domenica 18 giugno 2017

Avvocato Edoardo Longo

LE TOGHE DI SUPERCIUK E LE AFFINITA' ELETTIVE 

 Avvocato Edoardo Longo


Antefatto.

I nostri lettori, abituati ormai da tempo ai comportamenti da Banda Bassotti del mondo giudiziario, di certo non si stupiranno della vicenda, assolutamente vera, che sto per narrar loro oggi.

Si tratta del seguito ideale ( ideale ? Si fa per dire, è una vicenda assai vomitevole..) di quanto già narrato nel post “ e le stelle stanno a guardare” (http://edoardolongo.blogspot.it/2017/05/e-le-stelle-stanno-guardare.html ), che tanto interesse e tanto disgusto ha suscitato nel web..

Ormai  i miei Lettori conoscono tutto di difese d’ ufficio, pagamenti di parcelle da parte dello Stato, tarocchi giudiziari per fregare il pagamento agli “avvocati dei poveri” ( e poveri loro stessi, of course..) .

La vicenda che sto per narrarvi , uno dei top della classifica del disgusto , è assolutamente autentica ed è incorsa al sottoscritto, iscritto da una vita all’ albo dei difensori d’ ufficio. Ve la renderò più accattivante ( cioè : più vomitosa…) pubblicando anche documenti autentici, giusto per tacitare quegli ingenui che “ non è possibile che l’ ordine giudiziario si comporti così..”

Tutto ebbe inizio alcuni anni fa presso il Giudice di pace di Pordenone. Precisamente il giorno 4 ottobre 2013, giorno in cui il clandestino Cuka Eduart , di incerta origine, probabilmente albanese, doveva presentarsi avanti al giudice di pace a rispondere del reato di ingresso clandestino nel Bel Paese .

Il Cuka, ovviamente, rimase uccel di bosco…

Per difetti vari di notificazioni di atti, oziose questioni processuali, ascoltato sui fatti l’ agente dell’ ufficio immigrazione della Questura pordenonese, il processo si trascinò stancamente per circa tre anni, e , dopo sei udienze, si concluse nel febbraio 2016 con una condanna a 5.000 euro di ammenda, che certo hanno terrorizzato il Cuka che nel frattempo si era reso introvabile a tutti.

Ma non è della vicenda giudiziaria che vogliamo intrattenere i nostri lettori, né sulla italica giustizia del Bel Paese, quella che condanna i clandestini ad ammende inesigibili di cui si fanno un baffo e nel contempo si preoccupa di  garantire “ una morte serena a casa” a un ceffo come Riina aduso sciogliere i bambini nell’ acido.

No….Vorrei che vi metteste un attimo nei miei panni, nei panni del difensore d’ ufficio.

Avete lavorato, no ? Avete impegnato un po’ del vostro tempo – circa tre anni e  sei udienze – a difendere un imputato che non si sa dive sia e di cui è incerto anche il nome ? Avrete il diritto ad essere pagati, no ? Mica tale diritto compete solo ai pelandroni tutelati dalla Camusso, no ?

Immagino che sarete tutti d’ accordo nel ritenere che sia un affare serio farsi pagare da un albanese clandestino, uccel di bosco….

Beh, vero… per fortuna che c’è lo Stato, che , come sapete, retribuisce, magari un po’ alla buona, i difensori d’ ufficio che con il loro lavoro ingrato tengono alto il buon nome dello Stato di Diritto…

E così, anche questa volta, stante la irriperibilità del sior Cuka , ho chiesto allo stato di metter mano al portafoglio…

Francamente, non sono stato esoso , ho chiesto una parcella modestissima, nonostante si sia trattato, in fondo, di un processo durato tre anni : ecco qua la parcella :



Mi sono limitato a chiedere 600 euro, sapendo anche che in genere poi le parcelle vengono decurtate di un terzo..

Meno di 40 euro per ogni udienza : di gran lunga di meno del costo di un idraulico per un intervento di riparazione dello sciacquone del cesso che perde in casa del Signor Giudice….

Alla fine mi sarei pure accontentato degli 80 euro che il PD elargisce a pioggia ai suoi elettori… giusto un rimborso spese per la perdita del mio tempo, che forse vale anche un po’ di più dei 30 euro che questo stato di merda regala ai pelandroni africani che va importando per sostituire gli Italiani…

Non ho avuto neanche quelli.


