venerdì 8 gennaio 2016

IL DECLINO DELLA CIVILTA' ITALIANA

Blog politicamente scorretto contro la dittatura del pensiero unico, coordinato dall' avvocato Edoardo Longo.

IL DECLINO DELLA CIVILTA' ITALIANA


di: Anonimo Pontino.
Un popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori.

Questa frase è scritta sul Palazzo della Civiltà Italiana edificato durante il fascismo a Roma, nella zona Eur, dove ho lavorato per anni.

Ogni volta che leggo questa frase provo emozione. Merita di governare un popolo soltanto chi lo ama, e chi l'ha scritta sicuramente aveva un'idea nobile del nostro popolo. Voleva trasmettere un senso di orgoglio a chi leggeva.

Non a caso la civiltà e la cultura cristiana è nata e fiorita nel nostro paese. E questo fa rabbia alle minoranze culturalmente più agguerrite che manovrano da sempre con l'inganno il grande capitale ed i flussi monetari. Quelle minoranze che si sentono "elette", ma che in realtà sanno solo "falsificare" tutto quello che toccano: la moneta, le leggi, l'informazione, l'educazione, i sentimenti. Le stesse minoranze che vogliono sostituire etnicamente e moralmente il popolo italiano. Ma c'è un'altra cosa che gli fa rabbia. Quella genialità in grado di inventarsi soluzioni che fa parte della nostra tradizione culturale.

Un esempio: la missione spaziale americana Apollo XIII. "Houston abbiamo un problema": un guasto rischia di compromettere il rientro sulla terra. Sgomento e tragedia: non c'era scritta la soluzione.  Tra tutti gli scienziati che lavoravano per la Nasa chi fu in grado di dare la soluzione? Due italiani esperti in "diodi e conduttori di elettricità".... chiesero di poter parlare con la navicella. Uno dei due aveva notato che il secondo astronauta masticava compulsivamente chewing gum. I due tecnici italiani, parlando con loro per radio, gli spiegarono di cavarsi di bocca la gomma, come e dove andarla ad appiccicare tra due cavetti perché la gomma arabica in assenza di gravità diventa un ottimo saldatore e conduttore di energia elettrica. Lo fecero. Funzionò. La notte, intervistato, questo tecnico italiano spiegò che lo faceva sempre da piccolo quando giocava con il suo trenino Rivarossi e certe volte la locomotiva si inceppava perché c'era un filo pelato; aveva scoperto che con la bubble gum funzionava. Gli scienziati americani ammisero che non sarebbe venuto in mente a nessuno di loro neppure in cento anni.

Ma l'emozione lascia presto il posto alla tristezza, per la condizione in cui oggi ci troviamo. Depredati, traditi e umiliati dall'aristocrazia politica.

L'Italia politica è un paese nato da un regno consolidatosi sulla frode del debito pubblico a favore di ANONIMI. Una Repubblica (dove tutto è privato) fondata sul lavoro, il nostro, per ripagare un debito inesigibile. L'origine del debito pubblico italiano risale all'epoca dell'unificazione politica del Paese. Proclamato il 17 marzo 1861 il Regno d'Italia, vi fu la necessità di procedere all'unificazione degli ordinamenti amministrativi dei vecchi Stati confluiti nel nuovo Stato. La prima delle leggi unificatrici in materia finanziaria ad essere discussa dal Parlamento riguardò l'istituzione del Gran Libro del debito pubblico. Poco dopo l'istituzione del Gran Libro con l. 10 luglio 1861, n. 94, si provvide al riconoscimento dei titoli di debito degli Stati che erano entrati a far parte del nuovo Regno.


Mentre la classe politica italiana ci spreme con le tasse e spende il denaro per l'acquisizione del consenso, gli altri Paesi si avventano sull'Italia, che svende le sue ultime risorse al miglior offerente. Il timone è in mano a capitali privati stranieri che fanno capo all'Oligarchia Bancaria Internazionale degli Strozzini Farisei, che controlla il grande capitale monopolistico mondiale e che fa capo alle solite famiglie di banchieri. La rotta la cambiano questi. Nel loro interesse. Ed è un cambiamento imposto, attraverso coazione finanziaria, fiscale, bancaria.

