venerdì 16 settembre 2016
lunedì 12 settembre 2016
E' l'Europa la nuova Babilonia?
E' l'Europa la nuova Babilonia?
aymon de albatrus
“3
Quindi egli mi trasportò in spirito in un deserto, e vidi una donna che
sedeva sopra una bestia di colore scarlatto, piena di nomi di bestemmia
e che aveva sette teste e dieci corna. 4 La donna era vestita di
porpora e di scarlatto, era tutta adorna d’oro, di pietre preziose e di
perle, e aveva in mano una coppa d’oro piena di abominazioni e delle
immondezze della sua fornicazione. 5 Sulla sua fronte era scritto un
nome: «Mistero, Babilonia la grande, la madre delle meretrici e delle
abominazioni della terra». 6 E vidi la donna ebbra del sangue dei santi e
del sangue dei martiri di Gesú. E, quando la vidi, mi meravigliai di
grande meraviglia.” (Apo 17:3-6)
E' l'Europa la donna di Apocalisse? Le Profezie in Daniele 2
e 7 indicano che qualcosa assomigliante al vecchio il Santo Romano
Impero sarà la forza dominante nel mondo al ritorno del Signore.
Mettendo assieme Daniele e Apocalisse tante interpretazioni indicano che
l'Europa è una forte candidata per soddisfare questo ruolo. Certamente
se mettiamo assieme i tanti simboli associati con Europa Unita (EU) è
difficile non apprezzare le associazioni. Qui presentiamo qualcuno di
questi simbolismi.
La Bandiera:
La
bandiera EU consiste di 12 stelle, ispirate dall'aureola di 12 stelle
che sono attorno alla testa della Madonna in statue e dipinti
Cattolici. Un precedente segretario generale del Concilio d'Europa,
Leon Marchal, affermò che le stelle erano quelle della "donna di
Apocalisse". Entusiasticamente spiegò: "E' meraviglioso che siamo
ritornati all'introduzione della nuova Messa dell'Assunzione E' la
corona stellartum duodecim (corona di dodici stelle) della donna di
La
EU, che ha 25 membri nazioni, ha confermato che il numero di stelle
rimarrà sempre 12, questo indica che le stella non rappresentano le
nazioni. Il numero rimarrà 12 indipendentemente di quante nazioni
entreranno nella EU.
L'Inno Europeo.
Il
nuovo inno dell'Europa è "Ode di Gioia" Che è il preludio all'ultimo
movimento della nona sinfonia di Beethoven. Ufficialmente l'inno è "Ode
di Gioia" ma in realtà è ritenuto come "Ode alla Libertà" nel senso di
comunità e pace fra Lev 25 nazioni che hanno deciso di unirsi assieme e la altre che decideranno lo stesso.
Da
notarsi che "Ode di Gioia" non è poi tanto innocente come la gente
crede. Le liriche, di un'uomo chiamato Friedrich von Schiller, si
riferiscono all'entrata di un santuario di una dea pagana e l'unire
tutti gli uomini in fratellanza attraverso la magia. Infatti, l'Europa
sta abbandonando velocemente il Cristianesimo e muovendosi a grande
velocità verso una società pagana guardando sempre più alla magia, il
suo inno è proprio adatto. Anche la proposta Costituzione ha
deliberatamente fatto nessuna referenza a Dio, così negando il suo
fondamento sulla Cristianità.
La costituzione
dell'EU non fa nemmeno menzione del Cristianesimo come eredità culturale
dell'Europa, mentre allo stesso tempo, include ampie referenze alle
civiltà Greche e Romane, alla eredità filosofica dell'illuminismo. I
rappresentanti del governo dell'EU giustificano questo pensiero
revisionistico della storia nel pretendere che qualsiasi menzione dei
valori Cristiani darebbe fastidio alla popolazione Mussulmana in
Europa.
Qui
vediamo un moneta Italiana commemorativa di euro raffigurante Europa
sulla bestia tenendo in mano una penna e la costituzione dell'Europa.
Chiaramente significando che la costituzione europea non è data da Dio
ma da una dea pagana, più chiaro di cosi non se po'.