Una probatio diabolica….

Ecco come è andata la italica giustizia, quando non si ha la copertura del PD o di qualche loggia….

Finisce il processo nel febbraio 2016. Neanche sognarsi di cercare il sior Ceka per essere retribuito. Non lo troverebbe neanche l’ Interpol. Di sicuro neanche la Questura italiana, che già fin dall’ inizio lo aveva dichiarato “ irreperibile”.

Così, nel febbraio 2016, ho inoltrato la richiesta di pagamento allo Stato italiano. Settore “ giustizia” : quello che ha tanto a cuore la vecchiaia di Riina e non garantisce neanche la pensione agli Italiani….

Il giudice di pace non ha avuto fretta di rispondere alla mia istanza.

Nel febbraio 2017 , un anno dopo, non aveva ancora risposto.

Poichè non ero morto, con molto garbo e cortesia, inviai allora una lettera di sollecito in cui esordivo , come garbo per me inaudito : “ confidando di non apparire petulante..”

Il Giudice allora, replicò con una ordinanza  con cui respingeva la mia richiesta .

Degna di nota la data della ordinanza  : di pochi giorni antecedente la mia istanza : in tutta evidenza il Giudice si vergognava di aver lasciato passare un anno e decise così di auto- assolversi con un piccolo peccatuccio veniale di anticipazione di data, rispetto alla decisione, che mi venne notificata una settimana dopo la mia istanza.

Immagino vogliate sapere cosa abbia deciso  : niente paura, ora vi riassumo il suo significato, al di fuori del burocratese giudiziario che sa tanto di Latinorum di Manzoni…

Benissimo. Cerchiamo allora di chiarire cosa dice il giudice. Il giudice non respinge e non accoglie la istanza, secondo il miglior stile levantino della italica burocrazia.. Dice che essa è subordinata a due condizioni.

Tutto qui ? con un solo problema : si tratta di condizioni irrealizzabili, fuori della portata del richiedente, assolutamente non previste dalla legge  e quindi illegittime. Il solo scopo di imporre queste condizioni non previste dalla legge è quello di non liquidare la modestissima parcella richiesta… Si tratta di  eccezioni impossibili da realizzarsi, che la giurisprudenza qualifica appunto  come probatio diabolica, cioè di impossibile realizzazione, al di fuori delle umane possibilità.

Quali sono queste condizioni ?

Prima condizione : il sottoscritto deve provare che l’ imputato, il suo ex assistito, aveva fornito documenti falsi alla polizia.

Seconda condizione : poichè il nome dell’ imputato potrebbe essere falso, essendo stato accertato tramite verifica presso il Dipartimento Penitenziario che esistono vari  detenuti dal nome Cuka Eduart, dimostrare che il vero (?)  Cuka Eduard non è fra quelli in carcere o che questo nome sia falso. Il tutto  perché i vari Cuka in carcere potrebbero essere degli alias, cioè nomi falsi. Una sciocchezza….

Praticamente, sembra il quiz da proporre a un candidato a segretario generale dell’ Interpol, non quanto sia tenuto a dimostrare un povero avvocato che chiede solo  di essere pagato, poichè il suo assistito è uccel di bosco ( qualunque sia il suo vero nome) ed è irreperibile.

Vediamo di capirci : esiste un processo se esiste un imputato, al quale il processo si fa. Ci siamo fin qui ? perfetto.

Se io riesco a reperire l’ imputato , nessun problema. Paga costui, che si chiami Antonio La Trippa o Cuka Eduart.

Ma se io non riesco a reperirlo, allo stato debbo solo dimostrare che ho cercato di trovarlo ( fatto !), che nonostante varie ricerche anagrafiche non ci sono riuscito ( fatto !).

Mica debbo dimostrare se quello per cui è processato è il suo vero nome o no : questo non mi riguarda e non posso neanche desumerlo dagli atti processuali se l’ imputato ( come nel caso di specie) è stato indagato per mancanza di permesso di soggiorno e non per esibizione di documenti falsi. Se lo Stato ( e l’ Interpol) non ha fatto indagini sulla autenticità dei suoi documenti perché non avendo permesso di soggiorno un tanto gli bastava per espellerlo, mica dovrò fare io, misero cittadino privato, questa ricerca , no ? Se fossi in grado di farlo, la regina d’ Inghilterra mi nominerebbe Baronetto d’ Inghilterra e Capo di Scotland Yard con pieni poteri per la lotta al terrorismo straniero, direi….. Non sarei qui a fare l’ avvocato d’ ufficio, no ?

