lunedì 24 agosto 2015

POST TECNICO, STRANI GOMMONI...

Post tecnico, oggi: parliamo degli strani gommoni dei migranti provenienti dalla Libia.

Sapete che spazio in molti argomenti, ma, io comunque tengo sempre fede al famoso detto “ne supra crepidam sutor judicarem“.
Che colpa ne ho se sono eclettico?

Oggi parliamo dei gommoni, quegli strani affari che provengono dalla Libia carichi di migranti, e cercherò di spiegarvi, numeri alla mano, perché i potentissimi mezzi delle varie marine che cercano di “fermare” i migranti, siano in realtà una parte consistente del problema.
Mi sono interessato per decenni della fabbricazione e del commercio dei benedetti “gommoni”, chiamati volgarmente in Italia “battelli pneumatici”, per cui so esattamente di cosa parlo.
Eccone un esempio classico, cinquanta persone su quel coso con un motorino piccolo piccolo.
La genesi di questi affari è semplice, dato che le “potentissime navi da guerra” occidentali pattugliano i mari e distruggono i catorci provenienti da Tunisia ed Egitto usati fino ad adesso, cosa ti pensano gli organizzatori?
Puntano gli occhi verso la vicina Tunisia, dove ci sono quattro aziende italiane o gestite da italiani che producono gommoni.
Non credo che gli italiani si siano prestati direttamente a servire gli scafisti, magari qualche loro dipendente tunisino si è prestato facilmente a spostarsi in Libia e mettere su una simpatica aziendina o, meglio, una serie di simpatiche aziendine.
Dovete sapere che “l’arte” della fabbricazione dei battelli pneumatici con tubolari in gomma è essenzialmente un lavoro manuale, con qualche tavolo, forbici e pennello costruisci sia il tubolare che lo scafo, eccovi altri esempi.
Notate forme, dimensioni e colori diversi, ovvero tante “aziende ” al lavoro.
Ora facciamo due conti:
Tubolare: ci vogliono mediamente 1,5 metri quadri per ogni metro lineare di tubolare, in questi casi, quindi possiamo calcolare un costo di circa 2000 euro per battello, come minimo.
Scafo, se vogliono fare le cose a modino, anche se ne dubito ci vuole quasi una tonnellata di materiale, tra vetro e resina , oppure possono fare lo scafo con delle assi di legno e poi impermeabilizzarlo con catrame e vetroresina.
Altri duemila euro di materiale.
Motore, e qui ho avuto delle sorprese:
ho fatto qualche telefonata zona Monastir (Tunisia) a qualche rivenditore, cercando motori marini usati, e mi sono sentito chiedere 400-500 euro per un 4 tempi da 70-80 Cv di marca “americana” e quasi tremila per un Tohatsu due tempi da 50 HP, esattamente come sospettavo.
Non ci vuole un ingegnere nucleare, i motori fino a 50 Hp sono utilizzabili anche con la barra, ovvero quella leva che sporge di fianco, e non necessitano di timoneria.
I motori più grossi no, occorre montare il “volante”.
Gli scafisti hanno fatto due conti pure loro , e di conseguenza stanno saccheggiando tutto il nordafrica in cerca di motori marini usati sotto i cinquanta cavalli, motori che sono infatti molto aumentati di prezzo.
Mettiamoci un attimo nei panni del trafficante di carne umana, e facciamo i soliti conti:
per mettere su quel rottame, tra tessuto, scafo e fuoribordo di seconda mano, oltre a un po di benzina, servono al massimo diecimila euro, abbondiamo e facciamo quindicimila.
I migranti pare che paghino in contanti (o lavorando gratis uno o due anni per i trafficanti) almeno millecinquecento euro a persona.
Teniamoci scarsi e calcoliamo cinquanta persone a gommone, fanno settantacinquemila euro.
Insomma guadagnano minimo quasi quattro volte l’investimento iniziale.
E chi li ferma davanti ad un guadagno simile?
Gli scafisti non ci sono, ovvio uno dei disgraziati a bordo, uno che magari una volta ha visto una barca si offre di fare la traversata gratis lavorando, ovvero conducendo il gommone.
Gli si dà una bussola (10  euro) o un  GPS palmare (altri sessanta euro da aggiungere al totale) e il gioco è fatto.
Non servono scafi perfetti, dato il motore piccolissimo, l’unico modo per farla andare un filino più veloce è farlo stretto e lungo, infatti nelle imbarcazioni dislocanti è la lunghezza che determina la velocità massima.
Ovviamente il motore piccolo e tirato al massimo (per quello parlavo di Tohatsu, che sono particolarmente adatti allo scopo , per motivi tecnici) consuma come una portaerei, per arrivare fino in Sicilia o a Lampedusa occorreranno minimo 3-400 litri di carburante, e di serbatoi grandi non se ne vede traccia.
Per non parlare della pazzia di fare traversate di centinaia di chilometri in quelle condizioni.
Mi ricordo quando erano gli albanesi a fare la traversata in condizioni simili, con carichi minori si installavano coppie di motori complessivamente 8-10 volte più potenti, e la distanza da percorrere era minore.
Il “trafficante di carne” albanese aveva fatto gli stessi conti e calcolava di riutilizzare i battelli più e più volte, confidando che sono un settimo dei mezzi veniva fermato ogni volta.
Il guadagno era tale che già ad ogni battello rientrato si tornava in pari dell’investimento, e poi il reato era tutto utile netto.
E qui mi sorge un piccolissimo dubbio, confortato anche dal fatto che i fuoribordo che vedete in foto ho faticato davvero a trovarli, di solito le telecamere puntano la fiancata del battello, e poi si buttano subito in uno stacco delle facce felici e disperate insieme dei migranti, tralasciando la visione complessiva della carcassa su cui navigano.
Il sospetto è che questi gommoni siano dotati più o meno della benzina necessaria per arrivare al largo delle coste libiche, e che in qualche modo gli organizzatori comunichino via radio con i soccorsi europei che li vanno a recuperare, la tipica “nave tedesca o inglese” che ne raccogli un migliaio e poi li scarica in Italia.
Chissà come facevano a sapere dove era quella flotta di gommoni… ah, saperlo.
Certo , ci sono gli incidenti, quei cosi sono fatti si e no per una traversata soltanto, e a nessuno in Libia frega niente se affogano o meno , i migranti.
Certo è che senza le navi dello “sbarramento” ben pochi di quelli che sono partiti arriverebbero alle coste europee, probabilmente affogherebbero o morirebbero di sete dopo aver finito la benzina.
Insomma sarebbero gli sforzi degli occidentali per “arginare” il fenomeno dei migranti a dare nuovo impulso al traffico.
I trafficanti, quegli impuniti , utilizzano la Flotta di Sbarramento come un comodo taxi, e gli permettono pure di risparmiare sulla benzina, che costa.
Vedo già Aziz (chissà perché tutti i tipi loschi africani e mediorientali me li immagino di nome Aziz) che dice :
“pericoloso? nooo. una decina di miglia al massimo e gli italiani vi vengono a prendere , vi danno una coperta, una bottiglia d’acqua e un panino e poi vi portano in Europa. Si, potrete anche ricaricare i cellulari, state tranquilli”
Ah, il Mondo Dei Pazzi.
Come ti senti dopo avere letto questo post?
 