La donna che cavalca le bestia
Un'altra cosa rivelante viene usata in congiunzione con l'EU è quella di Apocalisse 17
dove la "madre delle meretrici" è presentata cavalcando una bestia.
Questo simbolo è usato per rappresentare l'EU. Per esempio, per
commemorare le prima elezioni al Parlamento Europeo nel 1979, la Gran
Bretagna pubblicò un francobollo raffigurante un disegno di una donna su
una bestia.
Naturalmente questa rappresenta la
mitica Europa: nella mitologia Greca, secondo la leggenda, Giove si era
innamorato di Europa e decise di sedurla o di possederla. Si trasformò
in un toro e si mischiò con le mandrie del padre di Europa. Mentre
Europa e le su ancelle raccoglievano fiori ella vide il toro e
avvicinandosi comincio ad accarezzarlo ed eventualmente lo cavalcò.
Giove colse l'occasione e corse al mare e nuotò, con Europa su di lui
fino all'isola di Creta. Là egli rivelò la sua vera identità ed Europa
divenne la prima regina di Creta. Più tardi, Giove ricreò la forma del
toro nelle stelle che furono da allora conosciute come la costellazione
Taurus.
Sicuramente questa è la fonte di questo
simbolo così prominente nei palazzi di potere nell'EU, ma la
similitudine con la donna di Apocalisse 17 non si può dimettere.
Qualche esempio di rappresentazione di Europa nell'EU.
Torre di Babele
L'Europa
si è messa in diretta opposizione a Dio. Sta' lentamente (non tanto)
cambiando le leggi per espellere fuori da essa la Chiesa Cristiana, e
non ne fa' alcun segreto. Un sorprendente cartellone è stato emesso
dall'EU, esponendo la Torre di Babele con lo slogan "Tante Lingue, Una
Voce." Per assicurarsi che il punto di connessione con l'EU non fosse
perso una gru sullo sfondo è incluso per dimostrare che la torre viene
ricostruita. La Biblica torre di Babele fu costruita in ribellione a
Dio, l'uomo come Lucifero voleva essere libero da Dio e anche come Lui
(odi di ode di gioia): “E dissero: «Orsù,
costruiamoci una città e una torre la cui cima giunga fino al cielo, e
facciamoci un nome, per non essere dispersi sulla faccia di tutta la
terra».” (Gen 11:4)
Cosa pensate la ricostruzione della torre significhi? Sicuramente
ricostruire la torre della ribellione è per loro "libertà" visto che la
decadente Europa dice: "Dio è morto".
Il parlamento Europeo a Strasburgo fu
modellato so un dipinto fatto nel 1563 della Torre di babele da Pieter
Brueghel the Elder un pittore fiammingo del Rinascimento Nordico.
E'
difficile sfuggire la nozione che la seconda Babilonia viene adesso
ricostruita in Europa, e quelli che vogliono seguire Nimrod sono
riusciti a costruire un edifico del Parlamento a Strasburgo, Francia, il
cui pezzo centrale è una enorme replica della incompiuta torre di
Babele. Infatti questo edificio è comunemente riferito come: "la Torre
di Eurobabele."
Questo edificio conosciuto come
Louise Weiss Building sembra incompiuto, naturalmente, perché fu
costruito con il proposito di espressamente somigliare alla torre di
Babele come espressa nel dipinto di Brueghel. Le similitudine di
fattezza sono impressionanti.
Le profezie della Scrittura si stanno avverando sotto i nostri occhi, per quelli che hanno occhi per vedere!
La scena mondiale sembra sia
pronta per l'emergenza di un sistema politico globale (l'EU), un sistema
economico globale (l'euro) e un sistema religioso globale (il movimento
ecumenico). L'EU sembra soddisfare tante delle profezie sul quarto
regno che ha da venire, dal quale nascerà l'Anticristo agli ultimi
tempi. Infatti ci sono piani in atto per una presidenza dell'EU che
rimpiazzerebbe quella corrente di 6 masi a rotazione, creando così un
potente leader internazionale con grande influenza all'ONU e nel globo,
Il nuovo presidente sarebbe eletto dai capi dei vari governi dell'EU e
avrebbe ufficio per 5 anni, o più, certi parlano di elezione a vita.