Datemi almeno una sfera di cristallo e potrei tentare di capire se il sior Cuka Edward processato  dal giudice di pace di Pordenone nel procedimento 1679-11 RGNR era dotato di documenti falsi o no…… Ma così mi è impossibile scoprirlo. Non sono dotato di poteri paranormali.

Il giudice ha quindi ( volutamente ) confuso il concetto di irreperibilità ( che significa che tizio non si trova da nessuna parte ) con il concetto di falsa identità : che significa che Tizio, che potrebbe abitare  anche di fronte a casa vostra senza nascondersi, facendosi chiamare Caio.Mica per essere irreperibili bisogna avere pure un nome falso, no ? Sono due concetti perfettamente diversi e distinti. 

Confusione a mio avviso perfettamente e scientemente voluta dal giudice …. Per non pagare….

Che dire poi dell’ altra probatio diabolica ?

“ Poichè in carcere in Italia ci sono vari  soggetti dal nome Cuka Edwart, dimostri il richiedente che il Cuka Edwart di cui si parla non è fra questi, posto che si tratta di nominativi in larga parte  fasulli, cioè alias…Perché se è in carcere è sicuramente reperibile e non si liquida un bel niente al suo difensore d’ ufficio”.

Una sciocchezza…

Ma anche qui c’è rara perfidia nella condizione richiesta.

Infatti, prestate attenzione : in realtà, scoprire se quel Cuka è in carcere o no, non è così difficile : basta verificare da quali autorità è stato posto in carcere, per quali reati e dove è stato arrestato. Sicuramente la scheda identificativa del Cuka del processo pordenonese , a prescindere dalla autenticità o no del nome, è stata trasmessa dalla Questura di Pordenone al Dipartimento Penitenziario , per cui è facilissimo scoprire se fra i venti Cuka in vacanza nei carceri italiani c’è anche il “ nostro”, è un gioco da ragazzi….

Direte : “se è un gioco da ragazzi, di che ti lamenti ? “

Rispondetevi allora a una domanda, la cui risposta il giudice la conosce benissimo : pensate forse che il Ministero degli Interni o il Dipartimento penitenziario fornisca schede segnaletiche e dati identificativi dei detenuti a richiesta dei privati ?

Bravi , avete capito e capite anche perché per e sia impossibile giungere a capo di questo rompicapo…Al Giudice basta mandare un fax al Dipartimento penitenziario per avere una risposta in tempo reale, ma il giudice ha disposto che la ricerca debbo farla io, soggetto privato al quale  è VIETATO dare risposte inerenti questi dati riservati.

In cauda venenum.

Ma il giudice, prima di chiudere l’ ordinanza, deve aver provato un brivido di terrore pensando che il diabolico avvocato Edoardo Longo, noto per non essere aduso farsi fregare le parcelle da nessuno, siano essi la Banda Bassotti o magistrati della repubblica ( c’è qualche differenza forse ?) , forse sarebbe riuscito a superare l’ arcano quesito da Sfinge di Tebe…

E allora giù con un altro quiz  di rara perfidia… C’è sempre il guizzo di coda del serpente , come dicevano anche gli antichi : “ in cauda venenum”….

“ Non basta scoprire se il  Cuka Edwart in oggetto abbia questo nome o no. Non basta scoprire se fra i vari Cuka Edwart in carcere c’è proprio questo o altri. No. Troppo facile . Ricerchi il richiedente se in carcere , oltre ai vari Cuka in oggetto, vi siano o no anche tutti gli altri soggetti sotto il cui finto nome ( “alias”) in Cuka Edwart si è spacciato nel tempo e verifichi il richiedente se essi corrispondono a nome veri di altri o a nomi fittizi del solito Cuka”.

Benissimo, in gioco da ragazzi. Un passatempo  molto in voga fra gli agenti della C.I.A… che ci vuole ?

Ma non vi si insinua anche a voi un sospetto , che è questo ? Come fa il giudice a sapere che vi sono vari Cuka Edwart in carcere ? Come fa a sapere che quel Cuka nella sua carriera criminale ( da non confondere con quella giudiziaria ) ha dato alla polizia vari “ alias”, cioè nomi falsi ?

Ma è evidente !

