domenica 7 giugno 2015

O COMPLICI O CRETINI

O COMPLICI O CRETINI




A Roma “Mafia capitale”, a Milano l’Expo per cui è indagato pure il governatore Maroni, a Venezia il Mose e così via, a macchia di leopardo, in tutta la penisola da Bolzano a Palermo si susseguono gli scandali e le indagini sulla corruzione dei politici e delle istituzioni..!
Continua così da anni e la musica è sempre la stessa, sempre uguale e sempre stonata.
Per contro il capo del governo, ma anche i suoi predecessori alla guida del Paese, tuonano contro la corruzione.
Ultimo sussulto di Renzi che ha dichiarato in questi giorni:senza nessuna pietà contro la corruzione”
E’ la solita, ennesima presa per il sedere, arte in cui i nostri politici eccellono e non sono secondi a nessuno.
La cosa è facilmente dimostrabile dai fatti.
Data la grande diffusione della corruzione che impesta capillarmente le pubbliche istituzioni che sono a loro volta sotto il controllo della politica, i casi sono due, o i politici ne erano al corrente, ma non la denunciavano per non mettere in imbarazzo i rispettivi partiti, ed allora sono  COMPLICI, oppure NON se ne sono accorti nonostante il loro dovere di controllo e nonostante la cosa fosse palese, ed allora sono inadeguati ed anche un poco cretini.
“Tertium non datur”..!!
In ogni caso NON possono continuare ad amministrare la cosa pubblica e prendere in giro i cittadini con “Grida Manzoniane” di nessun effetto concreto e debbono invece dimettersi.!
Ma forse, dato che “la mamma dei cretini è sempre incinta” possono continuare a sperare di continuare a prendere per il sedere i cittadini ed essere creduti..!!
Viva la nostra Democrazia!!
Viva questa repubblica ( nata dalla resistenza.. ) !
Viva la mamma dei cretini..!!

Alessandro Mezzano

                                                                                                                                           

giovedì 4 giugno 2015

A CHI L'OTTO PER MILLE?



