATI !

Europa, sei stata invasa con grande maestria.

Ritorna a Dio, o sarai invasa ancora.

Se dei lettori non si sono ancora svegliati, che lo facciano. Una relazione di un paio di giorni fa da un lettore in Germania parla di notizie mai riportate nei nostri vili media, vili proprio perché dicono tante bugie e così poca verità (ma non siamo forse noi ad essere essenzialmente responsabili dei nostri mezzi di comunicazione? Non basterebbe abbandonarli?).

“La Germania, l’Austria e i vicini territorii a sud-est, negli ultimi mesi hanno subito una aggressiva invasione di stranieri travestiti da “rifugiati”, la grande maggioranza dei quali sono giovani, impazienti di battersi. Domenica scorsa, il Presidente della Baviera, Horst Seehofer, pallido come un lenzuolo, ha detto in una TV locale che l’ordine pubblico era sull’orlo del collasso. Eppure, i nostri governi-fantoccio ed i nostri mass media, al servizio dei nemici di Dio, sostengono questa invasione con tutti i mezzi a loro disposizione, inclusa la deviata forza pubblica, come la polizia e l’esercito. Queste marionette si trovano anche nella stampa, per nascondere l’invasione ai cittadini e così causare il maggior danno possibile.

“La massa dei Tedeschi è ancora addormentata, anche se sempre più contadini, qui e altrove, parlano apertamente di guerra civile. Nelle regioni periferiche della Baviera le cose stanno fermandosi. I residenti e le merci non possono più muoversi, o solo con lunghi ritardi. Circa le orde di invasori – non ancora organizzate – che girano liberamente per le campagne e rubano, i mass-media non azzardano una parola. Le autorità locali – su ordini dall’alto – hanno rinunciato ad ogni controllo, e la polizia consiglia alla vessata popolazione di badare a se stessa ed eventualmente di formare dei gruppi di difesa civile – dopo che pochi anni fa fummo completamente disarmati.



“La Croazia ha chiesto la mobilitazione del suo esercito, che è ovunque all’erta. Io voglio vedere cosa posso fare a livello locale, ma temo che la maggior parte dei miei connazionali non abbia ancora idea di cosa stia succedendo. Se solo un certo numero di essi si svegliasse, si batterebbe come leoni, ed è per questo che il nostro cosiddetto governo, ed i nemici di Dio che lo controllano, stanno mentendo e ingannando a tutti i livelli: per impedire quel momento di risveglio. Che sarà davvero brutto . . .” (Fine della relazione del lettore).

Ovviamente, l’emergenza qui descritta non è limitata alla Germania. Un disastro simile affligge molte altre nazioni occidentali. La cosa è incredibile, a meno che non la si guardi da un punto di vista religioso, allora tutto prende un senso. Si veda tutto il Salmo 105 (106, nuova numerazione). Dio diete agli Israeliti doni con responsabilità corrispondenti a cui erano ripetutamente infedeli. Se li amava, non poteva lasciarli impuniti ( Eb. XII, 7–8). Qui ci sono i versetti 35–41 del Salmo, adattati ai nostri tempi:—

«E i cristiani si mescolarono tra i pagani, e impararono le loro opere, e servirono gli stessi idoli del liberalismo, e questi furono per loro un tranello. Immolarono i loro figli e le loro figlie ai demoni di contraccezione e aborto, e versarono sangue innocente: il sangue dei loro figli e figlie, che sacrificarono agli idoli dell’egocentrica ricerca del piacere. E il paese fu profanato dal sangue, e fu contaminato con le loro opere; e si distrassero con la loro elettronica. E il Signore si adirò con il popolo: ed aborrì la sua eredità. E li consegnò nelle mani dei loro nemici secolari: e quelli che avevano odiato i cristiani per 2000 e 1400 anni avevano dominio su di loro”.

Il disastro dell’Europa avviene con il permesso di Dio. Naturalmente, la soluzione sta nel rivolgersi a Dio: versetto 44, “E vide quando erano nella tribolazione, e udì la loro preghiera, (46) e fece loro trovare grazia, presso tutti quelli che li avevano fatti prigionieri. (47) Salvaci, Signore Dio nostro, e raccoglici di mezzo ai vostri nemici  . . .”

Sua Ecc. Mons. Richard Williamson


( documentazione raccolta da Anonimo Pontino )