                                                                                                                                                        
 

venerdì 21 agosto 2015

L'IDEOLOGIA DEL FASCISMO

    LA SOCIALIZZAZIONE FASCISTA NON E' UN
     ESPEDIENTE PRODUTTIVO, MA UN SISTEMA
    ORGANIZZATIVO DEL LAVORO INSERITO IN
   UN SISTEMA POLITICO ORIGINALE E RIVOLU-
   ZIONARIO, CHE PONE L'UOMO AL CENTRO DEL
   PROCESSO SOCIALE DI CUI FA PARTE ANCHE IL 

   LAVORO.  
  ECONOMIA FASCISTA
...in questa economia, i lavoratori diventano, con pari diritti e pari doveri,
collaboratori nell'impresa allo stesso titolo dei fornitori di capitali o dei
dirigenti tecnici. Nel tempo fascista il lavoro, nelle sue infinite manifestazioni,
diventa il metro unico col quale si misura l'utilita' sociale e nazionale degli
individui e dei gruppi. 

 SOCIALIZZAZIONE
Che cosa significa questa piu' alta  giustizia sociale? Significa il lavoro garantito, il
salario equo, la casa decorosa, significa la possibilità di evolversi e di migliorare
incessantemente: non basta: significa che gli operai, i lavoratori devono entrare
sempre più intimamente a conoscere il processo produttivo ed a partecipare alla
sua necessaria disciplina. 



L'IDEOLOGIA DEL FASCISMO


 
Che cosa è il Fascismo?

Una Ideologia Moderna e Rivoluzionaria che mira ad edificare un nuovo tipo di società alternativa a quella espressa dalle democrazie liberali e capitaliste. Il Modello politico di questo Ideale prende il nome di STATO ETICO CORPORATIVO.


Che cosa è lo Stato Etico?

Il Fascismo afferma il valore di in individuo inserito all’interno di una compagine sociale che è la comunità nazionale. Tale comunità si eleva a realtà etica diventando Stato, un ente Morale Superiore che ha il compito di realizzare il Bene Comune dei Cittadini. L’individuo identificandosi con lo Stato, quindi con la sua Comunità di appartenenza, raggiunge la vera libertà. L’etica che permea la morale dello Stato Fascista è il Corporativismo.

 
Che cosa è il Corporativismo?

Il Corporativismo è una concezione Morale ed Etica della Politica da cui deriva una concezione socioeconomica che mette l'uomo al centro della società, ritenendolo un Componente essenziale della Comunità nazionale. Il Corporativismo concepisce dunque la Comunità Nazionale come un Corpo Organico in cui ogni “parte” concorre e collabora per il Bene Collettivo. Compito dello Stato è di realizzare un armonico collettivo all’interno del quale non sono ammesse divisioni e lotte intestine, in nome della più pura ed autentica Democrazia Organica, totalitaria e corporativa. 


Il Corporativismo è anche un principio economico?

Si, anche l’economia rientra nello Stato, a differenza delle economie capitalistiche dove è lasciata all’egoismo individualistico di mercati e privati. Il Fascismo non ritiene che l'egoismo dei singoli sia fonte di benessere per tutta la società e mira alla creazione di una società solidale ed altruistica nella quale l'economia sia un mezzo per garantire il benessere materiale della società e nel quale il lavoro, assurgendo a valore morale, diventi non più l’oggetto ma il soggetto dell’economia.

Il Fascismo prevede la Partecipazione diretta del Lavoro nello Stato attraverso una Camera delle Corporazioni nella quale sono presenti i rappresentanti di ogni professione e delle diverse categorie produttrici, riuniti in sindacati di categoria che possano legiferare su questioni di loro competenza. Anche nelle aziende il lavoro partecipa alla gestione della “res publica” tramite una equa distribuzione degli utili.
 

Che differenza c’è tra Corporativismo Fascista e neocorporativismo anglosassone?

Il Corporativismo Fascista è qualcosa di completamente diverso dal sistema delle "corporates" americane, che sono singoli gruppi di potere che manipolano lo Stato per i propri egoistici interessi: nello Stato Etico Corporativo le corporazioni sono di fatto Organi dello Stato che concorrono al suo benessere e quindi al benessere della Collettività.

 

Il Fascismo è dunque una Dittatura Collettivistica?