Quelle che riguardano la chiesa cattolica, sono questioni che di solito ci interessano poco, salvo quando essa tenta di ficcare il naso in cose che competono allo Stato, ma in cui cerca ( è un vizietto secolare..) di essere parte in causa.
Facciamo un’eccezione a tale prassi per parlare dell’otto per mille che riteniamo argomento d’interesse non solo Italiano, ma internazionale.
Premesso che:” anche l'otto per mille del gettito fiscale di chi non effettua una scelta o di chi è esonerato dalla dichiarazione dei redditi viene ripartito tra i soggetti beneficiari, in proporzione alle scelte espresse (mediamente il 42,73% dei contribuenti hanno espresso una scelta tra il 1990 e il 2007)
Il nostro ragionamento è il seguente:
- Lo Stato del Vaticano è uno stato sovrano ed indipendente e la sua indipendenza dovrebbe essere sia attiva che passiva.
- Una eventuale regalia, com’è quella dell’otto per mille, dovrebbe essere estesa a tutte le nazioni Cattoliche, stante che, a detta della Chiesa, il denaro raccolto serve ad opere di bene in tutto il mondo.
- Non si vede per quale motivo gli Italiani, che sono solamente uno dei popoli Cattolici del mondo, si debba accollare l’onere delle opere pie che il Papa vuole effettuare nel mondo.
- Se questa è una conseguenza del concordato, specifichiamo che in tale atto era prevista una spesa per concorrere al mantenimento del clero e non in misura tale da sovvenzionare spese internazionali, seppure di carità.
Soprattutto, non era assolutamente previsto nel concordato del 1929 che una parte ( l’otto per mille, appunto) delle entrate fiscali fosse devoluta al Vaticano, stornandole dalle tasse da pagare, solo dietro la volontà dei paganti che sottraggono così, al resto dei Cittadini, una parte di servizi che lo Stato deve offrire loro.
Questa novità è contenuta solo nel concordato fatto da Craxi nel 1985.
- E’ assurdo che un tale balzello, posto che esso abbia una qualche legittimità, sia pagato solamente dai cittadini Italiani anche perché questo è il retaggio negativo di avere sempre avuto in Italia lo stato della Chiesa che è stato fonte di diatribe, di guerre e di un’infinità di morti a causa delle manovre, sempre malefiche, per conservare il potere temporale impedendo per secoli l’unità della nazione Italiana come è dimostrato anche dal fatto che in Europa l’Italia è stata l’ultima Nazione a conquistare unità ed indipendenza!
Se qualcuno ci contesta che il concordato fu fatto dal Fascismo e che quindi, come suoi eredi, siamo coinvolti nella responsabilità, rispondiamo che nel 1929 era necessario riappacificare gli Italiani con la Chiesa per potere operare le riforme rivoluzionarie che il Fascismo aveva in progetto, ma che ora, dopo 75 anni, le condizioni sono mutate e che quindi anche il nostro atteggiamento verso la Chiesa Cattolica, che non fu mai confessionale, può cambiare secondo la logica e secondo i tempi.
Il concordato fu fatto «ob torto collo» per necessità; ora che le condizioni sono mutate, non esiste motivo per continuare a subire!
Naturalmente non poniamo minimamente in discussione la libertà dei fedeli Cattolici di contribuire alle opere di bene della Chiesa, ma pretendiamo che lo facciano con i loro soldi e non con quelli che le leggi fiscali hanno attribuito alla collettività!
Con i soldi che loro restano dopo aver pagato tutte le tasse dovute, i fedeli cattolici possono fare ciò che vogliono, anche donare l’otto per cento, se lo credono, alla Chiesa.
Non è accettabile che la Chiesa presenti come una donazione caritatevole, meritoria e quasi obbligata per chi abbia coscienza, ciò che invece è una pretesa di uno Stato che vuole essere sovrano rispetto ai doveri e che si sente invece parte della Nazione Italiana rispetto ai presunti diritti.
Noi siamo disposti a sovvenzionare l’UNICEF, la FAO e tutti gli Enti umanitari dell’ONU, anche con più dell’otto per mille ed attendiamo che lo Stato, che dovrebbe essere laico, ce ne offra l’opportunità permettendoci di devolvere lotto per mille a questi enti anziché incamerare quanto non dato al Vaticano.

Alessandro Mezzano

                                                                                                                                                 

martedì 2 giugno 2015

ASTENSIONISMO SILENZIATO


Astensionismo vince ancora : arriva al 46,10% ed,in qualche regione e comune.diviene pure maggioranza.
Questo il dato incontrovertibile,il resto sono solo opinioni....piú o meno condivisibili da chi si voglia soffermare sull'ampiezza del fenomeno non-voto per cercare di informarsi meglio o di capirne motivazioni e prospettive.
Le istituzioni,i partiti con i loro leader e tutto il codazzo dei principali media che sostengono la partitocrazia imperante,i sociologi ed esperti vari che stiamo vedendo in tv ed ascoltando in radio...glissano sull'astensione e tirano dritto.
Peraltro,secondo il loro (e dei tanti che,votando,condividono) ragionamento contano soltanto i voti espressi e gli eletti...il resto mancia !!
Da qui,governando loro ed avendo "chi conta" in mano la stampa e le radiotelevisioni nazionali,sembra quasi che tutto sia "normale".
"Ho vinto io,ha perso lui"...e viceversa,"Renzi vince" (forse no),"Salvini trionfa","Grillo risorge","Berlusconi fa il miracolo"...bla,bla,bla....
Io,assertore convinto dell'astensionismo,li vedo,sento e leggo come appartenenti ad un altro pianeta....degli alieni che sono sulla Terra per sfruttarci e levarci il sangue...,dei vampiri-magnaccia che ci prendono in giro con paroloni roboanti e promesse mai mantenute.
Tutti,senza eccezioni,dal primo all'ultimo : chiunque partecipi,vincendo o perdendo, fa parte del "sistema" partitocratico,quello che ci sta affossando ed affamando sempre più.
Sono pazzo ? Non credo proprio !!
Se già praticamente non vota quasi la metà (e spesso più) del corpo elettorale  un motivo ci sarà pure,no ?
Non presumo che ciò avvenga per le stesse mie motivazioni e percezioni,ma avviene...è incontestabile.
È proprio in questa massa sempre crescente di italiani insoddisfatti del sistema partitocratico ed in cerca od attesa di nuove forme di aggregazione che si annida la speranza di un cambiamento.
Come,dove...quando ?
Non lo so,ma la storia insegna che proprio tra le masse "insoddisfatte" si realizzano nuove possibilità di rovesciare poteri costituiti non rappresentativi della volontà popolare.
Per questo affido la mia analisi piú che altro alle libere testate presenti su internet,quelle pluraliste e che non hanno  "padroni".
Le stesse che,ne condividano o meno il contenuto,ritengano giusto dar voce ad uno della (quasi) metà di italiani che non ci cascano più  !!