La "consapevolezza civica" degli italiani è che tutti si aspettano che tutti facciano i furbi, cercando di difendersi furbescamente, in una guerra di tutti contro tutti.

E a nessuno conviene smettere per primo.

Ricercatori, scienziati, managers, imprenditori se ne sono già andati e se ne stanno andando. Restano i peggiori e i meno capaci e quelli che sguazzano in questo sistema, come pesci in una pozzanghera economica che si sta prosciugando al sole della globalizzazione.

L'attività dei partiti politici italiani consiste nel saccheggio fiscale dei risparmiatori e dei produttori di ricchezza che ancora non se ne sono andati.

La gente non riuscendo a decifrare le cause del male e della sua profonda insoddisfazione e tristezza indotta, cade nella rassegnazione e continua a vivere il quotidiano con , come se tutto fosse "normale".

Il potere appare invulnerabile, scoraggiando così ogni tentativo di cambiamento. Non si coglie la dimensione spirituale della "guerra" in atto e la straordinaria potenza dello spirito quale reale arma di liberazione, quando questo spirito si conforma ai veri insegnamenti e principi cristiani.

 Anonimo Pontino
                                                                                                                                                                          

LO STROZZINO


Lo strozzino: nella scala della perversità umana, lo strozzino occupa un livello ancor più basso dello speculatore.

Egli è il corvo che segue i cadaveri della società borghese, è la iena che li dissotterra per spogliarli.

Qualche volta ha la suprema ipocrisia di piangere davanti alle innumerevoli vittime che egli spinge al suicidio - ma non credete alle sue lacrime : lo fa per ingannare voi, noi tutti, il codice, la giustizia, l'umanità".

Benito Mussolini,

su l'Avvenire del Lavoratore n. 12 del primo Maggio 1909, a Trento .
                                                                                                                                                                                    
                                              

martedì 5 gennaio 2016

ARABIA SAUDITA PROSSIMO NOBEL PER LA PACE


Non v'è dubbio che Riyad si candidi autorevolmente alla prossima conquista del prestigioso riconoscimento attribuito a Stoccolma a chi, persona fisica o meno,contribuisca alla salvaguardia, al benessere ed al progresso del genere umano.
Re Salman, la sua numerosissima famiglia e la corte con tutto il suo caravanserraglio sono fulgido esempio di quanto un essere umano,un capo di governo,uno stato ed una nazione possano e debbano fare per migliorare la sorte del genere umano.
E l'Arabia Saudita,grazie alla guida illuminata della stirpe reale dei Saud,in questo ha pochi rivali.
Popolo felice quello della omonima penisola ed altrettanto fortunati quelli vicini che,da tanta grazia,ricevono benefici  evidenti.
Riyad non è stata messa a capo della "commissione per i diritti dell'uomo" da quella meravigliosa istituzione,denominata Onu,che garantisce pace,sicurezza e prosperità su tutto il pianeta ?
Le vittime di ieri,con il capo spirituale musulmano sciita Nimr al-Nimr in testa (persa), hanno raggiunto (come dichiarato dal massimo esponente religioso sunnita della Mecca) "la possibilità di non poter piú commettere i loro efferati crimini in futuro"....ovviamente grazie alla generosità di Re Salman,illuminato a sua volta dalla prospettiva di raggiungere la vetta piú alta del riconoscimento pubblico  esistente tra i "grandi" : il Nobel per la Pace.
Lo trovo piú che giusto e sacrosanto,oltreché eticamente ineccepibile,....se l'aveva vinto il suo maestro e mentore Obama,perché Salman  non dovrebbe seguirlo nel fregiarsi di questo titolo ?
In fin dei conti in Arabia Saudita si "giustiziano" condannati meglio che negli States,si bombardano ed invadono nazioni (lo Yemen) come gli Usa fanno da sempre in Iraq,Afghanistan,Siria,Libano,Somalia,Libia etc..,si allevano pure in comune personaggi come Bin Laden ed al-Baghdadi,si creano strutture come al-Qaeda ed Isis per poi esportare in altri stati la "democrazia".
Ed assieme (con Obama e servi vari degli Usa),quando non conviene piú,si formano le "coalizioni" per combattere i "cattivi" del mondo.
Siamo in mani sicure...che vogliamo di più dalla vita ?