Niente affatto, si tratta di indirizzare le iniziative private verso i bisogni della comunità realizzando quella sintesi armonica tra capitale e lavoro, individuo e Stato, libertà e autorità che è necessità vitale dell’epoca moderna. Questa impostazione rivoluzionaria dei problemi è il sigillo impresso di una nuova Civiltà. Lo Stato Etico Corporativo non solo è compatibile con il pluralismo, ma anzi lo esalta, valorizzando i singoli impulsi, senza che essi degenerino nell’antagonismo e nella frammentazione. Citando Ugo Spirito: “lo Stato per realizzarsi nella sua integrità non ha bisogno di livellare, disindividualizzare, annientare l’individuo e vivere della sua distruzione: al contrario esso si potenzia col potenziamento dell’individuo, della sua libertà, della sua proprietà, della sua iniziativa, della sua peculiare posizione nei rapporti con gli altri individui”.


Ma quindi il Fascismo è Democratico? 

Il Fascismo nega che i regimi liberali cosiddetti “democratici”, fondati sul monopolio del capitalismo finanziario, sulla dittatura dei parlamenti e dei partiti che non sono una libera espressione della volontà popolare, sulle clientele e sulla corruzione oligarchica, possano essere considerati regimi realmente democratici. Il Fascismo rivendica a se la pretesa di realizzare l’unica democrazia possibile, quella Corporativa, dove il Popolo partecipa attivamente e in maniera diretta alla vita dello Stato, in quanto Cittadino e Produttore, attraverso le diverse istituzioni e le Corporazioni. La democrazia fascista non è intesa in senso materialistico, come nei regimi liberali dove il popolo è visto come “numero”, ma spiritualmente come l’idea che nel popolo si attua quale coscienza e volontà di pochi e quale ideale tende ad attuarsi nella coscienza e volontà di tutti.

 

Il Fascismo è una Civiltà Spirituale?

Il Fascismo respinge il materialismo che rende l’uomo una macchina dedita all’interesse esclusivo per la cura dei suoi propri interessi economici e materiali ed esalta un modello di società Spirituale che riassume tutte le forme della vita morale e intellettuale dell’uomo. il Fascismo crede ancora e sempre nella santità e nell’eroismo, concepisce la vita come lotta, esalta quelle che sono le virtù etiche dell’uomo. 

Il Fascismo ha una concezione della vita religiosa in quanto richiede una fede cosciente, assoluta ed intransigente ai valori etici e morali che permeano la comunità. 

 
Questa Civiltà è solo italiana o Universale?

Il Fascismo, in continuità con la tradizione civile e imperiale di Roma, propone un Modello di Cittadinanza che trascende la mera appartenenza geografica per elevarsi a costruzione di una coscienza unitaria universale. Per il Fascismo il concetto stesso di Nazione non ha carattere "materiale", come nel nazionalismo, ma Spirituale. Lo Stato Fascista, superando i limiti di una visione fin troppo angusta e materialista non si pone confini territoriali, bensì affratella popoli e nazioni, crea un ponte tra culture differenti ed instaura un modello superiore di Civiltà. Civiltà che fu e sarà sempre imperialista; cioè mondiale, nel senso più alto e più puro della parola.

 
Il Fascismo non e' dunque razzista? 

Esattamente. Il Fascismo, dottrina erede dell'universalismo romano, non è razzista e nemmeno antisemita. La sua concezione Spirituale supera il materialismo tipico della concezione naturalistica del razzismo ed afferma il sommo valore dello Stato che affratella etnie, popoli e nazioni all'insegna della Civiltà Imperiale del Littorio. Per il Fascismo la cittadinanza è data dall’adesione ai valori etici e culturali trasmessi dallo Stato, che con la sua azione etico-pedagogica è in grado forgiare il carattere ed il temperamento degli uomini dando vita ad una nuova "razza", a prescindere dall’etnia d’origine, che rappresenta l'Uomo Nuovo Fascista. Solo chi non vuole assimilarsi all’armonico collettivo fascista e mira invece ad intaccarlo ne viene coerentemente allontanato, a prescindere dalla sua etnia.


Il Fascismo è di destra o di sinistra?

Per il Fascismo Destra e Sinistra sono parole vuote e prive di significato, appartengono alla fraseologia da museo dei sistemi liberali. Il Fascismo non è né di Destra né di Sinistra in quanto mira all’unità del Corpo Politico e Sociale della Nazione.

 
Quindi il Fascismo non è di Estrema Destra? 

Non solo il Fascismo non è di Destra o di Estrema Destra, ma considera questa area politica come il principale ostacolo alla sua affermazione, sia perché si appropria illegittimamente del Fascismo, snaturandone l’essenza, sia perché idee e metodologie sono estranee al Fascismo e fanno invece comodo alla nomenklatura antifascista che vede identificati in essa gli stereotipi del fascista rozzo, violento, razzista e filonazista.

 
Può il Fascismo definirsi una forma di socialismo?

Il Fascismo ha superato le vecchie dicotomie Destra e Sinistra, così come ha ripreso e superato lo stesso socialismo. Partendo dal recupero di Mazzini e coniugandolo ad esperienze e concezioni successive (Sindacalismo Rivoluzionario di Sorel) il Fascismo definisce la sua Dottrina come UNICO SOCIALISMO POSSIBILE, permeato da una concezione Spiritualistica basata sulla “Rivoluzione Morale” della Cittadinanza. Il socialismo di Mussolini si ritrova nella Dottrina stessa, fondata sull'Etica, la Morale e la Giustizia Sociale. Una Dottrina che vuole il Sindacalismo Corporativo come base del Lavoro Nazionale. Si tratta quindi, parafrasando Mussolini, di un “Socialismo Nostro”, un socialismo etico ed anti-materialista. 

 

Hanno le religioni una particolare valenza per il Fascismo? 

Il Fascismo riconosce e rispetta le religioni di un determinato popolo e rispetta la libertà di culto dei singoli cittadini fintanto che non siano in contrasto con l’etica dello Stato. Il Fascismo, rigettando le battaglie anticlericali del materialismo, auspica una società fondata sull’armonico collettivo all’interno del quale si stabilisca una retta Laicità fondata sulla concordia e sulla giustizia: Stato e Chiese che lavorino in campi distinti e definiti, ognuno nel proprio ambito e per la propria funzione. 

 
Qual è il simbolo del Fascismo?