Il giudice ha già fatto una indagine presso il Dipartimento Penitenziario  e di Polizia ( lui può, mica è un privato cittadino). Se il giudice fosse in buona fede, dovrebbe consegnarmi i dati di questa ricerca e , se proprio vuole, autorizzarmi a completarla io..

Ma come faccio io a sapere dove sono reclusi i vari Cuka e quali alias ha dato la primula rossa albanese alla polizia , per poter andare a chiedere ai vari carceri italiani  “ scusate, è qui recluso un certo XY, sotto le cui mentite spoglie si cela un mio debitore ?”

Come ? pensate che mi tenga nascosto il tutto per impedirmi di accertare presso tutti i carceri d’ Italia e presso tutte le Questure del Bel Paese che questo bel soggetto è introvabile e quindi di dovermi pagare ?

Guarda un po’ .. avevo anch’ io quel sospetto…ma come siamo maliziosi a sospettare della integerrima magistratura italiana !


Affinità elettive.

Ma, in fondo, tutta questa ricerca diabolica alla cui catena impossibile da spezzare il giudice vorrebbe legarmi per non pagarmi , è del tutto inutile, perché il Cuka ( o come diavolo si chiama, non ha nessuna importanza ) , fin dalla prima notifica giudiziaria è stato dichiarato dalla polizia “ irreperibile  in quanto senza fissa dimora”, è stato registrato nel registro degli irreperibili del ministero della giustizia con tanto di scheda identificativa e per le notifiche gli è stato assegnato per legge il domicilio legale – solo formale, chiaro – presso il difensore d’ ufficio.

Ma c’è di più…

Se il Ceka venne già dichiarato irreperibile già all’ inizio del processo, come si è visto, vi è per legge anche una seconda dichiarazione di irreperibilità, che il giudice tiene ben celata, ma gli è ben nota.

Credo che tutti sappiano che, alla fine di un processo, la sentenza va notificata ( cioè comunicata ) all’ imputato, anche quando è assente o contumace.

La legge prevede a questo punto che il giudice , nei confronti di imputati già irreperibili all’ inizio, una nuova ricerca dei soggetti, in modo da verificare se l’ irreperibilità iniziale permane anche alla fine o no. Il tutto al fine di tentare  tutte le strade per informare l’ imputato irreperibile dell’ esito della sentenza, per permettergli di impugnarla.

La sentenza è stata emessa nel febbraio del 2016 e il giudice da grandissimo tempo ( da oltre un anno) ha già provveduto ad effettuare le nuove ricerche e a dichiarare ex novo irreperibile il Cuka tanto è vero che l’ estratto della sentenza per costui è stato notificato a me ( difensore) come previsto per gli irreperibili. Perchè il giudice nasconde questa circostanza e vorrebbe impormi una specie di giro dell’ oca dall’ esito impossibile ( oltre che inutile), quando lui stesso da oltre un anno ha per legge ri-certificato l’ irreperibilità dell’ imputato ?

Più irreperibile di così !
Ma come si fa, poi, a pretendere che un soggetto irreperibile per il giudice stesso e  per tutto lo Stato italiano che non sa neppure come si chiama, debba essere reperito da un privato cittadino ?
Magistrati : non siete capaci di catturare soggetti come  Igor il Serbo e dovrei farlo IO ? E addirittura dimostrare io che gente come " Igor il serbo “ è “ irreperibile”, quando è evidente anche ad un idiota ?

Ma i giudici non sono idioti , questo è poco ma sicuro…

Per il giudice, tutta questa irreperibilità conclamata,  non basta. Io non devo essere pagato, evidentemente.

Ho rinnovato la richiesta segnalando la anomalia ( per non dir di peggio ed essere denunciato per oltraggio a  magistrato) e attendo risposta. Ho comunicato la stessa istanza anche al Presidente del Tribunale di Pordenone, giusto per informarlo del livello della giustizia (?) praticata nel su Palazzo confidando che per dignità sua e dell’ ordine giudiziario dia una scossa al suo talmudico collega.

Attendo risposta.