Grazie per l'attenzione.
Vincenzo Mannello
                                                                                                                                              

lunedì 25 maggio 2015

PALMIRA ABBANDONATA...


Palmira in mano allo Stato Islamico : scorrono in tv le immagini (scarse e ripetute perché censurate pure su internet) della città antica "patrimonio dell'umanità" su cui sventola il nero vessillo dell'Isis.
Uno schiaffo sonoro ed in mondovisione sferrato dal Califfo a tutti i suoi nemici,vista la fama della Palmyra conosciuta "urbi et orbi".
Tantissimi avversari ,ufficialmente quasi un globo intero, visto che la sola "coalizione" raccolta da BombObama è formata da 46 stati (occidentali e non e musulmani compresi) e conta pure sulla "collateralità" di Russia,Cina ed Iran.
Ma,tutti assieme,non hanno smosso un dito (o,piú opportunamente,un grilletto) per difendere Palmira dalla furia (prevedibile) devastatrice dei seguaci iconoclasti del Califfo.
Bene,anzi male...,visto il contorno di decapitazioni ed esecuzioni sommarie associate ad ogni conquista dell'Isis.
Partendo dalla "indignata preoccupazione" di ogni comune telespettatore o lettore di giornale, colgo lo spunto per evidenziare quello che ha colpito me e,credo,solo pochissime altre persone....tutte rigorosamente "politicamente scorrette" : un fotogramma   !!
In un piccolo frammento di immagine, osservato in un video girato dagli stessi miliziani (che ora vestono uniformi militari complete),si può vedere uno di loro,presumibilmente in un acquartieramento militare governativo,strappare con rabbia due manifesti....di Assad e del partito Baath.
Simboli,l'uno e l'altro,del peggior nemico del fondamentalismo jihadista : il socialismo nazionale di matrice islamica !
Si,proprio il Partito Baath (fondato fine anni '30 del secolo scorso da un alawita sciita,da un cristiano ortodosso e da un sunnita) poneva le basi per la formazione di una Nazione Araba governata "laicamente" con il concorso delle varie componenti religiosi presenti nelle diverse realtà e cementato da una visione "socialista" per il riscatto economico,culturale e politico delle masse popolari dei singoli paesi interessati.
Per sintetizzare : una Repubblica Araba Unita cui si sarebbe benissimo applicare l'aggiunta "Sociale".
Modello Nasser,Saddam Hussein ed Assad padre...,con tutti i limiti e le "colpe" che vanno loro ascritte e considerando la diversità delle realtà storiche geopolitiche.
Queste tre personalità cercarono di costruire una nuova realtà,ciascuno nel proprio paese e superando i confini di stato e non usando certo la mano leggera nel reprimere l'opposizione,specie quella "integralista".
Però si videro anche i frutti di governi moderni,interconfessionali,socialmente piú avanzati e,per scriverla come la definiamo noi,..."laici" : scuole,università,ospedali,musei,dighe,ferrovie ed aeroporti,tutte quelle infrastrutture,accompagnate da assistenza  sociale, necessarie al progresso di un popolo ed al suo riscatto.
Conosco le obiezioni : guerre,tante guerre..,pure perse !!
Certo,guerre contro il comune e principale nemico di Egitto,Irak e Siria : Israele..ed i suoi protettori americani.
Sconfitti sul fronte israeliano,con perdita di territori ed ingentissime risorse,i capi Baathisti dovettero affrontare i problemi interni ed il sogno "unitario" svanì.
Gli Usa,con Israele e tutto l'Occidente, smantellarono in seguito questa presenza in Egitto (con dittatori filoccidentali alla Al Sisi di oggi),in Irak (con Al Maliki ed eredi) e,per estensione pur anomala,in Libia assassinando Gheddafi e creando il caos che conosciamo.
Resta la Siria di Bashar al Assad,l'ultimo Baathista da eliminare....
E quì torniamo alle righe di partenza : Palmira è caduta senza che BombObama ed i suoi servi abbiano inviato un solo drone a bombardare i miliziani neri...perché ??
Forse gli occidentali preferiscono un Califfato integralista e spietato come non mai a (presunti) dittatori che,ragionando in proprio,non si prostravano e prostrano (come Assad in Siria) al liberalcapitalismo imperialista di Obama ed alla "sicurezza" di Israele ??
Se è così,e tutto fa pensare lo sia,ritengo si tratti di un altro errore di incalcolabile portata : oggi Isis balla sulle rovine di Palmira,domani dove arriverà la bandiera nera del Califfo  ??