L’emblema del Fascismo è il Fascio Littorio, simbolo dell'Unità, della Forza e della Giustizia. L'unità del Corpo Sociale, le cui classi sono legate insieme dalle verghe che simboleggiano l’Unità, la cui forza, l'ascia, è garante della Giustizia.

 
Quale Partito oggi rappresenta l’Ideale Fascista? 

Nessun partito odierno rappresenta l’Ideale del Fascismo mussoliniano- gentiliano. In particolar modo i partiti cosiddetti “neofascisti”, inseriti nel sistema partitocratico della repubblica nata dalla resistenza, che vengono ingenuamente associati ad esso. 

 
 

domenica 16 agosto 2015

Tra 10 anni l’Italia non esisterà più...

Tra 10 anni l’Italia non esisterà più, totalmente distrutta dall’euro e dalla UE

LONDON SCHOOL OF ECONOMICS: ”TRA DIECI ANNI, L’ITALIA NON ESISTERA’ PIU’, TOTALMENTE DISTRUTTA DALL’EURO E DALLA UE”
italia 2025

“Gli storici del futuro probabilmente guarderanno all’Italia come un caso perfetto di un Paese che è riuscito a passare da una condizione di nazione prospera e leader industriale in soli vent’anni in una condizione di desertificazione economica, di incapacità di gestione demografica, di rampate terzomondializzazione, di caduta verticale della produzione culturale e di un completo caos politico istituzionale. Lo scenario di un serio crollo delle finanze dello Stato italiano sta crescendo, con i ricavi dalla tassazione diretta diminuiti del 7% in luglio, un rapporto deficit/Pil maggiore del 3% e un debito pubblico ben al di sopra del 130%. E peggiorerà”.
Così Roberto Orsi, professore italiano emigrato a Londra per lavorare presso la London School of Economics, prevede il prossimo futuro del Belpaese. 
Il termometro più indicativo della crisi italiana, secondo Orsi, è lo smantellamento del sistema manufatturiero, vera peculiarità del made in Italy a tutti i livelli: “Il 15% del settore manifatturiero in Italia, prima della crisi il più grande in Europa dopo la Germania, è stato distrutto e circa 32.000 aziende sono scomparse. Questo dato da solo dimostra l’immensa quantità di danni irreparabili che il Paese subisce. Questa situazione ha le sue radici nella cultura politica enormemente degradata dell’élite del Paese, che, negli ultimi decenni, ha negoziato e firmato numerosi accordi e trattati internazionali, senza mai considerare il reale interesse economico del Paese e senza alcuna pianificazione significativa del futuro della nazione”.
“L’Italia – prosegue lo studioso della prestigiosa London School of Economics – non avrebbe potuto affrontare l’ultima ondata di globalizzazione in condizioni peggiori. La leadership del Paese non ha mai riconosciuto che l’apertura indiscriminata di prodotti industriali a basso costo dell’Asia avrebbe distrutto industrie una volta leader in Italia negli stessi settori. Ha firmato i trattati sull’Euro promettendo ai partner europei riforme mai attuate, ma impegnandosi in politiche di austerità. Ha firmato il regolamento di Dublino sui confini dell’UE sapendo perfettamente che l’Italia non è neanche lontanamente in grado (come dimostra il continuo afflusso di immigrati clandestini a Lampedusa e gli inevitabili incidenti mortali) di pattugliare e proteggere i suoi confini. Di conseguenza, l’Italia si è rinchiusa in una rete di strutture giuridiche che rendono la scomparsa completa della nazione un fatto certo”.
Quando si tratta di individuare le responsabilità, Orsi non ha dubbi nel puntare il dito contro la politica: “L’Italia è entrata in un periodo di anomalia costituzionale. Perché i politici di partito hanno portato il Paese ad un quasi collasso nel 2011, un evento che avrebbe avuto gravi conseguenze a livello globale. Il Paese è stato essenzialmente governato da tecnocrati provenienti dall’ufficio dell’ex Presidente Repubblica, i burocrati di diversi ministeri chiave e la Banca d’Italia. Il loro compito è quello di garantire la stabilità in Italia nei confronti dell’UE e dei mercati finanziari a qualsiasi costo. Questo è stato finora raggiunto emarginando sia i partiti politici sia il Parlamento a livelli senza precedenti, e con un interventismo onnipresente e costituzionalmente discutibile del Presidente della Repubblica , che ha esteso i suoi poteri ben oltre i confini dell’ordine repubblicano”.
“L’interventismo dell’ex Presidente è stato particolarmente evidente – prosegue il professor Orsi –  nella creazione del governo Monti e dei due successivi esecutivi, che sono entrambi espressione diretta del Quirinale. L’illusione ormai diffusa, che molti italiani coltivano, è credere che il Presidente, la Banca d’Italia e la burocrazia sappiano come salvare il Paese. Saranno amaramente delusi. L’attuale leadership non ha la capacità, e forse neppure l’intenzione, di salvare il Paese dalla rovina. Sarebbe facile sostenere che solo Monti ha aggravato la già grave recessione. Chi lo ha sostituito ha seguito esattamente lo stesso percorso: tutto deve essere sacrificato in nome della stabilità. I tecnocrati condividono le stesse origini culturali dei partiti politici e, in simbiosi con loro, sono riusciti ad elevarsi alle loro posizioni attuali: è quindi inutile pensare che otterranno risultati migliori, dal momento che non sono neppure in grado di avere una visione a lungo termine per il Paese. Sono in realtà i garanti della scomparsa dell’Italia”. 

                                                                                                                                                               

venerdì 14 agosto 2015

Sionisti in carriera


 
L’ex parlamentare Pdl Fiamma Nirenstein nominata ambasciatrice d’Israele in Italia

Sionisti in carriera

di Giuseppe Biamonte
 
Ecco, finalmente, coronato il sogno di un'intera vita spesa al servizio del sionismo internazionale!