Cosa si vuole fare è un potente presidente dell'EU come capo del governo
Europeo con pieni poteri legali e con potere esecutivo, togliendo i
"dritti sovrani" delle singole nazioni.
Solo col
tempo si vedrà, ma i segni ci sono e ci dovremmo preparare per il
ritorno del vero Re, il nostro Signore. Vieni Signore, vieni presto.
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giovedì 8 settembre 2016
I MARTIRI DI TRIESTE DEL 1953
PER TRIESTE ITALIANA
I moti per Trieste Italiana
1 giugno 1953: 3.000 alunni delle scuole triestine formano il tricolore più grande del mondo.

Il 3 novembre 1953 la bandiera italiana, nel 35°
anniversario dell’ingresso degli Italiani a Trieste dal 1918 e festa di
San Giusto, viene issata sul Municipio di Trieste a seguito della
Dichiarazione Bipartita dell’8 ottobre, ma subito dopo viene rimossa
dagli Americani.
Si formano cortei di protesta nella città, e nel
pomeriggio uno studente issa una bandiera italiana sul m onumento a
Domenico Rossetti davanti al Giardino Pubblico.
La folla viene dispersa, e la polizia civile della zona
A, reclutata dagli Inglesi tra gli elementi sloveni o filoslavi, rimuove
la bandiera.
Il 4 il Generale inglese filoslavo Sir Thomas Winterton,
Governatore di Trieste, impone al Sindaco Gianni Bartoli di rimuovere
il tricolore issato in vetta al Municipio di Trieste.
Bartoli coraggiosamente rifiuta, e il vessillo è rimosso
dagli Inglesi. Alla stazione ferroviaria di Trieste si forma un corteo
di mille persone, molte delle quali di ritorno dal Sacrario di
Redipuglia, dove si è svolta l’annuale cerimonia commemorativa.
La folla si ingrossa e un grande corteo arriva in Piazza
Unità e cerca di issare nuovamente il tricolore sul Municipio. Cortei e
incidenti si svolgono in varie zone della città (Via Carducci, Piazza
Goldoni, Piazza San Giovanni e Viale XX Settembre). La polizia disperde i
dimostranti. Hanno luogo battaglie contro la polizia a colpi di pietre.
Il 5 riaprono le scuole. Gli studenti entrano subito in
sciopero e formano un corteo che arriva fino in Piazza Sant’Antonio.
Arriva anche la polizia, che è accolta a lanci di pietre. I poliziotti
reagiscono con idranti e manganelli, e picchiano gli studenti
rifugiatisi dentro la chiesa di Sant’Antonio.
Incidenti scoppiano in tutta la città. Nel pomeriggio,
il Vescovo di Trieste Antonio Santin si reca in processione a
riconsacrare il tempio di Sant’Antonio, massima chiesa della città. La
polizia, giunta sul posto è accolta a pietrate. La polizia, al comando
di ufficiali inglesi, apre il fuoco ad altezza d’uomo e uccide due
persone, una delle quali è il quattordicenne Pierino Addobbati. In città
si verificano tumulti e assalti alle sedi anglo-americane, incendi e
devastazioni di automezzi della polizia.

Il 6 riprendono i tumulti e gli incendi delle auto della
polizia civile. Alcuni poliziotti vengono malmenati e disarmati. La
polizia apre il fuoco per difendere gli edifici del Governo Militare
Alleato. In tarda mattinata un’enorme folla converge in Piazza Unità, e
dà l’assalto alla Prefettura. La bandiera italiana è issata sul
Municipio e sul palazzo del Lloyd Triestino. I Triestini lanciano bombe a
mano sulla Prefettura. Intervengono truppe inglesi in assetto di
guerra.Gli Americani si chiudono invece nelle caserme. La polizia apre
il fuoco ad altezza d’uomo. Quattro Triestini sono uccisi. Nel tardo
pomeriggio la tensione si allenta. Titoli di scatola sui giornali di
tutto il mondo sulla situazione di Trieste.