Grazie per l'attenzione.
Vincenzo Mannello

                                                                                                                                      

venerdì 22 maggio 2015

STORIE DI ITALIANI ALLO STREMO

Blog politicamente scorretto contro la dittatura del pensiero unico, coordinato dall' avvocato Edoardo Longo.

STORIE DI ITALIANI ALLO STREMO



In data di ieri 20 Maggio 2015 dal Comune di Valdagno mi è pervenuta una lettera che mi verrà versato in mio c/c la somma di 340,00 €uro, quando le mie bollette scadute presentate al Comune stesso, corrispondono a una cifra più elevata, pari a €uro 490,00.Riepilogando, Bolletta acqua, 35,80, altra bolletta acqua 49,20, bolletta gas 301,28, bolletta enel 97,62 per un totale complessivo di €uro 490,00. A tale somma complessiva DICHIARO di non riuscire a saldare i conti, perchè per pagar tutto mancano ancora 150,00 €uro che non dispongo, non avendo nessun reddito. 

A giorni mi verrà staccato tutto, una volta staccato tutto, mi vedo e sono costretto a ritornare a vivere in automobile.... e pensare che nella mia querela contro l'assistente sociale, (che ancora una volta allego) avevo chiesto che non pretendevo 900,00 euro mensili come fanno con gli extracomunitari ma almeno 600,00 euro al mese, mentre la risposta era stata che erano soltanto disposti a pagarmi le bollette, ma a mio avviso vedo che ora neppure quelle.

Nella vita ho capito una cosa: Che se sei povero, con gli assistenti sociali si diventa ancora piu' poveri ed io nonostante i miei curriculum di lavoro ovunque, tutt'oggi mi ritrovo un fallito e a dover combattere con la vita iniziando nuovamente a vivere in automobile.

Nella mia precariata situazione, l'indirizzo di residenza sarà valido solo per la posta, ma già da oggi staccherò dalla cassetta postale e dal citofono il mio nominativo.

Mi leveranno ancora la fissa dimora? lo facciano pure, lo hanno fatto pure in passato che poi nel 2006 due comuni mi hanno negato anche il diritto di votare alle politiche, perchè senza fissa dimora.