Risposta che già conosco : sarà una non – risposta … per almeno un altro anno nessuno si degnerà di  spiegarmi l’ arcano delle ricerche impossibili ( ed inutili)….. Mi viene il sospetto che sperino che nel frattempo io muoia……

O che più semplicemente, che io butti alle ortiche la pretesa di essere pagato, sia pure poche lire…

Forse si riesce a capire perché in Italia i giudici  finiscono sempre con l’ assolvere gli imputati di truffa….
 Questione di affinità elettive, direbbe Goethe…


Avvocato Edoardo Longo


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martedì 13 giugno 2017

L' IPOCRISIA ANTIFASCISTA


La costituzione italiana,
nelle sue “norme
transitorie” ( è sessanta anni
che sono transitorie il che,
checché ne dicano i figli della
resistenza, è una
contraddizione in termini..!)

vieta la ricostituzione del
partito Fascista.
L’on. Turigliatto, di
rifondazione comunista,
abbandona, come una
soubrette offesa, la
trasmissione “Porta a porta” a
causa della presenza di
Roberto Fiore che lui definisce
un Fascista.
I motivi fondamentali per cui il
fascismo è ripudiato e proibito
è, secondo i politici di questa
repubblica nata dalla
resistenza, l’avere instaurato
una dittatura, avere emanato
le leggi razziali ed avere
portato l’Italia in guerra
( nessuno mai ricorda la mole
di leggi sociali che di fatto
hanno costruito dal nulla tutto
lo stato sociale Italiano..!).
Non vogliamo qui discutere
nel merito di queste questioni
e non perché non siano
discutibili in sede storica dove
la discussione è in atto da
anni e dove i pareri di storici
seri, se pur partigiani, ( De
Felice ed altri) sull’argomento
sono parecchio difformi da
quelli degli antifascisti da
“festival dell’Unità” e da quelli
interessati di quei pigmei
politici che, non avendo nulla
di positivo da proporre
politicamente, basano le loro
fortune tutte e solo
sull’antifascismo e su questo
hanno costruito le loro
opulente carriere!
Ci preme, in questa sede,
evidenziare ancora una volta
la incongruenza di un
atteggiamento che condanna
alla esclusione dalla legalità il
fascismo mentre accetta in
essa il comunismo che ha
colpe ben più gravi, complicità
disumane e di abbietta
motivazione e responsabilità
storiche ben più pesanti!
Vogliamo smascherare
l’atteggiamento di coloro che
hanno il coraggio di atteggiarsi
a salvatori della Patria e
difensori dei diritti dei cittadini
mentre hanno sulla coscienza,
per colpe dirette o per
complicità ideologiche,
oppressioni, razzismo e
massacri quali mai la storia ha
registrato.
Dittature: in TUTTI, nessuno
escluso, dei Paesi in cui il
comunismo ha preso il potere,
è stata instaurata una feroce
dittatura che ha, come prima
mossa, compiuto
l’eliminazione fisica di tutta la
classe politica di opposizione
e di tutti gli elementi che
avrebbero potuto costituire un
qualsiasi intralcio al regime.
Razzismo: popolazioni intere
ed intere classi sociali sono
state deportate, imprigionate,
sterminate per il solo fatto che
la loro cultura non si
confaceva con l’ideologia
comunista.
Sterminio: Il comunismo, nei
suoi primi ottanta anni di vita è
costato cento milioni di morti,
vittime della ferocia di despoti
che applicavano i principi di
una ideologia disumana che
permeava tutto il mondo
comunista.
Guerre: da quando il
comunismo è in atto non ha
MAI cessato di portare guerre
in tutto il mondo e con le
scuse più banali con la
differenza che esso ha
SEMPRE coinvolto vittime
civili portando la guerra ad un
livello di disumanità mai
raggiunto prima!
Eppure nessuno, nemmeno
tra i politici anticomunisti, si
sognerebbe di porre il
comunismo fuori legge e tutti
accettano di dialogare ed a
volte di collaborare con coloro
che hanno eseguito o
approvato i misfatti del
comunismo e che vorrebbero
riportare al potere quella
stessa ideologia che tanti
disastri umanitari ha già
prodotto!
Questa si chiama ipocrisia,
questa si chiama malafede,
questa si chiama cinica
amoralità!
Dopo di che siamo sempre
disponibili a discutere, in altra
sede, un confronto tra
Fascismo e comunismo!


    Fiamma luglio 2017

                                                                                                                     

venerdì 9 giugno 2017

10 GIUGNO RIVELARE LA VERITA'

                                                                                                                                                                                                                           
"E' TIPICO PER LE FALSE DEMOCRAZIE PROIBIRE LA VERITA' DELLA STORIA,

POSSA LA STORIA RIVELARE LA VERITA'."