Dura nota di protesta del Governo italiano ai Governi
inglese ed americano, cortei e manifestazioni in tutta Italia. Gli
Americani prendono le distanze dagli Inglesi, affermando che la polizia
civile triestina ha agito sotto ordini britannici.
I nomi dei caduti, tutti e sei soci della Lega Nazionale Italiana:
• Montano Saverio• Paglia Francesco
• Addobbati Pierino
• Manzi Leonardo
• Bassa Erminio
• Zavadil Antonio
Il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha
concesso la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria dei sei Caduti
del novembre 1953. La Lega Nazionale, promotrice di questa richiesta,
esprime viva soddisfazione per il riconoscimento del loro estremo
sacrificio.

5 e 6 novembre 1953:
Ricordiamo gli eroi Pietro Addobbati, Antonio Zavadil, Francesco Paglia, Saverio Montano, Erminio Bassa e Leonardo Manzi
Ricordiamo gli eroi Pietro Addobbati, Antonio Zavadil, Francesco Paglia, Saverio Montano, Erminio Bassa e Leonardo Manzi
05/06.11.1953 - Già da tempo, la città di Trieste, a
pochi chilometri dal confine sloveno, era in fermento. La popolazione
era preoccupata sul futuro della città e sul probabile passaggio alla
Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. La situazione degenerò nei
primi giorni del novembre 1953. Il 3 novembre, in occasione del
trentacinquesimo anniversario della Vittoria con l’ingresso degli
italiani a Trieste e festa di San Giusto, patrono della città, sul
Municipio fu issata la bandiera italiana ma subito rimossa e poi data
alle fiamme dalle autorità militari americane nonostante il coraggioso
rifiuto del Sindaco Gianni Bartoli su disposizione del Generale inglese
filo – slavo Thomas Winterton. Il 4 novembre intorno alle quindici e
trenta, un gruppo di circa duecento giovani triestini, la maggior parte
proveniente dalle cerimonie svolte nel cimitero di Redipuglia, uno dei
sacrari militari più grandi d’Italia e del mondo con oltre centomila
caduti della Grande Guerra, si radunò alla stazione ferroviaria
muovendosi verso Piazza Unità intonando l’inno nazionale italiano e
sventolando il tricolore. Durante il tragitto si fermarono proprio
davanti al Municipio chiedendo nuovamente di issare la bandiera

italiana. La polizia civile, guidata dal maggiore
inglese Challagan rispose alle provocazione, caricando la folla.
Incidenti in varie zone della città, da via Carducci a Piazza Goldoni,
da Piazza San Giovanni a Viale Venti Settembre. Il primo episodio grave,
il 5 novembre. Con la riapertura delle scuole, numerosi studenti,
provenienti anche dai paesi limitrofi, aderirono in massa alla rivolta,
ingrossando notevolmente il corteo. Intorno alle nove la polizia decise
di intervenire con l’uso di camionette con idranti per disperdere la
folla. Una carica violenta avvenne davanti alla chiesa di San Antonio
Nuovo. Alcuni dimostranti, per cercare rifugio, entrarono in chiesa. I
poliziotti, dopo aver sfondato il portone con la camionetta, caricarono
la folla con manganelli e esplosero alcuni colpi di fucile. Numerosi
feriti, tra i quali anche fedeli che si erano riuniti per celebrare la
Santa Eucarestia. Con lo spargimento di sangue e secondo un regolamento
ecclesiastico, la chiesa doveva essere di nuovo consacrata. La cerimonia
fu fissata per lo stesso giorno alle ore sedici e trenta. Mentre il
Vescovo, Antonio Santin, si recava in processione per la consacrazione
del tempio, la Polizia giunse sul posto e fu accolta da un fitto lancio
di pietre. Altre fucilate, ma questa volta a cadere sul selciato due
persone, Pietro Addobbati, quindici anni, e Antonio Zavadil,
cinquant’anni, portuale. Il secondo episodio grave, il 6 novembre. La
folla sempre più inferocita si diresse verso il Quartier Generale del