Ringraziando questa Italia, disonesta verso un Cittadino Italiano.

                                                                                                                                         

martedì 19 maggio 2015

ANCORA GLI OPPOSTI ESTREMISMI?

ANCORA GLI OPPOSTI ESTREMISMI?

Ecco, ci risiamo, stanno rifacendo la solita sceneggiata degli “opposti estremismi” per uscire dallo stallo politico che li sta mettendo in difficoltà.
La politica della partitocrazia che da decenni domina la scena e malgoverna l’Italia è nuovamente arrivata ad un punto di rottura, con la gente che si sta scocciando di promesse non mantenute, di balle raccontate sui giornali ed in TV, di un tenore di vita sempre più miserabile a confronto di una casta di parassiti che sempre di più pretende ed ottiene privilegi intollerabili e che sempre di più viene scoperta a corrompere ed a farsi corrompere da comitati d’affari che gestiscono solamente gli interessi di ristrette èlite economiche fregandosene bellamente della sorte del cittadino.
Destra o centrosinistra ormai non fa differenza e gli scandali si accavallano dimostrando le commistioni con la politica di ogni colore.
Dai furbetti del quartierino, alle Coop rosse, alla corruzione di giudici per verdetti favorevoli, alle dinastie di primariati ospedalieri o di dirigenze universitarie, alle nomine di favore, alle liste di attesa lunghissime ( checché ne dicano i dirigenti Asl) per vere un esame, una  cura, un intervento, agli stipendi e salari che per la maggior parte degli italiani sono ai limiti della sopravvivenza.
Abbiamo i parlamentari più pagati  ed i lavoratori meno pagati d’Europa e questo vorrà pur dire qualcosa; i nostri parlamentari vanno in pensione dopo 35 mesi mentre chi ha lavorato una vita ci va dopo 35 anni ed ora pare che non bastino più..
Ed allora che succede?
Si ricreano gli opposti estremismi con assalti alle sedi di Forza Nuova, con pestaggi, aspettando che ci sia la reazione e che ci scappi il morto come è già successo negli anni passati..!
Ma possibile che la sinistra radicale, quella dei centri sociali, sia così cretina da farsi manipolare ogni volta che ai padroni fa comodo per distrarre l’attenzione dai problemi che essi non sanno e non vogliono risolvere e che si prestino, alla fine, a fare da carne da macello, oltre che da soliti “utili idioti”..??
Ma non capiscono che il problema non sono i ragazzi di Forza Nuova che protestano  contro l’immigrazione clandestina che tra l'altro, oltre alla delinquenza porta anche a perdite di posti di lavoro a causa del levoro nero ( senza per altro avere speranza di incidere in alcun modo sul problema in termini reali data l’esiguità del loro peso politico)?
E’ già successo negli anni settanta ed alla fine chi ci ha guadagnato se non i soliti “mammasantissima” della politica ed i loro padroni Americani?
Possibile che bastino un paio di provocatori infiltrati per scatenare centinaia di elementi dei centri sociali, strafatti di “roba” a fare il lavoro sporco che creerà la situazione di tensione sociale che la partitocrazia attende per uscire dalla crisi come salvatrice della patria..??
I nemici veri dei lavoratori non sono i ragazzi di Forza Nuova, i nemici veri sono acquattati nelle banche da dove danno gli ordini ai loro servi della politica.
I veri nemici sono i politici collusi con le mafie ( leggetevi “cose di cosa nostra” di Giovanni Falcone..!).
I veri nemici sono i sindacalisti imbelli che fanno da sponda ad una politica inetta, disonesta e complice di interessi che non sono quelli dei lavoratori..!
Di nemici veri ce ne sono tanti.
Basta guardarsi in giro con occhio attento ed un po’ di intelligenza..
Ma forse è proprio quest’ultima merce che manca alla sinistra radicale..!!