p.s. noi italiani siamo grati ai "presidenti" Mattarella e Renzi per l'acume e lungimiranza dimostrati nei confronti di Re Salman in occasione dei recenti incontri...tutti tesi a perorarne (gratis) la causa ed a magnificare la esemplarità della Arabia Saudita (ieri ed) oggi.

Grazie per l'attenzione
Vincenzo Mannello
                                                                                                                                           

domenica 3 gennaio 2016

CHI STAMPA GLI EURO?

SAI DOVE VENGONO STAMPATI GLI EURO? NON CI CREDERESTI MAI! PROVA INDOVINARE PRIMA DI LEGGERE

  da
eurostesi
CHI STAMPA GLI EURO? LA CINA !

L’Olanda nel 2005 vinse l’appalto della BCE per stampare gli euro. Dopo che  la decisione di stampare in Malesia è dovuta rientrare per l’opposizione degli altri stati, la stampa fu affidata a Pechino, STATO FALSARIO. Ma a ben pensare ora Pechino usa le matrici originali…Leggete qui di seguito: “Repubblica — 26 agosto 2005   pagina 14   sezione: ECONOMIA 
autore Federico Rampini. ” Sulle banconote che gli europei avranno in tasca a partire dal 2007 potrebbe essere scritto, in filigrana, “made in Asia”…omissis.. la Bce  volle offrire le massime garanzie agli Stati membri sulla sicurezza della nuova valuta. Bisognava adottare i procedimenti più sofisticati per rendere l’ euro a prova di falsari… omissis… Poiché la maggior parte delle banche centrali hanno smesso da tempo di gestire la “zecca” in proprio, ci furono gare d’ appalto rigorose per selezionare le società private a cui delegare il delicato compito. La Royal Joh Enschedé di Harlem (Olanda) vinse grazie a un curriculum di tutto rispetto. Fondata nel 1703, ha una fama mondiale…omissis… Lavora per 30 banche centrali di tutto il mondo. Dal 1960, per esempio, ha in appalto l’ intera produzione di banconote dello Stato d’ Israele…omissis…  Ma alla venerabile età di 302 anni, anche la Royal Joh Enschedé ha dovuto piegarsi agli imperativi della competitività. Per produrre al costo più basso ha investito 160 milioni di dollari in una nuova fabbrica su un sito di 20 ettari a Rawang, MALESIA, in società con l’ azienda locale Focus Equity … omissis…l’ Islam è la religione dominante. Roslizawati Ali, il direttore esecutivo della Focus Equity , ha dichiarato che “verranno elaborati diversi disegni islamici che potranno essere usati nelle banconote… a fianco alle immagini di chiese gotiche e monumenti rinascimentali, anche dei minareti di moschee sui biglietti da 20 euro.” Ma in seguito l’accordo è saltato e la stampa è stata affidata alla Cina, che ha offerto condizioni più convenienti.
Fonte: http://www.wallstreetitalia.com/comment/258668/chi-stampa-gli-euro-la-cina.aspx
 
                                                                                                                                                