Fronte Indipendentista della Jugoslavia per chiedere l’esposizione

della bandiera italiana a mezz’asta sul Municipio. La
polizia intervenne all’istante aprendo nuovamente il fuoco sulla folla. I
cittadini di Trieste Francesco Paglia, ventiquattro anni, responsabile
del Fronte Universitario di Avanguardia Nazionale ed ex bersagliere
della Repubblica Sociale Italiana,Saverio Montano, cinquant’anni,
Erminio Bassa, cinquantadue anni, portuale, e Leonardo Manzi, quindici
anni, studente ed esule, fiumano furono uccisi. Il giorno dopo si
svolsero i solenni funerali nella Cattedrale di San Giusto alla presenza
di centocinquanta mila triestini ma anche cerimonie in altre parti del
paese come a Roma con la presenza di tutti i ministri di Governo. Cortei
e manifestazioni di protesta si tennero in tutta l’Italia. Il P

residente del Consiglio, Giuseppe Pella, chiese ed
ottenne scuse ufficiali dagli Alleati, anche se le autorità americane
presero subito le distanze dalle autorità inglesi, affermando che la
Polizia triestina aveva agito sotto ordini britannici. La tensione era
alle stelle tra Italia e Jugoslavia. Le truppe italiane furono schierate
sull’Isonzo per difendere il territorio. Lo stesso per la Jugoslavia.
Dopo febbrili consultazioni tra Londra, Washington, Roma e Belgrado la
situazione ritornò alla normalità evitando cosi un probabile conflitto
mondiale. Dopo tre anni dalla rivolta, il 9 novembre del 1956, la città
di Trieste fu insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare. In
occasione del cinquantesimo anniversario fu pubblicato un libro dal
titolo “I Ragazzi del ‘53” presso l’Università di Trieste e una targa
dedicata a Francesco Paglia, studente universitario. Soltanto il 22
ottobre del 2004, su richiesta della Lega Nazionale, Provincia e Comune
di Trieste, il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi,
conferì alle sei vittime degli incidenti la Medaglia d’Oro al Merito
Civile.
ONORE E GLORIA AGLI EROI !



lunedì 5 settembre 2016
LA LITURGIA DELLA BUGIA
La liturgia della bugia
di Luigi
Bellazzi
Oggigiorno abbiamo la "fortuna" di vivere in un momento di crisi epocale.
Non solo dal punto di vista dell’economia: "oggi peggio di ieri e meno peggio
di domani", ma soprattutto dal punto di vista morale. Viviamo un momento storico
in cui la regola è diventata: "fare apparire il bene, per fare passare il
male".
Adesso è possibile grazie alla gravità del momento, avere l’occasione di poter "trasformare
la difficoltà in opportunità".
Questo infatti non è solo il momento della crisi dell’economia, questa crisi è
il sintomo del fallimento della democrazia.
Quando tutti rubano (ed è ladro anche chi tiene il sacco…) non è che tutti siano
ladri, è il sistema democratico che costringe tutti ad essere "ladri ".
Ogni critica per essere credibile deve essere preceduta da una sincera
autocritica. Sgombriamo quindi il campo da equivoci, dichiarare la morte della
democrazia, non significa far risorgere il fascismo. Gli stati etici: fascismo,
nazionalsocialismo, comunismo, sono tutti al momento irrimediabilmente defunti.
La inevitabile guerra fratricida, tra comunismo e fascismi. L’Unione Sovietica
già negli anni ’40 aveva un miliardo di cinesi alle spalle, sui 4 mila
chilometri di confine con la Siberia che costringevano l’allora URSS ad
espandersi in Europa. La guerra civile tra gli stati etici, almeno per qualche
altra generazione, ne impedirà il risorgere. La domanda ora da porsi è: falliti
i fascismi, fallito il comunismo, fallita la democrazia, che fare? La
risposta potrebbe essere: una democrazia integrata da valori etici.
Uno Stato che al proprio interno rispetti il principio di legalità,
mentre per l’esterno affermi il principio dell’interesse nazionale.