In verità opinavamo – giubilanti – che non l’avremmo più rivista dalle nostre parti, allorquando, nel 2013, la spocchiosa fiorentina si trasferì in Palestina (loro la chiamano impropriamente Israele), ricevendo dal governo sionista anche il graditissimo “dono” della cittadinanza israeliana. Invece eccola ricicciare nel Belpaese in pompa magna e più tronfia che mai, anche se, a quanto pare, la Comunità ebraica romana, per bocca dei suoi rappresentanti, non ha troppo gradito tale designazione (http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/fiamma-non-riscalda-gelo-comunit-ebraica-nomina-fiamma-106717.htm).

A dispetto dei suoi correligionari romani e delle loro diverse posizioni politiche, la Nirenstein reca con sé in valigia la nomina ufficiale di ambasciatrice dello Stato canaglia. Col "compito di rendere più profonde le relazioni” (http://www.corriere.it/esteri/15_agosto_10/fiamma-nirenstein-nuovo-ambasciatore-israele-italia-63582fc4-3fa2-11e5-9e04-ae44b08d59fb.shtml) tra Israele e Italia, la rude propagandista del sionismo potrà ora adeguatamente “indirizzare” certe scelte del governo Renzi. D’altronde, già due suoi colleghi (medesima Weltanschauung sionista, medesima centrale operativa da cui dipendono: governo israeliano) stanno lavorando in questo senso. Sono Yoram Gutgeld (Buondanaro: nomen omen) e Marco Carrai, rispettivamente “consigliere” economico e “consigliere” politico del cazzaro fiorentino.

Sapete quale sarà, invece, il gravosissimo impegno di cui si dovrà occupare d’urgenza la novella ambasciatrice? Lo dice il Corrierone a lettere cubitali: “Combattere l’antisemitismo”. Un’emergenza anche in Italia, per Giove, per la presenza di biechi antisemiti che hanno sposato la causa del popolo palestinese e che accusano la pacifica entità sionista di crimini contro l’umanità, in spregio alla sicurezza d’Israele continuamente minacciata dalle pietre dell’intifada. Sicuramente metterà a disposizione del terzo governo italiano non eletto tutta la sua passione di crociata sionista per illustrare a tutto tondo l’eticità dello stato israeliano, “l’unica democrazia del Medio Oriente”. E sull’eticità di questo Stato invasore e sulle menzogne che diffonde, di cui la portavoce di Netanyahu è ora ambasciatrice ufficiale, bene ha commentato il quotidiano comunista il Manifesto (http://ilmanifesto.info/nirenstein-da-silvio-a-netanyahu/)

Peccato che la «nostra etica» sia il brodo di coltura degli assassini: sono quattro milioni i palestinesi privati dei diritti umani e politici…e Nirenstein parla di Hamas cannibale; oltre 500 bambini palestinesi sono morti negli attacchi dell’aviazione israeliana durante l’ultima guerra a Gaza, e l’ambasciatrice dice in perfetto italiano «tutti vogliono sterminarci»; l’unica potenza nucleare nella regione sta cercando di sabotare l’accordo fra le superpotenze e l’Iran, e l’intellettuale dice che vogliono sterminarci…”.

Ma ben altro ancora – riteniamo - la pasionaria israeliana sussurrerà all’orecchio di Pitti bimbo: premere sull’acceleratore per far approvare, il più presto possibile, il disegno di legge sulla “polizia del pensiero” che giace nei cassetti parlamentari. In altre parole vietare definitivamente la ricerca storica sulla cd. Shoah non allineata al dogma ufficiale e incarcerare i suoi autori è un altro passo verso la democrazia compiuta globale che tanto piace alle centrali mondialiste, di cui l’Ibarruri dell’ultra destra israeliana è “socia onoraria”.

Analizzando l’attività politica della nostra intellettuale in carriera, prima e dopo la sua dipartita dall’Italia, notiamo un’assoluta coerenza d’intenti e di fini che ha sempre animato il suo operato: lavorare alacremente ed esclusivamente a vantaggio degli obiettivi dell’entità sionista. Punto. Nessuna differenza, sia come parlamentare italiana Pdl, a partire dal 2008, sia tanto più ora al diretto servizio del gotha degli Eletti.

Ricordiamo perfettamente le manifestazioni in piazza (Campidoglio, Piazza di Spagna ecc.) di qualche anno fa contro l’Iran e il suo presidente venuto a Roma per il consesso Fao, rimbalzate sulla stampa nazionale. Tra gli organizzatori, sempre in prima fila, la nostra Fiamma ardente.

La lobby pro Israele da lei organizzata nell’ambito del partito/azienda berlusconiano in cui ha militato, dopo essere stata comunista, comunista dissidente, comunista versione Liberal-Adornato, repubblicana versione La Malfa, craxiana, martelliana, de michelisiana (lui la mandò a Gerusalemme come addetto culturale), berlusconiana, finiana, si impegnò per Alemanno...” (http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/fino-all-ultima-fiamma-odiografia-nirenstein-comunista-comunista-106704.htm) - lobby operativamente trasversale alle varie forze politiche e sindacali italiote - ha appoggiato, lancia in resta, tutte le più becere e criminali iniziative Usraeliane per la destabilizzazione del Medio Oriente, contro gli stessi interessi commerciali di tantissime aziende italiane. Nella manifestazione sulla piazza del Campidoglio del 3 giugno 2008, ad esempio, era rappresentato tutto il postribolo politico nazionale d’allora: dai radicali all’Arcigay, dalle sinistre miste – ex comunisti, comunisti doc, socialisti, socialdemocratici e cani sciolti vari - ai liberal-liberisti più accaniti, dagli ex missisti - sindaco Alemanno in testa, che alle 21 fece persino oscurare per un quarto d'ora tutte le luci del Campidoglio, in segno di protesta contro la visita del presidente iraniano Ahmadinejad e di solidarietà con i manifestanti -  agli ex democristiani e ai leghisti, fino ad arrivare ai sindacati di regime, come la Cisl, e all’immancabile presidente della comunità ebraica romana. Oltre alla Cisl con Bonanni in testa, la lobby riuscì a coinvolgere nelle sue piazzate radical-chic persino certo sindacalismo di destra, quello che, a parole, si professa essere erede di Filippo Corridoni. Parliamo dell’Unione Generale del Lavoro (il sindacato che si sta ora cannibalizzando) al tempo della segreteria Polverini. Sono indelebili le incredibili e avvilenti immagini di piazza del Campidoglio, dove si potevano vedere le bandiere dell’Ugl sventolare tragicomicamente frammiste a quelle dell’Arcigay e di Israele (Rinascita, 1-7-2008, p. 5).