giovedì 31 dicembre 2015

IL QUARTO POTERE DELLO STATO

IL QUARTO POTERE DELLO STATO

Di :   Anonimo Pontino
"...mentre [l'usuraio] si nutre dell'insolvenza e del controllo della legislazione, le leggi erano così ingegnosamente escogitate per creare il debito, come per renderlo lucrativo una volta contratto... Mentre i capitalisti possedevano i Tribunali ed amministravano la giustizia, essi avevano i mezzi a portata di mano per rovinare qualsiasi plebeo la cui proprietà risultasse appetibile."- Brooks Adams -
Come ammoniva Auriti il fatto che oggi il politico sia - come diceva Pound - il “cameriere del banchiere”, emerge dall'ovvia considerazione che, se si mettono a confronto il governatore della Banca centrale ed il Capo del governo, il primo può concedere o negare in prestito tutto il denaro che vuole, il secondo può solo chiederlo o non chiederlo, solo in prestito. È ovvio quindi che il secondo è il cameriere del primo, ma non perché abbia animo servile, ma perché le regole del gioco non consentono altrimenti".
Come ancora sottolinea Auriti, il fenomeno più importante che si è avuto con la Rivoluzione Francese non è stata la carta costituzionale, ma la BANCA CENTRALE con la contestuale sostituzione della moneta d'oro con la moneta nominale. Ciò non è stato un semplice mutamento della struttura merceologica del simbolo, ma la sostituzione di una fattispecie giuridica con un'altra. Quando la moneta era d'oro, il portatore ne era il proprietario; con la moneta nominale, ne è diventato inconsapevolmente il debitore. Tutta la moneta nominale è emessa dalle banche centrali prestandola: dunque tutto il denaro in circolazione è gravato di debito verso le banche centrali. La Rivoluzione Francese fu promossa dalla Banca d’Inghilterra e dall’eresia protestante che entrò in Europa continentale non con la fondazione di una “chiesa”, ma di una “banca”: la Banca Protestante presieduta dal Necker, consigliere finanziario di Luigi XVI.
Con l’avvento dello "Stato Costituzionale", il quarto potere dello stato "La Sovranità Monetaria" è stata assunta dai grandi usurai.
I banchieri ben sapevano che il valore sta nel “tempo” non nello “spazio”: è una “previsione” e non una “merce”, tanto è vero che la moneta ha un valore arbitrariamente illimitato, anche se il simbolo è di costo nullo (carta). Anche il valore dell’oro non stava nel metallo, ma nella “previsione di poter comprare”. In tal modo i grandi usurai non si sono solo limitati ad espropriare i popoli dei valori monetari, ma li hanno indebitati di altrettanto, caricando, sin dall’origine, il costo del denaro del 200%. In tal modo le monarchie cattoliche della vecchia Europa sono crollate perché trasformate da “proprietarie” in “debitrici” del proprio denaro. I banchieri si sono comprati i re, digiuni di cultura monetaria, con il corrispettivo del debito, cioè “arricchendoli” di “moneta-debito”: la c.d. “moneta nominale”.
Una volta architettato il sistema d'indebitamento degli Stati con la privatizzazione dell'emissione della moneta a corso legale, la preoccupazione dei banchieri era di diffondere quanto più possibile il sistema attraverso tutto il pianeta. Ne accenna Carroll Quigley, il professore della Georgetown University nel suo libro "La tragedia e la speranza" del 1966 (mai tradotto o pubblicato in Italia): “I potenti del capitalismo finanziario avevano un altro obiettivo di largo raggio: nientemeno che creare un sistema mondiale di controllo finanziario in mani private in grado di dominare il sistema politico di ogni nazione e l’economia globale come un tutto unico. Questo sistema doveva essere controllato in stile feudale dalle banche centrali di concerto tra loro, mediante accordi segreti stipulati in frequenti riunioni private. All’apice del sistema doveva esserci la BIS di Basilea, una banca privata posseduta e controllata dalle banche centrali, a loro volta società private. La chiave del loro successo era che i banchieri internazionali avrebbero controllato e manipolato il sistema monetario di ogni nazione lasciando però apparire che essa fosse controllata dal governo".