L’Italia in politica estera non potrà che avere un ruolo ancillare (pagheremo
per secoli la vigliaccheria dell’otto Settembre ‘43) rispetto ad una Grande
Potenza (la grandezza di un popolo la si misura con la sua capacità di
resistenza). Seguendone le sorti nel bene e soprattutto nel male. La Grande
Potenza "mediterranea" che prenderà a breve il ruolo guida che era stato degli
USA, piaccia o no, sarà lo stato ariano dell’Iran. Nelle scuole a partire dalle
elementari, sarebbe bene abbandonare da subito l’insegnamento dell’inglese a
favore della lingua farsi.
Ottanta milioni di iraniani, inseriti in un’area di mezzo miliardo di abitanti,
sono il futuro dell’Italia, dobbiamo però scrollarci di dosso l’oceano di bugie
imposti dai vincitori ai vinti.
É una strada nuova (la "democrazia corretta") facile a dirsi, difficile a
praticarsi.
Si dovrebbe tanto per iniziare, riconoscere storicamente l’Onore militare ai
vinti, smetterla con la "menzogna di Ulisse" e con il "male assoluto". Prevedere
che non esista alcun diritto se prima non si sia adempiuto a tutti i propri
doveri verso la Comunità di destino, la Patria. Farla finita con l’equivoco di
essere socialisti per i diritti (diritto alla casa, diritto alla
salute, diritto al lavoro, diritto di qua e diritto di là) e liberisti
per i doveri (lavoro per quel che mi paghi…).
Termometro veronese per misurare la crisi dell’economia è la quotazione delle
azioni del Banco Popolare (dal 1867 il salvadanaio dei risparmi per le famiglie
veronesi). Otto anni fa le azioni del Banco valevano 38,7 Euri. Oggi poco meno,
poco più di 20 centesimi (nel 2013 dieci azioni erano state accorpate in una,
quindi gli odierni valori formali di borsa vanno divisi per dieci). Duecentomila
risparmiatori italiani, di cui 50 mila veronesi, hanno visto polverizzati i
risparmi di una vita. Un’ ottima occasione per fare una riflessione sul passato
e inventarsi un nuovo modo di fare banca: "Banca che sia solo banca".
Scrive Galli della Loggia su "il Corriere della Sera" 07/08/16: "…La crisi del
nostro sistema bancario non è solo un fatto economico, è anche un capitolo di
storia sociale… É una storia di gruppi di comando locali installatisi
alla testa degli istituti… Sono in genere formati da qualche imprenditore non
sempre brillantissimo… campioni del notabilato… (hanno n.d.r.)
depredato decine di migliaia di loro più o meno incolpevoli concittadini… lo
hanno fatto per arricchirsi sempre di più… Questa voglia mai sazia di potere..,
l’ovvia convinzione dell’impunità… di farla franca in ogni caso…".
Ci manca solo il codice fiscale e il numero di scarpe di Paolo Biasi e di Carlo
Fratta Pasini poi il ritratto dei "campioni del notabilato" veronese è completo.
Fratta e Biasi i "poteri forti"? Non esistono "poteri forti", esistono solo
uomini deboli che non hanno il coraggio di combatterli.
Nel frattempo tangenti a iosa per tutti, per tutti i partiti. Poi (sempre dopo)
scoppiato lo scandalo, Cacciari, il Sacerdote della sinistra onesta, illuminata
ed intelligente (si fa per dire), ci veniva a pontificare che le maree
devastanti a Venezia erano quelle superiori al metro e sessanta. Aggiungeva poi
(ancora poi, mai prima) il Divo Massimo che il M.o.s.e. avrebbe messo al riparo
per le maree alte fino ad un metro e sessanta. Succo postumo di Massimo
Cacciari: il M.o.s.e. per salvare Venezia, non serviva ad un cazzo (poteva
gridarlo subito. O no?).