                     10GIUGNO
10 giugno 1940, l'Italia entrava in guerra ed oggi gli italiani sono sommersi da una marea di rievocazioni, testimonianze, documentazioni spudoratamente deformate, falsificate, manovrate, per dimostrare una sola cosa: e cioè che la nazione venne trascinata in una criminale avventura destinata in partenza alla più catastrofica delle conclusioni. NIENTE DI PIU' FALSO!!! Noi vogliamo ricordare che quello giugno gli italiani erano tutti convinti che fosse giunto il momento di scendere in campo per chiudere la partita con quelle false democrazie capitaliste che avevano fatto di tutto per isolare e soffocare gli aneliti di riscossa e di libertà dei popoli europei già schiacciati, emarginati, avviliti nei loro più naturali diritti da quel trattato di "Pace di Versailles" che, alla fine della prima guerra mondiale aveva visto Inghilterra, Francia e USA imporre la loro proterva volontà sopraffattrice anche a quelle nazioni come l'Italia, che pure avevano contribuito con molto sangue alla vittoria del 1918. Solo dei professionisti della menzogna e della falsificazione storica possono sostenere il contrario. Solo gentaglia di questa risma può cercare di far credere (e purtroppo ci riesce) che la guerra fu voluta dall'Italia e dalla Gemmnia.
La guerra venne dichiarata da Francia e Inghilterra con il pretesto di difendere la Polonia da un'aggressione tedesca che la stessa Polonia aveva provocato su istigazione francese e inglese, senza che poi inviassero un solo uomo in difesa dei polacchi. I fatti sono ampiamente documentati! . Inghilterra e Francia fecero di tutto per provocare la guerra, e quando questa iniziò, l'Italia non poté restarne fuori. Perché quella guerra fu una "guerra di religione".
La "religione" material-capitalista alleata a quella marxista per distruggere l'Europa.
Quell 'Europa che stava tentando di affrancarsi da capitalismo e marxismo in nome della sintesi nazionale e sociale e, soprattutto in nome di DIO. Cominciata la guerra, l'Italia Fascista si trovò a combattere non solo nelle trincee d'Europa, d'Africa e di Russia, ma anche sul fronte interno contro i TRADITORI che, legati al conservatorismo plutocratico o al materialismo marxista, scelsero di senTire il nemico pugnalando alle spalle chi si stava sacrificando per la PATRIA e per la rivoluzione anti­capitalista e anti-comunista.
Il tradimento si concretizzò dapprima nel nascondere ai nostri soldati le armi e,successivamente, una volta perduta la guerra, nel "vendere" chi si era battuto per la RS.!. al barbaro invasore.
Un errore commesso dal Fascismo (di sicuro per bontà d'animo) fu quello di non colpire da subito chi tradiva, chi voleva consegnare la PATRIA al nemico.
Ricordiamo quest' oggi tutti gli italiani caduti in combattimento, chi si è spento tra enormi sofferenze, e chi è ancora con noi su questa Terra,

sicuri che la storia farà giustizia di tutte le infamie inventate e diffuse dai bastardi anti-italiani, per non far sapere ai giovani la verità sulla seconda 

guerra mondiale. 

 
" IL TRADITO PUO' ESSERE INGENUO, MA IL TRADITORE E' SEMPRE UN'INFAME" 

 

martedì 6 giugno 2017

IL FASCISTA EDMONDO ROSSONI

Appunti di Storia
“In quegli anni gli uomini migliori della scienza, della cultura, dell'arte, dell’economia e della finanza,
furono tutti fascisti o sostenitori del Fascismo”.

Il fascista Edmondo Rossoni

Sindacalista, giornalista e politico                 
maggio 1884.  italiano nasce a Tresigallo (Fe) il 6
Dopo aver frequentato il Ginnasio e
ottenuto la maturità classica si iscrive al
Partito Socialista Italiano ed è parte
attiva negli scioperi contadini dei primi
del '900.

Nel 1906 si trasferisce a Milano e
diventa corrispondente del periodico
"Gioventù socialista", si dedica

all'attività sindacale e viene eletto
Commissario amministrativo della
Camera del Lavoro di Piacenza.