John Perkins  nel libro "Confessioni di un sicario dell'economia" dice:“Le tattiche della CIA potevano essere applicate ovunque esistessero delle risorse che erano ambite dalla corporatocrazia (il potere delle multinazionali). C'era solo un problema: Kermit Roosevelt era un impiegato della CIA. Se fosse stato preso, le conseguenze sarebbero state tristi. Si prese la decisione di rimpiazzare gli agenti operativi del governo con agenti presi dal settore privato. Una delle società nella lista delle assunte era la mia: la MAIN. Presto, noi sicari dell'economia, scoprimmo che non dovevamo attendere che i paesi nazionalizzassero i campi petroliferi, come scusa per manipolare la loro politica. Trasformammo la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale ed altre istituzioni "multinazionali" in strumenti di colonizzazione. Negoziammo contratti lucrosi per le società statunitensi, stabilimmo accordi di "libero" commercio che facevano oscenamente gli interessi dei nostri esportatori a spese di quelli nel terzo mondo e aggravavano la situazione degli altri paesi con debiti insostenibili. Il primo alleato di Washington nella lotta per difendere la sovranità del dollaro fu Israele. Quando Tel Aviv e Washington ridussero il mondo arabo in un angolo, gli arabi non avevano scelta se non contrattaccare, attraverso la guerra dello Yom Kippur e l'embargo dell'OPEC. Questo mise in moto il Dipartimento di Stato statunitense. I sicari dell'economia organizzarono un accordo con l'Arabia Saudita che sposò il dollaro al petrolio. Il dollaro venne incoronato Re e, da allora, ha regnato supremo". L'accordo era di difendere e mantenere al potere la famiglia reale saudita che è uno dei più grossi latifondisti del mondo. In cambio, il petrolio sarebbe stato trattato solo in dollari. In questo modo, si raggiunge lo scopo della "currency board": chi vuole comprare petrolio deve PRIMA acquistare dollari (creati ovviamente al costo della carta e dell'inchiostro dalla Federal Reserve) , con cui poi acquistare petrolio.
Le vicende dei drammi economici che hanno dilaniato la società per secoli impongono la necessità di considerare nella costituzione la funzione di emissione monetaria dello Stato. O meglio di "riconsiderare" tale funzione visto che già in passato nell'Art. 1, Sezione 8. pp. 5 della Costituzione degli Stati Uniti d'America si legge: "Il congresso avrà diritto di batter moneta, e di determinarne il valore (delle unità), e di fissare i criteri dei pesi e delle misure." Firmato George Washington, presidente e deputato della Virginia (17 settembre 1787). Anche Abramo Lincoln nel Legal Tender Act del 25 febbraio 1862 affermava: "La moneta è la creatura della legge e l’emissione originaria della moneta deve essere mantenuta quale esclusivo monopolio del governo nazionale" . Quando nel 1913 fu istituita la Federal Reserve, attraverso la legge Federal Reserve Act, l'emissione monetaria venne privatizzata.
Oggi grazie al contributo del compianto Prof. Auriti possediamo i cardini fondamentali della scienza monetaria: a) la definizione del valore monetario come valore indotto, e b) la legge della rarità monetaria che, in sintesi, sono i seguenti: a)Il valore indotto: può essere paragonato alla dinamo che, per induzione, tramite il movimento, genera la corrente e quindi la luce. Il valore indotto del denaro è generato dalla rete di scambi tra i soggetti che stabiliscono di farne uso. Come la luce diventa più forte all’aumentare della velocità di rotazione della dinamo, anche il valore, la forza della moneta, risulta maggiore all’aumentare della sua velocità di circolazione. b) La legge della rarità monetaria: Poiché il prezzo di mercato non è solo l’indice del valore dei beni, ma anche del punto di saturazione del mercato – per cui il mercato è saturo quando i prezzi tendono a coincidere con i costi di produzione - solo quando questa coincidenza tende a verificarsi, occorre fermare sia la produzione dei beni che l’emissione monetaria.
All’attuale “arbitrio” dei governatori delle banche centrali va sostituita la “discrezionalità tecnica” di una funzione organica, esattamente definita ed eticamente e giuridicamente limitata e finalizzata al bene comune, non a quello dell’usura.
In conclusione, il quarto potere costituzionale deve essere concepito sulla finalità di restituire allo stato la funzione monetaria ed al popolo la proprietà della moneta.
 "L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari.  La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto" (By Maurice Allais, premio Nobel per l'economia) .