Alessandro Mezzano
                                                                                                                                                    


sabato 16 maggio 2015

Bobby Sands: il cuore e l’anima della rivoluzione irlandese

Bobby Sands: il cuore e l’anima della rivoluzione irlandese



La protesta che investì il complesso penitenziario di Long Kesh, collocato vicino Belfast, iniziò a divampare nel 1977, quando gli oltre trecento detenuti irlandesi, tutti prigionieri politici repubblicani incarcerati per reati consumati contro l’occupazione britannica, considerati volutamente dalle autorità penitenziarie alla stregua dei detenuti comuni, decisero di rifiutarsi di indossare la tenuta carceraria che li equiparava ai criminali comuni per rivendicare, in quanto militanti nazionalisti, il riconoscimento della loro condizione reale di prigionieri politici.
La blanket protest aveva anche lo scopo di fare giungere all’esterno del carcere notizie sulla reale situazione nella quale versavano i detenuti e sui continui e pesanti maltrattamenti fisici e sulle perduranti violazioni della dignità personale che i prigionieri nazionalisti erano costretti a subire in quanto tali.
Maltrattamenti, pestaggi, “terapie” di correzione che a malapena mascheravano gli sfoghi delle guardie (tutte protestanti e ‘lealiste’, quindi torturatori volontari) che, con il beneplacito dell’amministrazione carceraria, potevano accanirsi senza riguardo alcuno contro i prigionieri repubblicani: “La tortura era una di quelle cose cui avevamo imparato ad abituarci. In realtà avevamo dovuto abituarci (…) non sapevamo mai quale porta avrebbero aperto, chi di noi avrebbero trascinato fuori dalla cella e pestato senza pietà.” Nudi come dei vermi, si coprivano solamente le parti intime con un asciugamano, i prigionieri, vista l’indifferenza glaciale dei carcerieri, furono costretti ad inasprire la protesta passando successivamente alla dirty protest ovvero cominciarono a rifiutarsi di radersi, di farsi tagliare i capelli, di lavarsi e infine si opposero allo svuotamento quotidiano dei buglioli, presenti nelle celle, che contenevano i loro escrementi.
La feroce perfidia delle guardie arrivò al punto di trovare divertimento, ogni mattina, nell’irrompere nelle celle e rovesciare sul pavimento, con un calcio, il contenuto dei buglioli.
Così tutti i giorni, per settimane. Le celle erano diventate delle squallide e sudice fogne dove, a denti stretti, continuava la resistenza dei prigionieri: “Ci sono diversi modi per scuoiare un animale e, nel nostro caso, per tentare di spezzare la resistenza di un prigioniero di guerra.”
Le guardie, sempre tutelate e incitate dalle autorità, si misero d’impegno per piegare la protesta dei blanketmen diminuendo le già ridotte razioni di cibo e utilizzando alimenti avariati, aumentando il numero delle irruzioni nelle celle, sia di giorno che nella notte, per gli ormai divenuti consueti pestaggi e per le degradanti perquisizioni corporali nelle parti intime che precedevano i pestaggi.
A fronte di quelle continue umiliazioni i prigionieri trovarono lo stesso il conforto necessario nella certezza della vittoria, proclamando orgogliosamente “il nostro giorno verrà”, e lo proclamarono in gaelico: Tiocfaidh ar là!
Quando venne permesso all’arcivescovo cattolico Thomas O’Fiaich di visitare i prigionieri lo squallido spettacolo che si presentò agli occhi del prelato fu così sconvolgente da lasciarlo profondamente turbato: “Lasciando da parte l’essere umano, difficilmente si lascerebbe vivere un animale in tali condizioni. L’immagine che più si avvicina a ciò che ho visto è quella delle centinaia di homeless che vivono nelle fogne di Calcutta.” Lo stesso turbamento, però, non scalfì la ferrea arroganza britannica.