Nel 1908 per la sua attività di
sindacalista rivoluzionario viene
condannato a 4 anni di reclusione e a 2
anni di "sorveglianza speciale"; per
sfuggire al carcere si trasferisce prima a
Nizza, poi in Brasile e infine a New
York dove aderisce alla Federazione
socialista italiana.

Mentre collabora al quotidiano "Il
Proletario" viene più volte fermato o
arrestato dalla polizia americana per                             
istigazione allo sciopero.

Nel 1913 rientra in Italia e come
Segretario del Sindacato Edile di
Modena dirige un lungo sciopero degli
edili che si risolve in un nulla di fatto,
ma gli provoca nuovi guai giudiziari a
causa dei quali torna negli Stati Uniti e
diventa Direttore de "Il Proletario".

Socialista rivoluzionario e
"interventista", allo scoppio della
Prima guerra mondiale, lascia la
direzione de "Il Proletario" e assume
quella del quotidiano nazionalista e
patriottico "La Tribuna", poi rientra in
Italia e partecipa alla guerra e, quando
questa finisce nel 1918, diventa
Direttore de "L'Italia Nostra" organo
dell'Unione Sindacale Milanese.

Nel 1918 è tra i fondatori dell'Unione
Italiana del Lavoro e ne diventa
Segretario, carica che lascia nel 1919
per assumere prima la direzione della
Camera del Lavoro di Roma e, nel
1921, la direzione della Camera del
Lavoro di Ferrara a forte vocazione
fascista.

Come altri sindacalisti socialisti
aderisce alla Massoneria e fa parte di

una delle importanti Logge ferraresi.

Nel 1922 si iscrive al Partito
Nazionale Fascista e partecipa al I°
Convegno sindacale di Bologna dove
viene decretata la nascita della
Confederazione Nazionale delle
Corporazioni Sindacali che propugna la
politica corporativa, il superamento
della lotta di classe e la collaborazione
tra le parti sociali nel comune interesse
nazionale, Confederazione della quale è
nominato Segretario Generale.

Assume anche la direzione de "Il
Lavoro d'Italia", sul quale lancia l'idea
di un "sindacalismo integrale", che
unisca in un unico organismo sia i
sindacati dei lavoratori che quelli dei
datori di lavoro per arrivare al futuro
Stato Corporativo.

Negli anni successivi la sua idea di
"sindacalismo integrale" si scontra con
le resistenze degli ambienti
conservatori e liberali rimasti
all'interno delle Istituzioni dopo la
rivoluzione fascista e con il padronato
che si oppone alle nuove linee guida
corporative e scrive: "Sia il Capitale
sia il Lavoro devono essere
disciplinati. L'appetito all'infinito è
malefico e assurdo. Per queste
ragioni il sindacalismo fascista è per
la collaborazione....ma con gli
industriali che si impuntano e dicono
comandiamo noi, occorre lottare
decisamente per dare ai lavoratori il
posto degno nella vita della nazione".

Nel 1926 ottiene
l'istituzionalizzazione dei Sindacati
fascisti e l'avvio della "contrattazione

collettiva dei contratti" e, nel 1927, la
creazione della "Carta del Lavoro" per
il superamento della lotta di classe.

Nel 1930 diventa membro del Gran
Consiglio del Fascismo, nel 1932 viene
nominato Sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio e, nel 1935,
Ministro dell'Agricoltura e Foreste
carica che mantiene fino al 1939.

In quegli anni trasforma il suo borgo
natale di Tresigallo, povero
agglomerato di vecchie case, in una
moderna "cittadina corporativa", con
nuove case, strade, piazze, ospedale,
scuole e fabbriche.

Il 25 luglio 1943 vota a favore
dell'Ordine del giorno Grandi che
determina la caduta del Fascismo e
viene condannato a morte dal Tribunale
di Verona, ma in contumacia
essendosi reso irreperibile.

In effetti Rossoni, dopo aver trovato
rifugio in Vaticano, viene aiutato nei
mesi successivi prima dai Superiori dei
Salesiani e poi dall'Abate Generale dei
Benedettini che lo nasconde in un
Monastero sull 'Appennino
meridionale.

Al termine del conflitto il Tribunale
del Regno lo condanna all'ergastolo per
i suoi trascorsi di Gerarca fascista, ma
sempre l'Abate dei Benedettini lo aiuta
ad espatriare prima in Irlanda e poi in
Canada, dove rimane sino all'amnistia
che annulla la precedente condanna
all'ergastolo.