Altro "cavallo di troia", l’immigrazione. Col pretesto del povero bambino che
muore di fame, o annegato, del dovere di dare accoglienza e/o asilo politico a
chi fugge da guerre (ma non si chiamavano disertori?), carestie (ma non dovrei
rimanere a casa mia col mio badile e con la mia spada?) e persecuzioni (chi è
perseguitato e chi è persecutore?), vengono oggi deportati (grazie alle sirene
delle TV satellitari) interi popoli sradicandoli dalle loro terre, dalle loro
tradizioni, dagli equilibri millenari con l’ambiente circostante, per portare
quei popoli in Europa e trasformarli in torme di randagi consumatori. Ma quale
asilo politico, l’unica persona in Europa effettivamente meritevole di asilo
politico per essere stato perseguitato per le sole idee manifestate, è
l’avvocato Horst Mahler. Mahler per avere sostenuto che storicamente l’olocausto
(inteso come sterminio programmato di 6 milioni di ebrei) non è mai esistito, è
stato messo in prigione.
Libertà di pensiero? Dieci anni di galera al vecchio Horst (Fondatore delle
"Brigate rosse" tedesche)! A settanta e passa anni ad Horst Mahler è stata
amputata una gamba in carcere.
Intanto abbiamo i nuovi "martiri", gli affaristi che siedono nei Consigli di
Amministrazione di Banche e Assicurazioni. Abbiamo gli attori che si esibiscono nella
quotidiana ed ostentata recita di povertà e dolcezza francescane, per poi
trasformarsi in docili e spietati strumenti della finanza internazionale
ebraica, burattini del Burattinaio Larry Fink, Amministratore Delegato e
"proprietario" di Black Rock, il fondo che gestisce un patrimonio di 4700
miliardi di dollari in partecipazioni (più del doppio del p.i.l. italiano!).
Gli esempi del "bene peloso" che nasconde turpi interessi lo abbiamo visto in
tutto il panorama politico con "Mafia Capitale".
Con il pretesto di salvare dal naufragio i poveri migranti, la Marina Militare ha
chiesto un finanziamento straordinario per varare una costosissima portaerei
(non bastavano quattro gommoni da altura?) strumentalmente destinata a salvare i
migranti ma di fatto destinata a varare tangenti per Ammiragli felloni.
Certamente si risparmierebbero denaro e perdite di vite umane. Ma
così facendo, i paladini dei poveri a braccetto con la Finanza dei ricchi
perderebbero la spettacolarizzazione della tragedia: le migliaia di affogati, i
bambini venduti dalle famiglie per contribuire allo spettacolo sempre più
straziante dei naufragi andando così a tappare la bocca di chi si opponga
all’immigrazione.
Gli imperi Coloniali un tempo privilegiavano le fonti di produzione (Colonie);
poi gli Stati democratici hanno privilegiato le fonti di consumo (mercati);
Adesso la finanza internazionale e mondialista per sostenere l’economia
liberista basata sulla spesa e sui consumi, se vuole far crescere i consumi deve
aumentare il numero dei consumatori. Con una Italia in pieno calo demografico.
Nel n. 7 del 2016 di Limes, pag.12: "L’Italia sta cambiando pelle. Per la prima
volta in 90 anni la popolazione residente è diminuita (- 130.061unità)… Seguendo
le tendenze attuali, compresa un’immigrazione netta intorno alle 100 mila unità
annue, nel 2050 ci ridurremo a circa 57 milioni (rispetto agli attuali
60.665.551 residenti n.d.r.)…"
Allora eccoti la ricetta per sostenere i consumi: gli immigrati. Due piccioni
con una fava: la fava dell’immigrazione da un lato fa aumentare il numero dei
consumatori, dall’altro lato contribuisce ad indebolire l’Europa attraverso la
perdita della propria identità.
Nel frattempo gli Stati Uniti a casa loro tengono ben separato con muri e
reticolati il confine con il Messico per impedire l’ingresso di clandestini.
C’era chi ammansiva gli schiavi di ieri per sostenere i Colonizzatori. Oggi i
portatori del bene assoluto, continuano ad ammansire i nuovi schiavi di oggi
(gli immigrati consumatori).
La felicità non la si misura in base al reddito pro capite, ma in base
all’equilibrio dell’uomo con l’ambiente che lo circonda.