I prigionieri avanzarono, allora, al Governo britannico una serie di richieste politiche che se concesse avrebbero posto fine alla protesta. Richiesero che ai prigionieri repubblicani fosse garantito il diritto ad indossare i propri indumenti anziché la tenuta carceraria, non fossero obbligati al lavoro carcerario, fosse loro garantita la possibilità di ricevere una visita e una lettera settimanalmente, fosse loro permesso di unirsi con gli altri prigionieri durante l’ora d’aria e, infine, che potessero usufruire anche loro degli sconti di pena al pari dei detenuti comuni. Il Governo britannico rispose che non avrebbe mai trattato con dei terroristi e, pertanto, avrebbe rigettato le richieste. Per questi motivi e visto il perdurare dell’indifferenza dell’amministrazione politica inglese, che non si sentiva minimamente colpita dalla campagna di controinformazione che dall’esterno gettava logicamente discredito su di essa, il consiglio politico dei prigionieri decise, dietro indicazione strategica dell’IRA, di alzare ancor di più il tono della protesta adottando la forma più estrema e radicale che si potesse immaginare: lo sciopero della fame.
Il primo prigioniero ad iniziare la nuova protesta sarà Brendan Hughes, comandante dei prigionieri repubblicani di Long Kesh, lo seguiranno a ruota altri sette detenuti.
Queste prime proteste durano poco — pur sempre una cinquantina di giorni che ridussero i prigionieri in fin di vita — perché gli inglesi, barando, fecero trapelare la notizia di una possibilità di intesa riguardo alle richieste. Ma si trattò solamente di una delle solite vigliaccate inglesi. Non rimaneva, a questo punto, per gli avviliti prigionieri altra scelta che riprendere con decisione la protesta e portarla fino alle estreme conseguenze.
Toccherà, per sua libera scelta, ad un giovane prigioniero di nome Bobby Sands diventare il protagonista e il simbolo di tutti gli hunger strikers.
Bobby Sands era un volontario dell’IRA a tutti gli effetti, si era voluto arruolare nel 1972 dopo che aveva provato sulla propria pelle e su quella della famiglia le angherie e i soprusi dell’occupazione britannica, le discriminazioni e le intimidazioni degli attivisti protestanti e soprattutto il particolare senso della ‘giustizia’ degli inglesi. Era arrivato a Long Kesh, “ospite” nei famigerati H-Blocks verso la fine del 1977 per scontare una condanna a 14 anni di reclusione per partecipazione ad azioni di terrorismo, fu quindi automaticamente solidale e partecipe con gli altri prigionieri nello svolgimento della protesta per i diritti politici. In carcere irrobustirà la propria formazione politica e culturale e si impegnerà, anche, nello studio del gaelico e il 1 marzo del 1981 deciderà di donare integralmente sé stesso alla causa del suo popolo, per la liberazione dell’Irlanda, per denunciare a tutto il mondo i crimini britannici in terra irlandese.
Inizierà così lo sciopero della fame ad oltranza di Bobby Sands che, per la generosità del suo gesto e la bontà della fede che albergava nel suo grande cuore, diventerà il simbolo della sofferenza irlandese e la bandiera del riscatto nazionale: “Accettare lo status di criminale significherebbe degradare me stesso e ammettere che la causa in cui credo e di cui mi nutro è sbagliata. Quando penso agli uomini e donne che hanno sacrificato la loro vita, le mie sofferenze mi sembrano insignificanti. Ci sono stati molti tentativi per piegare la mia volontà, ma ognuno di questi tentativi mi ha reso ancora più determinato.”
Il Governo britannico, allora guidato dalla Margaret Thatcher, manifestò imperterrito tutto il suo cinico disprezzo nei confronti degli hunger strikers, nonostante che il valore della protesta avesse ormai già varcato i confini dell’Irlanda del Nord e generasse, ovunque, commozione e solidarietà.