    DA DISSONANZE
                                                                                                                                         

martedì 29 dicembre 2015

Altro che Misericordia




Altro che Misericordia

di Claudio Moffa

Rainews 24, Natale, circa le 6 am: un servizio informa di una festa di matrimonio tra coloni ebrei: mitra in alto, immaginabili incitazioni alla violenza, e l’allucinante 
accoltellamento, forse ripetuto più volte, della foto del piccolo Ali, uno dei bambini palestinesi uccisi dagli israeliani. Una bella “festa”, Israele doc, quella dei coloni che occupano porzioni di terra al di là degli stessi confini del 1967, e dunque assolutamente illegittimi. Uno scempio, un atto bestiale, che ricorda quel passo di Spinoza che denuncia lo “zelo religioso” che avvolge l’atavico odio degli Ebrei contro i popoli ‘goym’.

E ricorda la nascita di Gesù: crocifisso di nuovo, nel XXI secolo? Razzisti, luridi criminali, è l’unico attributo che queste canaglie meritano, gente che in barba a ogni legge e a ogni diritto umano ammazza bambini e continua a reiterare il suo assassinio, festeggiando gioiosa di morte.

Sono gli stessi che aggrediscono l’ebreo giusto Ariel Toaff che scrive il suo Pasque di sangue, una decina di anni fa.

Gli stessi che lanciano le campagne d’odio e di incarceramento contro i cosiddetti negazionisti.

Gli stessi che minorenni italiani intervistati da una TV oggi mediaset, alla giornalista che chiedeva loro – ragazzi di 10 12 anni – cosa festeggiavano con la Pasqua, rispondevano, nel secolo ventunesimo o forse negli ultimi anni Novanta: celebriamo l’uccisione dei primogeniti egizii durante la fuga dall’Egitto. Pazzesco.

Poi sullo schermo TV scorrono i servizi su Natale, e qui e là i accenni fugaci sul Giubileo aperto dal papa nel nome della Misericordia. Misericordia con quelle bestie? La mia reazione istintiva è, confesso, “altro che Misericordia” … Mi fermo, e come è giusto, vado a leggere la Misericordiae Vultus dell’aprile scorso, base ‘ideologica’ dell’anno del Giubileo che finirà nel novembre 2016.

25 paragrafi ricchi di citazioni e di annotazioni preziose: la bolla di papa Francesco si baserebbe anche su un codice liturgico che risale a Papa Gelasio, VIII o IX secolo, forse di origine berbera. Il perché viene ricordato, sta forse nella sua ‘alterità’, ma la questione richiederebbe un approfondimento.

Leggo le citazioni, le parabole di riferimento e tutto quel che può servire a capire meglio , e qui la faccio breve: nella maggioranza dei casi si afferma che tutta la vita di Gesù è improntata alla misericordia, e cioè al perdono, “di ogni peccato”. A me non pare: le frustate nel Tempio non erano un perdono, ma il segnale di un disprezzo e l’affermazione di una alterità irriducibile nei confronti dei blasfemi che violavano incuranti la sacralità del luogo.

Tutto pare confondersi. Nella Misericordiae Vultus, la Bibbia appare dimezzata: non c’è il Libro di Ester, non c’è la Torre di Babele voluta da un popolo di Dio che rifiuta l’ “altro” fin dalla sua nascita storica, non c’è il Deuteronomio con l’usura si per i goym e no per il “prossimo” tribale, non c’è una lettura appropriata del “prossimo”: che non è solo o soltanto “anche il nemico”, ma è anche e prima ancora – a mò di statuto fondativo di certa religione ebraica - il “non ebreo”. E si cita la festa dell’Hellel, i cui Salmi di riferimento narrano però del popolo di Israele che fugge dall’Egitto e dunque riducono la misericordia da atto di bontà universale, a atto benefico solo per gli eletti geneticamente determinati in quanto figli di madre ebrea.