Non è un caso che la percentuale più alta di suicidi la si riscontra nelle
società con i redditi più alti. Viceversa nelle comunità tribali, economicamente
poverissime, il suicidio non esiste.
Quel carrozzone schifoso della F.A.O. spende più in stipendi che in erogazioni!
Mica per niente la Boldrini faceva la strapagata portavoce della F.A.O.:
alberghi a cinque stelle, telecamere al seguito, sguardo addolorato al momento
delle riprese ed ecco confezionata la missione umanitaria del momento.
Noi viviamo quotidianamente la liturgia della bugia.
Strapagare chi fa politica, il costo della democrazia…. Tutte balle, pagare ai
politici stipendi 8/9/10 volte superiori al reddito percepito prima di essere
eletti significa renderli schiavi dell’incarico parlamentare. Quando il politico
prima di essere eletto guadagnava 8/9/10 volte di meno era costretto a riciclare
le scarpe dal figlio più vecchio a quello più giovane, vacanze nella pensione
"Maria onta", caffè contati, vestiti consunti. Poi, dopo l’elezione per quattro
anni la famiglia può vivere senza problemi economici. Chi è quel marito, quel
genitore, quel parlamentare o consigliere regionale che dopo 4 anni rinunci
spontaneamente ad essere rieletto ed ha la forza d’animo per dire alla propria
famiglia: ritorniamo poveri, torniamo a riciclare scarpe e vestiti?
Il pianto greco
Questa lagnanza insistente e molesta, questo chiedere ogni giorno più fondi, più
mezzi. Non ci si vuole rendere conto che la situazione dell’economia è sempre: "oggi
peggio di ieri e meno peggio di domani"
Il perché è molto semplice, anche se fa ribrezzo a dirlo.
La prima economia in Italia era il "nero", ovvero i denari sottratti allo stato
con l’evasione fiscale. Con la ruberia in servizio permanente effettivo è una
cialtronata affermare:" Se paghiamo tutti (le tasse), tutti pagheremo meno".
Più democrazia, più eletti, regioni, circoscrizioni etc. etc. hanno comportato
sempre più ruberie. Politici di destra, di centro come di sinistra. Basti vedere
cosa sta accadendo a Roma tra i 5 Stelle e l’appena eletta Sindaca Virginia
Raggi.
La democrazia è la sifilide dello spirito.
Fino ad una decina di anni fa, la regola nel privato era che le ore
straordinarie venissero pagate in nero. Con quei compensi "esentasse", marito e
moglie pagavano le rate del mutuo per la casa, pagavano le vacanze, l’auto, la
benzina etc. Non scordiamo che con quella economia "banditesca", nei primi anni
’60 l’Italia realizzava 1.200 chilometri di Autostrada del sole. Adesso non
abbiamo nemmeno i mezzi per ripararne le buche.
Non c’è dubbio che un’opera pubblica (es. un ponte, una strada) abbia un effetto
moltiplicatore della ricchezza cento volte superiore rispetto ad un opera
privata (es. una casa in proprietà), ma se quella strada dopo poco deve essere
chiusa per le buche che si manifestano, o se il traffico sul ponte deve essere
interrotto per minaccia di crollo del viadotto, beh allora l’effetto
moltiplicatore si converte in demoltiplicatore (invece di ridurre i tempi
di percorrenza, buche e crolli quei tempi li allungano!). Quindi l’opera
pubblica invece di creare ricchezza produce "povertà". E questo accade perché il
politico (tutti i politici, nessuno escluso) per essere rieletto deve
privilegiare la preferenza rispetto all’investimento nell’opera pubblica. Il
consenso costa e allora via con le tangenti. Elementare, fin troppo elementare.
All’epoca del "nero diffuso", i più onesti tra i
"finanzieri" raddoppiavano lo stipendio con il secondo lavoro pomeridiano
(ovviamente in nero), i poliziotti facevano i buttafuori nelle discoteche o i
gorilla per le famiglie facoltose a rischio rapimento.
Questa però era l’Italia dell’Autostrada del
Sole.
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