Chissà se le appassionate crociate della nostra talebana del sionismo avranno influito in qualche modo anche su un’eccellentissima conversione alla causa sionista: quella nientepopodimeno che del Vescovo di Roma. Infatti, lo scorso anno, Papa Bergoglio, primo Papa nella storia della Chiesa Cattolica a compiere questo abominevole gesto, è andato in pellegrinaggio sulla tomba del fondatore del sionismo, Theodor Herzl. Qui ha devotamente deposto una corona di fiori bianchi e gialli, i colori della bandiera vaticana. Un omaggio al culto della modernità e uno sconcertante riconoscimento ufficiale, che ha lasciato letteralmente allibiti moltissimi cattolici, da parte della Cattedra di Pietro di questa ripugnante dottrina, che affonda le sue radici nel razzismo e nella delittuosa applicazione dell’apartheid e della pulizia etnica nei confronti degli abitanti della Palestina occupata. Alla faccia del Vangelo e del suo predecessore, San Pio X, che oppose uno sdegnato e netto rifiuto alla “benedizione” del sionismo richiestagli dallo stesso Herzl! Ora è più che probabile che la nuova ambasciatrice sarà anche ricevuta in Vaticano come missionaria di pace e di fratellanza fra i popoli.

Non possiamo che concludere con le sacrosante e amare osservazioni di Piero Sella, contenute nel suo magnifico saggio Europa e Islam, pubblicato in questi giorni sull’encomiabile rivista L’Uomo Libero:

Purtroppo nel brodo di coltura mondialista non sono cresciuti solo politici e intellettuali, ma anche uomini di Chiesa. […] Il Concilio, le ripetute visite nelle sinagoghe, i viaggi a Gerusalemme, occasione unica per il deferente omaggio del Papa agli allestimenti propagandistici del sionismo, hanno accompagnato l’involuzione giudaizzante del Cristianesimo”.

                                                                                                                                                  

martedì 11 agosto 2015

Le conseguenze dell'uscita dell'Italia dall'Eurozona

Le conseguenze dell'uscita dell'Italia dall'Eurozona

presentazione di Ida MagliItalianiLiberi | 08.08.2015

Filippo Abbate:"Le conseguenze dell'uscita dell'Italia dall'Eurozona" - pdf

 Il testo che vi proponiamo è molto interessante ed esaustivo soprattutto perché cerca di rispondere ai vari interrogativi che l'ipotesi di uscire dall'euro suscita di solito. Non è il solo testo esistente: basta fare un giro in internet per scoprire quanto grande sia ormai l'insofferenza degli italiani verso la moneta unica, della quale nessuno riesce più a negare di averci impoverito e reso più deboli tanto economicamente quanto politicamente. Io, però, voglio aggiungere qui due osservazioni che mi sembrano ineluttabili.
La prima è che la moneta unica è fallita perché non poteva non fallire in quanto strumento di un'Europa che non esiste e che non può esistere. L'Ue non è uno Stato, il parlamento europeo è un finto parlamento in quanto rappresenta uno Stato che non esiste e difatti non legifera se non marginalmente. Le decisioni, come è noto, le prende la Banca Centrale europea, il Consiglio o, a piacere, la Merkel insieme a Hollande. Tutto è "finzione" di ciò che è stato costruito sotto il nome di Unione europea, ma la finzione era indispensabile, sia perché unificare politicamente le nazioni più progredite del pianeta era (e rimane) un'idea assurda, sia per soddisfare i politici dei vari Stati i quali possiedono così una miriade di poltrone, di stipendi, di benefici e il gusto della grandeur: Alto Rappresentante, ecc. ecc., non vi fa ridere?
La seconda osservazione è questa: tutti sappiamo tutto, ce lo siamo detto e ridetto e ce lo ripetiamo ogni giorno, ma non c'è nessuna speranza di poter abbandonare l'euro o uscire dall'Europa perché, appunto, ai politici non conviene, non intendono farlo, e hanno anche paura dei poteri massonici di Bruxelles. Non mi sembra che dica esplicitamente di uscire dall'Europa neanche la Lega e comunque non avrebbe la maggioranza per poterlo ottenere. Dei referendum proposti da Grillo è inutile parlare: sono promesse al vento e per giunta in malafede. Non mi sembra che abbiano cambiato la Costituzione che lo vieta in materia di politica estera e fiscale, quindi il referendum non si può fare.
Questa è la situazione. Occorrono idee e proposte fattibili per uscirne.
(Qualche tempo fa alcuni avvocati britannici hanno affermato che la rinuncia da parte di uno Stato alla propria sovranità monetaria, è illegittima e "nulla").