Rientra quindi in Italia, si ritira a vita
privata e muore a Roma l'8 giugno
1965.

                                                                                                         




giovedì 1 giugno 2017

L' ITALIA E' ORMAI COSA " LORO"...

Blog politicamente scorretto contro la dittatura del pensiero unico, coordinato dall' avvocato Edoardo Longo.

L' ITALIA E' ORMAI COSA " LORO"...




 La Democrazia è salva !

 Finalmente potete stare tranquilli.

La Giustizia Italiana ha ancora una volta salvato la Democrazia.

Alla faccia di tutti i populisti che minacciano pericolosamente le istituzioni democratiche. Quelle istituzioni che hanno creato un paese migliore per i vostri figli, dove tutto è privato e dove potranno godere della flessibilità del lavoro a tempo, e del meccanismo virtuoso della concorrenza.

Borghezio, l’europarlamentare della Lega, è stato condannato per gli insulti a Kyenge. 50mila euro il risarcimento: “Devo vendermi casa…”. E’ stato condannato per diffamazione aggravata dalla finalità di odio razziale.

Tutti noi cittadini per bene, che paghiamo le tasse per mantenere questo sistema dove di pubblico c'è solo il debito, possiamo tirare un sospiro di sollievo!

Non siete contenti di vivere in questa democrazia, dove anche il capitalismo è più buono?

Ha persino accettato di prendersi le risorse del sottosuolo, autostrade, gasdotti, acquedotti, centrali elettriche, reti telefoniche, servizi postali, strutture sanitarie, porti, aeroporti, costruite col lavoro ed i soldi del popolo.

20 anni di privatizzazioni per il vostro bene! I vostri figli vi ringrazieranno per questo!

La Giustizia Italiana ha ancora una volta difeso la Democrazia dei Partiti, delle Banche e delle Multinazionali.
E' per questo che pagate no?

I miei “amici”, orgogliosi elettori dei partiti "democratici" quelli che difendono sempre la dignità umana e l'orgoglio omosessuale, sarebbero contenti di sapere che è stato punito un atto di razzismo contro un politico di origini africane, pagato però con i soldi degli italiani e che non ha mai fatto niente per gli italiani.

"Il razzismo non è forse una delle cose peggiori per offendere la dignità umana?" mi direbbero subito i miei “amici”.

Certamente, risponderei.

E a proposito di razzismo, tante considerazioni si potrebbero fare...
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Pensandoci bene, sono proprio i politici ad esprimere la più alta forma di razzismo. Con il popolo italiano ovviamente.

Stanno togliendo i soldi al popolo italiano per finanziare la sua sostituzione etnica. Prendono la gente dagli altri paesi la portano qui a spese vostre e la mantengono sempre a spese vostre, mentre ci sono 10 milioni gli italiani sulla soglia di povertà e 4 milioni in povertà assoluta. Non è razzismo questo?

Stanno togliendo le risorse che dovrebbero servire a costruire un futuro migliore per i vostri figli. Vi costringono a vivere in un sistema dove su 10 ore di lavoro ne dovete dare almeno 7 a loro per non avere nulla in cambio. Non è razzismo questo?

Loro hanno diritto ad avere una scorta che protegga loro, la loro famiglia e la loro proprietà; tutto chiaramente con i vostri soldi. Mentre voi non potete usare un’arma da fuoco se qualcuno vi entra in casa. Non è razzismo questo?

Mussolini, quel dittatore fanatico che preferiva aumentare l’incremento demografico dando sussidi alle coppie ITALIANE che facevano figli invece di importare gente dall’Africa, diceva che “la Democrazia è quel sistema politico che da al popolo l’illusione della sovranità”.

Definizione che collima con quella del politico ed economista francese dell’800 Frédéric Bastiat: “Lo Stato è la grande finzione attraverso la quale tutti cercano di vivere alle spalle di tutti gli altri”. Si riferiva ovviamente allo Stato Democratico nato con la rivoluzione francese.

Il grande monetarista e giurista italiano Giacinto Auriti invece diceva che “le attuali istituzioni sono il paravento della mangiatoia degli usurai”, cioè il sistema bancario internazionale che gode delle tasse da restituzione monetaria.

Ma si sa, questi signori erano populisti. Per fortuna la televisione non ne parla mai, se non per raccontarvi quanto siete fortunati ora che siete liberi e la legge è uguale per tutti…

Anonimo Pontino