Epperò ecco che alcune citazioni diverse danno ragione al buon senso, e lì si trova un Dio che perdona i peccatori minori, ma punisce i “malvagi”. Finalmente. Ma allora … Allora mi aspetterei che Papa Francesco citasse in un suo prossimo discorso quell’episodio, e lo additasse come un esempio di malvagità nei cui confronti non puo’ esserci alcun perdono. Perché quella festa è stata una festa satanica, e satana – utilizzo il linguaggio religioso – non può essere certo perdonato, né i suoi seguaci dovrebbero sfuggire alla legge di Cesare. Ma temo che questo non accadrà mai: nella Misericordiae vultus il cosiddetto ‘legalismo’ è disprezzato, a danno del buon senso in politica interna – l’immigrazione senza regole – e estera – le violazioni senza fine delle risoluzioni ONU da parte di Israele. Così stanno le cose.

E inoltre, il discorso non corre solo sul filo della percentuale di citazioni giuste e di quelle parziali: c’è anche il problema della comunicazione mediatica, che Papa Francesco mostra di conoscere bene. Le dotte argomentazioni e articolazioni della bolla papale contano ben poco rispetto all’effetto mediatico di una parola, che stando allo Zanichelli vuol dire solo e semplicemente: “Sentimento che induce alla comprensione, alla pietà e al perdono verso chi soffre o chi sbaglia”.

Dunque sembra non esserci scampo, è il disarmo delle coscienze cristiane. Per lungo tempo, non solo decenni e forse nemmeno solo per secoli, la Chiesa ha offerto ai cristiani immagini di loro stessi come obbligati a perdonare e a porgere l’altra guancia: perché mai il Giubileo della Misericordia non dovrebbe spingerli a non cogliere l’inaudita gravità di quanto successo nella festa di matrimonio di un gruppo di coloni israeliani, e ad abbassare la testa di fronte alla arroganza dei “fratelli maggiori”, nel giorno del Natale di "nostro signore Gesù Cristo"?


domenica 27 dicembre 2015

UN PAESE FERMO A 70 ANNI FA!

Un paese fermo a 70 anni fa!

copertE’ l’Italia. Un paese oggi in mano a politici e burocrati che tengono in ostaggio 60 milioni di cittadini. Una pletora di incapaci incapaci di pensare ad altro se non alle proprie tasche. Epigoni di grandi politici del passato ci regalano ogni giorno con le loro fesserie momenti unici di comicità. Ci sarebbe da ridere se non fosse che a causa di tali esseri inetti ogni giorno tanti italiani muoiono o rischiano di morire.
E’ il caso delle due vittime che il maltempo ha provocato in Calabria: bastano infatti una o due giornate di pioggia in luoghi in cui piove al massimo 10-15 giorni all’anno per scatenare delle vere e proprie tragedie. Mentre vi scriviamo infatti è da poco cessato il maltempo che ha colpito la parte meridionale della Calabria, luogo dal quale anche noi vi scriviamo. Ebbene questo ultimo pezzo di stivale ebbe la fortuna di avere una visita del Duce che accortosi della situazione da ottavo (altro che terzo!) mondo già allora si diede da fare prendendo rapidissimi provvedimenti che potessero cambiare lo status quo di questo lembo d’Italia. Sul finire degli anni ’20 dello scorso secolo infatti, nonostante fossero passati 20 anni dal terremoto del 1908, gran parte degli abitanti di Reggio Calabria e Messina vivevano ancora nelle baracche di legno.
Ecco allora che sorserò nuovamene due città moderne ed ordinate (prima degli abusivismi edilizi del dopoguerra). Nel 1928 partirono i lavori della strada litorale jonica che avrebbe collegato Reggio Calabria a Taranto, ancora oggi unica strada di comunicazione per tutta la fascia jonica reggina e calabrese. Venne costruita anche la linea ferroviaria che avrebbe collegato la città dello Stretto alla città pugliese. Un unico binario lungo oltre 500 km non elettrificato (allora non esistevano ancora le locomotive elettriche).
Ad oggi, dopo 70 anni di democrazia, l’uomo sulla Luna, le macchine volanti etc. Reggio e Taranto sono collegate sempre da quella strada, ormai pericolosa e vetusta e da quella stessa linea ferroviaria. Accade cosi che se da Roma a Milano si impiegano meno di 3 ore in frecciarossa, da Reggio a Catanzaro ne servano oltre 4 (!!!) di treno su un binario unico, non elettrificato con le locomotive a gasolio.  Ed ecco la variante maltempo: in 2 giorni la SS106 crolla in più punti e la ferrovia viene spazzata dalle mareggiate. Quelle parti di Calabria sono adesso irraggiungibili per chiunque!
Forse diranno che è colpa del Fascismo i nostri politici campioni. O forse no: infatti nessun organo mediatico si è degnato di darvi queste notizie mentre da giorni imperversa la notiziona riguardante la proposta di legge de sig. Emanuele Fiano (partito democrativo, ovviamente) il quale vorrebbe condannare a “DUE ANNI DI CARCERE” chiunque commercializzi o anche solo esalti la figura di Benito Mussolini o del Fascismo. In parole povere: vorrebbe rendere illegale la vendita delle magliette piuttosto che del busto raffigurante il Duce.
Io invece gli suggerirei: 10 anni di carcere a tutti quei politici, burocrati, ladri et similia che in 70 anni non sono stati in grado di elettrificare nemmeno una linea ferroviaria! Su tale assurda e ridicola proposta di legge del partito democratico sono stato intervistato a Radio Cusano Campus: di seguito il link per ascoltare l’intervista. http://www.radiocusanocampus.it/podcast/?prog=695 (Clicca su Giuseppe Minnella puntata del 3 novembre 2015).
Postate i vostri commenti. Nei prossimi giorni torneremo a parlare di storia. Un caloroso saluto a tutti i nostri lettori.
Giuseppe MinnellaDir. Resp. Ilduce.net