sabato 8 agosto 2015

RENZUSCONI, LO ZOMPIE NEL CIMITERO RAI

 
RenzUsconi ha nominato i vertici Rai : Monica Maggioni alla presidenza ed Antonio Campo Dall'Orto direttore generale.
Gli altri..? Non contano niente, di fatto... Alcuni occuperanno poltrone ambitissime, in barba alle norme di legge sui pensionati nella pubblica amministrazione (che stabiliscono solo incarichi onorifici gratuiti di un anno in pubbliche strutture),altri rappresenteranno (ben pagati a spese nostre) i partiti che li hanno indicati nella spartizione degli incarichi e delle posizioni da "riequilibrare" secondo logica partitocratica.
In Rai si è sempre fatto così : dal presidente all'ultimo usciere tutto viene distribuito secondo "equilibri" politici...si chiama "lottizzazione",magari democratica ed antifascista,ma sempre spartizione resta...5 stelle compresi (potevano sdegnosamente rifiutare di partecipare alla farsa).
Del Dall'Orto si dice che sarebbe un grande esperto di comunicazione (Poste,Mediaset,Mtv e Telecom) tanto da diventare (a breve), con la prossima riforma della Rai,un vero padrone della struttura.
Padrone o prestanome,secondo come si vogliano leggere gli eventi...
Politicamente è risultato schierato con Renzi fin dal 2010 alla Leopolda...a Berlusconi era gradito fin dai tempi di Mediaset...fatto sta che l'ibrido politico,il RenzUsconi orrido parto del Nazareno,è improvvisamente (ma non per me,scritti testimoniano) uscito dalla tomba al momento opportuno ed ha "nominato" il tizio...prossimo dittatore della Rai.
Ove,sempre per rispettare gli "equilibri",troverà la cara amica giornalista   Monica Maggioni...interna alla struttura ma in quota Bilderberg.
Sono certo che chi legge sappia già (per quanto se ne possa sapere) cosa sia questo centro di potere sovranazionale e globalizzato che,dal 1954 e grazie a Rockefeller,decide (o perlomeno ci tenta) su cosa debba accadere nelle singole nazioni nel prossimo futuro al fine di "migliorare il mondo".
La Rai,che dovrebbe esercitare un "servizio pubblico", si è detta onorata della "chiamata alle armi" della Maggioni da parte del Bilderberg...
Riflettiamo : una giornalista che partecipa ad incontri segreti,cui non viene ammessa la stampa,non riferisce niente di ciò che vede o sente...,peggio delle tre scimmiette  !!
La medesima giornalista che,guarda caso,è stata l'unica ad essere portata al seguito delle truppe Usa durante la seconda invasione dell'Irak (conclusasi con l'assassinio di Saddam Hussein) per celebrarne le eroiche gesta.
La stessa persona che,da direttore di Rainews,si è permessa di decidere lei cosa e quando gli italiani potessero vedere riguardo l'Isis..,ovvero nulla !!
E che,mediante un intervento radiofonico dalla Falcetti,ha direttamente risposto ad un mio (forzatamente) stringato messaggio sull'argomento censura ribadendo il suo potere di veto sulle immagini ed i contenuti trasmessi...gli stessi,ribadì,che non possono essere lasciati al libero arbitrio dei telespettatori.
Con un cane da guardia simile,figuriamoci cosa andrà in onda su tutte le reti Rai..!!
Si sa pure che tutte le operazioni piú sporche si realizzano in pieno agosto,questa non ha fatto eccezione.
Peraltro non credo che alla gran maggioranza degli italiani importi davvero molto...impegnati come sono a raggranellare forze e sostanze per andare da qualche parte a Ferragosto,cosa volete possa interessare della Rai,della Maggioni e di Dall'Orto ?
Non hanno neppure notato il RenzUsconi che ha realizzato il tutto...,è proprio vero :
a volte,ritornano !!