L’opinione delle autorità britanniche consistette nell’affermare che se dei “terroristi” avevano deciso di morire di fame, allora potevano pure tranquillamente farlo, con la “benedizione” di Sua Maestà.
Eppure, grazie alla grande solidarietà del movimento repubblicano e agli sforzi del Sinn Fein, guidato dal nuovo presidente Gerry Adams (l’ex comandante della brigata di Belfast dell’IRA) Bobby Sands venne, anche, eletto deputato al parlamento di Westminster.
La notizia che un “terrorista” era diventato un parlamentare rappresentò un boccone troppo indigesto, anche per la Lady di ferro, e al contempo dimostrò che quel “terrorista” era il volto dell’Irlanda e che la Nazione irlandese si stringeva attorno ai suoi prigionieri politici.
Secoli di lotta contro la dominazione britannica avevano abituato gli irlandesi ad andare incontro alla morte anzitempo, anche quando la morte si presentava sotto le forme della casualità e della sfortunata coincidenza, come spesso accadeva nell’Irlanda del Nord. Bastava trovarsi nel posto sbagliato e nel momento sbagliato e poteva succedere di tutto all’improvviso: un’autobomba che esplodeva di fronte ad un pub, una raffica di mitra proveniente da una macchina in corsa, i colpi sparati da un cecchino inglese troppo nervoso o da uno sbirro della RUC troppo zelante. Ma l’andare incontro alla morte, come fecero gli hunger strikers, come se fosse un estremo atto d’amore nei confronti del proprio popolo e della propria Nazione, rappresentò una novità così sconvolgente da marcare la coscienza degli irlandesi in maniera indelebile.
Dopo 66 giorni di digiuno, Bobby Sands, morendo poneva fine al suo doloroso calvario.
A coloro che nei giorni precedenti il decesso, implorandolo, gli chiedevano di smettere, di interrompere la protesta Bobby Sands, serenamente, rispondeva: “Sorry, but I must die”, Scusatemi, ma io debbo morire. Il 5 maggio 1981 l’Irlanda repubblicana era in lutto, quella protestante in apprensione per quello che avrebbe potuto fare l’IRA.
Non era ancora tempo di vendette, quel momento sarebbe giunto, ma dopo i funerali.
Dopo Bobby Sands moriranno altri nove prigionieri che avevano iniziato a ruota lo sciopero della fame ad oltranza: Francis Hughes, Raymond Mac Creesh, Patsy O’Hara, Joe Mac Donnel, Martin Hurson, Kevin Lynch, Kievan Doherty, Seamua Mac Elwain e Micky Devine. Anche loro si immoleranno volontariamente sull’altare sacrificale della libertà irlandese e il numero dei “votati al martirio” sarebbe stato anche maggiore se, nel frattempo, non fosse giunto a Long Kesh l’ordine da parte del Comando dell’IRA di interrompere la protesta.
I funerali di Bobby Sands saranno solenni e imponenti, decine e decine di migliaia di irlandesi accompagneranno il feretro del combattente repubblicano, avvolto nella bandiera tricolore irlandese, nel suo ultimo viaggio verso il cimitero di Milltown, non mancherà neppure il picchetto armato d’onore dell’IRA.
I fucili dell’IRA spareranno a salve per rendere testimonianza e gratitudine al coraggioso volontario.
L’esercito britannico che in forze e a distanza presidiava la zona dovrà sopportare anche questo affronto.
“Bobby Sands, deputato al Parlamento, volontario dell’IRA, prigioniero politico di guerra, Requiescat in Pacem.”
Con i funerali di tutti e dieci hunger strikers si andava così chiudendo una delle pagine più gloriose della tormentata storia dell’eroico popolo irlandese. Dimenticare tutto questo, dimenticare il loro sacrificio sarebbe ingiusto nei confronti della Storia della Nazione irlandese, ma soprattutto sarebbe un’offesa alla nostra coscienza e alla loro memoria

Onore ai caduti dell’Esercito repubblicano irlandese!

Onore a Bobby Sands e ai martiri di Long Kesh!