martedì 22 dicembre 2015

RIFLESSIONE AL "MASSIMINO" (STADIO DI CATANIA)





"Happy Christmas" : campeggiava sul tabellone luminoso e sui pannelli laterali bordo pista del Massimino l'augurale messaggio della società ai propri appassionati (e pazienti) tifosi.
Non so quanti altri,ma io ci ho fatto caso : la società ci (mi) ha comunicato il gentile pensiero "in inglese" !!
Manco si rivolgesse ad un pubblico di Champion League (perdonatemi) oppure fossimo collegati al resto del mondo !!
"Buon Natale" in italiano sarebbe stato troppo provinciale ??
Ahooo siamo in Italia,almeno dicono, ed al massimo gradiamo il vernacolo catanese...
E non dimentichino i signori incaricati che siamo pure in Lega Pro e non ci vedono in mondovisione!!
Tranne che l'augurio fosse rivolto a qualche misterioso acquirente della società etnea non svizzero e manco argentino...

Approfitto di quanto sopra per "allargarmi" sull'uso ed abuso dell'anglicismo...
Già negli anni Novanta la Accademia della Crusca faceva notare che la colpa era tutta delle classi elevate: usando l’inglese, quelli che un tempo si sarebbero chiamati “forestierismi”, i ceti alti avevano voluto imporre una differenza sociale rispetto ai ceti meno abbienti.
Proprio l'opposto di quanto messo in atto dal Fascismo, perché fu il regime di Mussolini nel 1940 a proibire per legge l’uso di anglicismi e parole straniere.
Aveva capito,il Duce, quel che poi Churchill,nel cosiddetto “discorso-manifesto di Harvard”, spiegò rivelando i piani volti all’affermazione di un imperialismo “per via linguistica”, ossia basato sulla capillare diffusione dell’inglese ben piú pratico di quello basato solo sulle armi e sul dollaro.
"I paesi non anglofoni finiranno con l’assorbire in maniera graduale e naturale i valori anglo-americani grazie allo studio della lingua inglese"....oggi la attuazione di questa previsione è davvero a buon punto anche se beneficiari ne son piú  gli Usa piuttosto che la Gran Bretagna.
Avendo (spero) reso l'idea della necessità di salvaguardare la lingua italiana,senza peraltro ricorrere ad esagerate ed irripetibili "barriere" linguistiche,torno al punto di partenza...
Buon Natale a tutti voi  ed alle vostre famiglie


Grazie per l'attenzione
Vincenzo Mannello