Grazie per l'attenzione.
Vincenzo Mannello
                                                                                                                                                               

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sabato 1 agosto 2015

BILDERBERG 2015

BILDERBERG 2015


Già da alcuni anni mi occupo di seguire , per quanto possibile, tutto ciò che riguarda il Club Bilderberg, la più esclusiva organizzazione di Potenti della Terra, che periodicamente si riunisce in assoluto segreto per stabilire le strategie con cui manipolare l'intero pianeta.
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I nomi altisonanti di Capi di Governo e di Re o Regine, così come quelli di banchieri, manager di multinazionali e personaggi di rilievo del panorama politico-economico mondiale, spiccano nella lista dei 130/140 invitati del gruppo Bilderberg.
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A questo proposito rimando chi legge a due miei precedenti articoli, che trattano proprio dei grandi poteri economici che hanno dato origine al monopolio finanziario mondiale da parte delle famiglie che ancora oggi lo detengono.
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Ieri alla pagina 23, del giornale "Il Resto del Carlino" è apparso il seguente articolo, che riporto integralmente :
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Bilderberg, il ritorno del club segreto. I potenti decidono anche le sorti greche.
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di Elena Comelli - MILANO 
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Mentre le trattative ufficiali tra il governo di Atene e i creditori stanno diventando una burla, i destini della Grecia si decidono altrove ; sulle Alpi del Tirolo, forse, dove ieri è cominciato il summit del gruppo Bilderberg, che ogni anno riunisce i grandi manovratori dell'economia e della politica mondiale in qualche remoto hotel di lusso, normalmente in Europa e una volta ogni quattro anni negli Usa o in Canada.
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Quest'anno a Buchen, non lontano da Innsbruck, sono presenti ben 140 economisti, banchieri e politici da 22 Paesi, fra cui anche il numero uno dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, l'ex Presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso, il Primo Ministro olandese Mark Rutte, quello belga Charles Michel, il presidente austriaco Heinz Fischer e il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. 
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Le riunioni, inaugurate nel 1954 dal banchiere David Rockefeller all'Hotel de Bilderberg a Oosterbeek, nel Paesi Bassi, vengono convocate per inviti e di norma non riuniscono più di 130-140 partecipanti, contrariamente al World Economic Forum di Davos, che ormai ha preso dimensioni gigantesche.
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Quest'anno, tra i manager saltano all'occhio i nomi di Michael O'Leary di Ryanair, Ana Botin di Santander, il chairman di Goldman Sachs Peter Sutherland e Paul Achleitner, presidente del consiglio di supervisione di Deutsche Bank.
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Tra i banchieri centrali c'è Benoit Coeurè.
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Non mancano esponenti di famiglie reali e grandi vecchi della politica americana, come l'ex regina Beatrice d'Olanda - figlia di uno dei promotori del gruppo, il principe Bernhard van Lippe-Biesterfeld - e Henry Kissinger.
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Fra gli italiani sono presenti l'ex premier Mario Monti e l'ex numero uno di telecom Italia Franco Bernabè, oltre al presidente di Fca John Elkann, la giornalista Lilli Gruber e il numero uno di Techint Gianfelice Rocca.
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Il Club "segreto", i cui dibattiti si svolgono sempre a porte chiuse, raccoglie più potenti del G7 o del G20, per confrontarsi senza alcun vincolo di programmi predeterminati.
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Si sa però, che si parlerà di intelligenza artificiale, di sicurezza informatica, di armi chimiche, di Grecia e crisi economiche, di strategia europea, globalizzazione, Iran, Medio Oriente, Nato, Russia, terrorismo, del Regno Unito alle prese con una possibile uscita dall'Ue e delle elezioni presidenziali negli Usa.
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L'assoluto riserbo, che scatena le fantasie dei complottisti, è probabilmente l'unico modo per trattare i temi più caldi, come la crisi greca, a viso aperto e forse anche per trovare quei compromessi che mancano alla trattativa ufficiale.
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Personalmente credo che i partecipanti alla riunione del Bilderberg rappresentino la base di una piramide, i cui vertici sono ancora sconosciuti ufficialmente, anche se è presumibile e scontato individuarne i tratti distintivi nello smisurato potere economico che detengono.
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La base di tale piramide, probabilmente, costituisce lo strumento operativo attraverso cui vengono manipolati interessi economici di proporzioni planetarie, saldamente nella mani d poche famiglie, come i Rotschild o i Rockefeller.
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La segretezza e il riserbo con cui il Bilderberg opera, sono caratteristiche tipiche delle organizzazioni che operano a fine di lucro, necessarie per poter manipolare ogni settore della società in cui queste sono inserite.
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Le massonerie mondiali, non a caso, hanno sempre fatto della segretezza una sorta di caposaldo distintivo e caratteristico, così come le mafie e le organizzazioni criminali.
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I sistemi operativi adottati nella strategia di ricerca del potere, prodromico al dominio economico e finanziario, non sono sempre limpidi e cristallini, ma anzi seguono spesso direttrici e percorsi che calpestano le democrazie nazionale  le volontà popolari.
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Gli episodi attraverso cui la speculazione finanziaria dei banchieri internazionali ha tratto benefici sulla pelle delle singole persone, e in ultima analisi su intere fasce di popolazione, rappresentano tanti anelli di una unica catena delinquenziale che lega tra loro i protagonisti coinvolti.
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Alcuni esempi ? 
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Il crack programmato della Monte Paschi di Siena (dietro cui c'erano le colpevoli e fraudolente collusioni col potere politico : il PD).
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L'introduzione dell'Euro nelle economie nazionali, che ha prodotto finora solo crisi e miseria, a totale ed esclusivo vantaggio dei gruppi bancari internazionali.
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Andando indietro nel tempo mi viene da pensare al "caso" Calvi, e alle implicazioni della Santa Sede e dello IOR nella vicenda.
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Mille altri "episodi", se analizzati in un contesto più generale, possono dimostrare l'evidenza di una strategia che tende alla monopolizzazione del potere economico, passando attraverso un processo di massificazione dei popoli, la privazione e il livellamento delle identità nazionali e delle loro prerogative monetarie ed economiche (da qui la nascita dell'euro) , e lo strangolamento di ogni anelito di dissenso verso tutto ciò.
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I trattati europei che sono stati stipulati (Maastricht, Schengen, MES, l'Atto Unico, Lisbona, ecc) ci privano del potere decisionale annullandoci come Nazione, in un'ottica che prevede di raggiungere un Nuovo Ordine Mondiale, nel quel saremo sudditi subordinati.
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Il potere e il monopolio totale sui popoli e sulle risorse disponibili, rappresentano l'ambita meta dei gruppi finanziari che operano per il suo raggiungimento.
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Ogni settore della nostra vita è impregnato dalle contaminazioni nefaste di questo piano criminale.
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Prendiamo il caso degli OGM..
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Non tutti sanno che le sementi OGM di cui gli agricoltori fanno uso producono un raccolto
i cui semi sono sterili.
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Tradizionalmente una parte del raccolto (non OGM) veniva utilizzato per la semina del raccolto successivo.
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Con gli OGM invece, ogni anno è necessario ricomprare le sementi, per cui l'agricoltore viene assoggettato al mercato delle multinazionali del settore, costituenti uno degli anelli del monopolio economico.
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Nel frattempo le stesse multinazionali stanno costituendo delle vere e proprie banche del seme, come quella situata sull'isola norvegese di Spitsbergen, al largo delle coste norvegesi, nell'arcipelago artico delle Svalbardin cui si stanno raccogliendo tutti i campioni della biodiversità mondiale.
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Quando gli OGM avranno reso sterile il pianeta, gli unici semi disponibili saranno quelli campionati in queste strutture, e il potere di chi potrà gestire tutto ciò sarà a dir poco devastante per l'intero pianeta.
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Mille altri esempi ci portano verso ciò che sembra essere lo scopo ultimo proprio di organizzazioni come il Bilderberg : il Nuovo Ordine Mondiale.
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Nessuno, naturalmente, ne parla...
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Telegiornale, radio, carta stampata, sembrano tutti ignorare il fenomeno....
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Questa mancanza di informazione fa parte di un piano ?
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Probabilmente si, poichè i media costituiscono uno strumento fondamentale per poter attuare la manipolazione delle coscienze, e per poter indirizzare le masse nella maniera desiderata.
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E' triste considerare che, davanti a tutto ciò, e di fronte alla devastante crisi economica che ci sta attanagliando, probabilmente proprio per effetto delle strategie dei gruppi finanziari che cercano il potere globale, molte persone sono comunque felici e appagate solo perchè la loro squadra di calcio ha vinto una partita.
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Le fabbriche si svuotano, e i posti di lavoro calano, mentre parallelamente gli stadi di calcio sono strapieni e super affollati...
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Chissà, forse siamo un popolo di masochisti...
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Dissenso
                                                                                                               
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